La luce splende nelle tenebre: come opera il male e perché non ha mai l’ultima parola
Le tattiche delle tenebre, la risposta della fede e la vittoria finale della grazia nelle nostre vite
L’atto vandalico sul monte Podbrdo a Medjugorje, dove la statua della Madonna della Pace è stata bersaglio di un attacco assurdo e violento, ha scosso il cuore di migliaia di pellegrini in tutto il mondo. Vedere la bellezza profanata dall’empietà inizialmente provoca sconcerto e dolore. Tuttavia, la teologia e la tradizione cattolica ci insegnano che questi episodi non sono semplici coincidenze o atti di inciviltà; sono finestre trasparenti che rivelano come il male opera nel nostro mondo e quale sia la sua vera strategia.
Le due tattiche chiave del male: la distruzione e lo scoraggiamento.
Sant’Ignazio di Loyola, nelle sue Regole per il discernimento degli spiriti, definisce con precisione la psicologia della tentazione e dell’azione diabolica. Il male ha una duplice intenzione quando promuove un atto di vandalismo o un attacco al sacro:
- Attaccare il simbolo per ferire l’amore : chi vandalizza un’immagine non distrugge la pietra o il gesso; cerca di profanare ciò che l’immagine rappresenta. Il male odia la bellezza, la pace e la mediazione materna di Maria perché gli ricordano la vittoria incondizionata di Dio sulle tenebre.
- Seminare disperazione e divisione : l’obiettivo principale del male non è il danno materiale in sé, ma la reazione che cerca di provocare nei credenti: rabbia, amarezza, desiderio di vendetta o la falsa sensazione che le tenebre stiano vincendo la battaglia.
Ne La Città di Dio, Sant’Agostino spiegò che il male non è una sostanza dotata di potere creativo, bensì la privazione o la perversione del bene ( privio boni ). Pertanto, il male è essenzialmente parassitario: non può creare nulla di nuovo, si limita a tentare di deturpare, distruggere e contaminare ciò che Dio ha reso bello.
Il paradosso del male: l’inconsapevole strumento di grazia
Uno dei misteri più profondi della fede cattolica è la divina provvidenza di fronte al mistero dell’iniquità ( mysterium iniquitatis ). Come sottolinea san Tommaso d’Aquino nella Summa Theologica (I, q. 22, a. 2), Dio permette il male solo perché è così potente e infinitamente buono da poterne trarre un bene maggiore.
Il male commette sempre lo stesso errore di valutazione. Crede che distruggendo una statua si estingua la fede, non comprendendo che la vera devozione non risiede nelle immagini, ma nell’anima dei credenti.
Di fronte al vandalismo, la risposta della Chiesa e dei fedeli non è mai stata l’odio, ma la riparazione : un flusso di preghiera, perdono, conversione personale e rinnovamento della fede. Ciò che il male ha concepito come un affronto si trasforma, per grazia, in una chiamata al risveglio spirituale di migliaia di anime.
Come superare le strategie delle tenebre nella vita di tutti i giorni
L’evento di Medjugorje non è un episodio isolato; riflette la battaglia quotidiana che si combatte nella mente e nel cuore di ogni persona. San Pietro lo aveva chiaramente avvertito nella sua prima lettera: « Siate sobri, vegliate. Il vostro avversario, il diavolo, si aggira come un leone ruggente, cercando chi divorare » (1 Pietro 5,8).
Per evitare di cadere nelle loro trappole e di lasciare che l’amarezza regni nel nostro spirito, le fonti tradizionali della spiritualità cattolica ci offrono tre chiavi fondamentali:
- Non alimentate la spirale dell’odio: San Paolo indica la via in Romani 12:21: ” Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene “. Rispondere all’aggressione con risentimento significa dare al male esattamente ciò che cerca. La risposta cristiana è la preghiera di intercessione, anche per coloro che commettono la profanazione.
- Coltivate la pace interiore e la sobrietà: il diavolo è il “padre della menzogna” (Gv 8,44) e il massimo agitatore. Agisce attraverso la fretta, il rumore, i giudizi avventati e la disperazione. Ritagliarsi momenti di silenzio, preghiera e frequente ricezione dei sacramenti, specialmente dell’Eucaristia e della Confessione, rafforza la nostra armatura spirituale.
- Guardare a Maria come rifugio e modello: la Beata Vergine rappresenta la vittoria dell’amore umile sull’orgoglio. Sul Calvario, ai piedi della Croce, rimase salda mentre il male sembrava trionfare. La sua presenza è sempre segno di speranza e di sicuro conforto per coloro che cercano la verità.
Il trionfo finale appartiene alla luce.
Un atto di vandalismo può incrinare la materia, ma non potrà mai scalfire la realtà dell’Amore divino. La storia della salvezza dimostra che le ferite, se offerte con fede, si trasformano in glorie. La Croce di Cristo è stata la vittoria definitiva sulla morte e sul male, e ogni piccola vittoria del bene nella nostra vita quotidiana è un riflesso di quel trionfo.
Non lasciamoci sopraffare dall’ansia o dalla paura. Possa questo evento sul monte Podbrdo ricordarci di essere vigili, di amare più intensamente, di perdonare di cuore e di ricordare che, come ha promesso il Signore, « le porte dell’inferno non prevarranno » (Mt 16,18).
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