08 Maggio, 2026

Seguici su

Laetare

Voci

02 Luglio, 2025

3 min

Educare alla fede: la missione dei genitori, non dello Stato

La battaglia per la libertà educativa e il diritto primario dei genitori a trasmettere i propri valori

Educare alla fede: la missione dei genitori, non dello Stato
mali desha . Unsplash

In un mondo sempre più dominato da ideologie stataliste e uniformiste, la Chiesa cattolica alza la sua voce per ricordarci una verità fondamentale:  l’educazione dei figli è un diritto naturale e primario dei genitori, non una concessione dello Stato. Questo principio, profondamente radicato nella dottrina sociale della Chiesa, è oggi messo in discussione su molteplici fronti. La battaglia per  la libertà educativa  diventa così un dovere inalienabile per i credenti e, soprattutto, per i genitori cristiani impegnati per il futuro spirituale e umano dei propri figli.

Il diritto-dovere di educare: l’insegnamento della Chiesa

Il  Catechismo della Chiesa Cattolica  (nn. 2221-2229) insegna chiaramente che  «i genitori hanno la responsabilità primaria dell’educazione dei propri figli ». Non si tratta di una scelta tra tante, ma di una  missione affidata da Dio, prima di qualsiasi forma di autorità civile. Questa educazione non comprende solo gli aspetti intellettuali o civici, ma anche e soprattutto  la formazione morale e religiosa.

Il  Concilio Vaticano II, nella dichiarazione  Gravissimum Educationis , afferma che  «i genitori, in virtù del fatto che hanno trasmesso la vita ai figli, hanno il gravissimo obbligo di educarli e devono perciò essere riconosciuti come i primi e principali educatori»  (GE 3). Il  Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa  (n. 239) rafforza questa idea, denunciando ogni forma di ingerenza statale che cerchi di soppiantare o condizionare questo diritto.

Lo Stato: sussidiario, non protagonista

In una sana visione del bene comune,  lo Stato ha un ruolo sussidiario, cioè dovrebbe  assistere, non sostituire,  le famiglie. Il suo ruolo è garantire a tutti l’accesso all’istruzione e salvaguardare la qualità del sistema, ma  non dovrebbe mai imporre un modello di pensiero univoco  o discriminare coloro che desiderano essere educati secondo la propria fede.

Tuttavia, in molte parti del mondo, si assiste a un preoccupante avanzamento di  politiche educative che impongono ideologie di genere, relativismo morale o ateismo pratico. I genitori che cercano di esercitare il loro diritto a un’istruzione conforme alle proprie convinzioni religiose si scontrano con ostacoli legali, economici e sociali.

Ciò è particolarmente grave in contesti in cui  la scuola pubblica ha cessato di essere neutrale , diventando un veicolo di ingegneria sociale. Come ha avvertito Papa Francesco,  “l’ideologia di genere è una colonizzazione ideologica”  che “cancella le differenze e rende tutto uguale” (Incontro con le famiglie nelle Filippine, 2015).

La scuola cattolica e l’opzione della libertà

In questo contesto,  le scuole di ispirazione cattolica  rimangono un faro di luce in mezzo alla confusione, integrando fede, ragione e cultura in una visione coerente dell’essere umano. Ma anche queste scuole sono spesso costrette a compromettere i propri principi o escluse dai sistemi di finanziamento pubblico.

La libertà  di istruzione  e il  diritto dei genitori di scegliere l’educazione religiosa e morale che desiderano per i propri figli  sono riconosciuti da trattati internazionali come il  Patto internazionale sui diritti civili e politici  (articolo 18.4) e la  Dichiarazione universale dei diritti umani  (articolo 26.3). Negare questo diritto significa minare la dignità della famiglia e la democrazia stessa.

Una battaglia che richiede impegno

La battaglia per  la libertà educativa  non è ideologica, ma profondamente umana e cristiana. Richiede  ai genitori di informarsi, organizzarsi e agire con coraggio, esigendo che le autorità pubbliche rispettino i loro diritti e promuovendo spazi in cui la fede possa essere trasmessa senza censura o paura.

Come ci ha ricordato San Giovanni Paolo II,  «la famiglia è il primo e principale soggetto educativo»  (Familiaris consortio, 36). Sostenere questo principio significa non solo proteggere i nostri figli, ma anche preservare il tessuto morale della nostra società.

Laetare

Laetare es una asociación fundada por Gabriel Núñez, nacida en Sevilla con el propósito de defender y promover el desarrollo integral de la familia cristiana. Su actividad se organiza en cuatro ejes fundamentales: sensibilizar, orar, formar y servir. La asociación trabaja en la preservación de la familia como pilar de la sociedad, ofreciendo formación especializada, retiros espirituales y apoyo integral a matrimonios en crisis, con un enfoque basado en la doctrina católica y la acción comunitaria.