05 Maggio, 2026

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Dovremmo davvero perdonare 70 volte 7?

Sul perdono, la giustizia e il pentimento sincero

Dovremmo davvero perdonare 70 volte 7?

L’altro giorno mi è stato chiesto se dobbiamo davvero perdonare  70 volte. Questa domanda, lungi dall’essere numerica, è profondamente spirituale. E per comprenderla appieno, dobbiamo tornare alla fonte.

Pietro, uno dei discepoli di Gesù, gli chiese:  “Signore, se mio fratello pecca contro di me, devo perdonargli fino a sette volte?”.  In quel contesto, dire “sette volte” era come dire “molte volte”, una metafora. Proprio come oggi potremmo dire:  “Ho mangiato cibo cinese mille volte “, senza intendere letteralmente mille.

Gesù risponde con qualcosa di ancora più radicale:  «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette ». In altre parole,  perdona sempre. Il messaggio è chiaro: il perdono non ha limiti.

Ma è possibile?

Anni fa, durante un discorso davanti a 4.000 persone a Chihuahua, feci tre domande. La prima era:  si può perdonare tutto, sempre?  Circa 3.500 persone risposero di sì. Poi chiesi:  si possono perdonare adulterio e violenza?  Solo circa 200 persone continuarono ad annuire. Infine, chiesi:  quante volte?  E nessuno rispose.

È qui che entra in gioco la realtà:  non si tratta di perdonare nulla, infinitamente e incondizionatamente. Ciò che Gesù propone non è di tollerare il male senza conseguenze, ma di aprire i nostri cuori al  vero perdono, quello che nasce dal  vero pentimento.

Perché perdonare non significa tollerare un abuso. Non significa giustificare 30 adulteri o sopportare violenze settimanali. In certi contesti – segnati dall’ignoranza, dal peccato o da una cultura distorta – c’è chi giustifica anche l’ingiustificabile.  “Sono fatto così”, “Dio mi ha fatto così”, “Sono appassionato “, dicono. Ma questo non è pentimento. È cinismo.

Dio perdona tutto… ma non con la forza

Lo stesso Gesù che ha parlato di perdonare tutto ha parlato anche  dell’inferno. Come possiamo capirlo? Non perché Dio non voglia perdonare, ma perché  c’è chi non chiede perdono. Dio non obbliga nessuno ad amarlo o a entrare in paradiso. L’amore non può essere obbligatorio.

L’inferno è per gli impenitenti, non per chi ha peccato. Perché tutti pecchiamo. Ma c’è un’enorme differenza tra sbagliare ed essere giustificati.

Padre Fortea lo ha detto chiaramente:  “Prima viene la misericordia, poi la giustizia”.  Quando moriamo, speriamo di ricevere misericordia. E se la riceviamo, allora verrà la giustizia: riparazione, purificazione, trasformazione. Ma c’è chi  non si avvicina nemmeno a chiederla.

E nel matrimonio?

Se il tuo partner ha commesso gravi errori, come l’adulterio o la violenza,  non sei obbligato a sopportarli indefinitamente. Ma se c’è un sincero pentimento, se c’è un vero cambiamento, allora il perdono è possibile. Una donna una volta mi disse:  “Dopo l’adulterio di mio marito, stiamo mille volte meglio”.  Perché lui è cambiato, ha chiesto perdono e non l’ha mai più delusa.

Questo è  pentimento. Il resto è manipolazione.

Quindi, puoi perdonare 70 volte 7?

Sì,  quando c’è sincero pentimento e la volontà di cambiare. Ma se non c’è, se non c’è nemmeno l’intenzione di riparare il danno, il perdono perde il suo significato profondo. Come disse Gesù nel Vangelo,  “Vattene via da me, maledetto”, a coloro che non aiutavano, non amavano, non servivano. Agli indifferenti, ai cinici.

Pertanto, caro lettore:

  • Non farlo.

  • Se cadi,  scusati immediatamente.

  • Riparare il danno.

  • Dimostra con la tua vita che ti dispiace.

Perdonare non è dimenticare. Perdonare è non permettere abusi.  Perdonare è dare un’altra possibilità quando c’è una vera trasformazione.

Facciamo tutto il bene possibile. Che Dio ti benedica sempre.

P Angel Espinosa de los Monteros

El Padre Ángel Espinosa de los Monteros ha impartido más de 4,000 conferencias sobre matrimonio, valores familiares y espiritualidad en diferentes ciudades de México, Estados Unidos, Francia, Italia, España y Sudamérica. Ha atendido a cientos de matrimonios ofreciendo consejos y programas de crecimiento conyugal y familiar. Es autor del libro «El anillo es para siempre», traducido a diferentes lenguas y a partir de las cuales ha dictado más de 20 títulos de conferencias. Actualmente se dedica de tiempo completo a impartir conferencias y renovaciones matrimoniales en 20 países del mundo.