21 Aprile, 2026

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Cristiani! Non restiamo una maggioranza silenziosa!

On. Wisniewska: chiediamo la nomina di un Coordinatore per la lotta all'odio contro i cristiani

Cristiani! Non restiamo una maggioranza silenziosa!

I cristiani sono il gruppo religioso più perseguitato al mondo, ma l’Unione Europea sembra non accorgersi di questo gravissimo problema. Ha invece ha nominato dei coordinatori per combattere l’antisemitismo e l’islamofobia: una chiara disparità di trattamento tra le comunità religiose. Per rimediare a questa discriminazione un gruppo di parlamentari europei: Laurance Trochu (Francia), Paolo Inselvini (Italia), Jadwiga Wisniewska (Polonia), Stephen Nikola Bartulica (Croazia) e Bert-Jan Ruissen (Paesi Bassi) hanno lanciato una petizione per far nominare un Coordinatore UE per la lotta contro la cristianofobia. Ne ho parlato con l’on. Wisniewska.

Perché è così importante che l’UE abbia un coordinatore per la lotta contro la cristianofobia.?

Perché l’Unione Europea ha nominato già dei coordinatori per combattere l’antisemitismo e l’islamofobia, ma non esiste un meccanismo analogo per proteggere i cristiani, il che rappresenta una chiara manifestazione di disparità di trattamento tra le comunità religiose. È incomprensibile che ai cristiani non sia garantita la stessa protezione, pur costituendo la più grande comunità religiosa in Europa e diventando sempre più spesso bersaglio di atti di aggressione. Pertanto, la nomina di un Coordinatore per la lotta all’odio contro i cristiani sarebbe un passo importante per monitorare efficacemente la portata del fenomeno, sostenere le vittime e tutelare concretamente la libertà religiosa nell’UE.

Sembra che il fenomeno della persecuzione dei cristiani venga deliberatamente insabbiato, anche se la sua portata è enorme…

È vero. I media mainstream tacciono sul fatto che i cristiani siano la comunità religiosa più perseguitata al mondo. Oltre 380 milioni di persone subiscono repressioni unicamente a causa della loro fede. Un cristiano su sette vive in un Paese dove la persecuzione è una crudele realtà quotidiana.

I cristiani sono perseguitati soprattutto nei paesi musulmani. Ma sono sempre più spesso vittime di varie forme di persecuzione e discriminazione anche nei paesi “democratici”. Non stiamo forse minimizzando questo problema in Europa?

Esattamente. Contrariamente a quanto si crede, questo problema non si limita a regioni remote del mondo. Purtroppo, è sempre più visibile anche in Europa, dove il cristianesimo sta affrontando una crescente ondata di ostilità, viene emarginato e indebolito. E sta accadendo proprio qui, in Europa, che ha radici cristiane.

Quali sono le statistiche sulla persecuzione dei cristiani nel nostro continente?

I dati degli ultimi anni sono allarmanti. Migliaia di atti di odio contro i cristiani sono stati segnalati nei Paesi europei: ogni anno vengono denunciati centinaia di casi di violenza, atti di vandalismo, profanazione di luoghi di culto e discriminazione basata sulla fede. Secondo i dati ufficiali, nel 2023 sono stati documentati 2.444 casi di questo tipo. Ma, nonostante queste cifre, le istituzioni europee rimangono in silenzio. Inoltre, gli esperti sottolineano che la stragrande maggioranza di questi crimini non viene mai denunciata, il che significa che la reale portata del fenomeno è molto maggiore di quanto indichino le statistiche ufficiali. Non si tratta solo di numeri. Si tratta di individui, comunità e luoghi specifici che sono diventati bersaglio di aggressioni.

Quale sarebbe il ruolo del coordinatore?

Il Coordinatore europeo sarebbe il rappresentante ufficiale dell’Unione Europea, responsabile del monitoraggio, delle analisi e del contrasto degli atti di ostilità verso i cristiani in tutti gli Stati membri. Il suo ruolo sarebbe sia operativo, politico che simbolico.

Tra le sue responsabilità rientrerebbero, in particolare: l’identificazione e la documentazione di atti di odio, vandalismo, violenza e discriminazione contro i cristiani e i luoghi di culto; la collaborazione con gli Stati membri per migliorare la raccolta dei dati, rafforzare le misure preventive e il sostegno alle vittime; la preparazione di raccomandazioni e proposte di azione per la Commissione Europea sulla protezione dei cristiani; il coordinamento dello scambio di buone pratiche tra i Paesi (inclusa la sicurezza dei luoghi di culto, il monitoraggio degli incidenti e la formazione del personale dei servizi pubblici); la sensibilizzazione delle istituzioni europee sulla portata e la natura di questi fenomeni; e la promozione della dovuta visibilità politica al problema, che spesso al momento manca.

Come si può sostenere la vostra iniziativa?

Prima di tutto, aderendo alla nostra iniziativa. Bisognerebbe visitare il sito web

https://www.stop-christianophobie.eu/it

e firmare la petizione. Incoraggio inoltre tutti a inviare il link ad amici e familiari ed a condividere la petizione sui social media.

Wlodzimierz Redzioch

Wlodzimierz Redzioch è nato a Czestochowa (Polonia), si è laureato in Ingegneria nel Politecnico. Dopo aver continuato gli studi nell’Università di Varsavia, presso l’Istituto degli Studi africani, nel 1980 ha lavorato presso il Centro per i pellegrini polacchi a Roma. Dal 1981 al 2012 ha lavorato presso L’Osservatore romano. Dal 1995 collabora con il settimanale cattolico polacco Niedziela come corrispondente dal Vaticano e dall’Italia. Per la sua attività di vaticanista il 23 settembre 2000 ha ricevuto in Polonia il premio cattolico per il giornalismo «Mater Verbi»; mentre il 14 luglio 2006 Sua Santità Benedetto XVI gli ha conferito il titolo di commendatore dell’Ordine di San Silvestro papa. Autore prolifico, ha scritto diversi volumi sul Vaticano e guide ai due principali santuari mariani: Lourdes e Fatima. Promotore in Polonia del pellegrinaggio a Santiago de Compostela. In occasione della canonizzazione di Giovanni Paolo II ha pubblicato il libro “Accanto a Giovanni Paolo II. Gli amici e i collaboratori raccontano” (Edizioni Ares, Milano 2014), con 22 interviste, compresa la testimonianza d’eccezione di Papa emerito Benedetto XVI. Nel 2024, per commemorare il 40mo anniversario dell’assassinio di don Jerzy Popiełuszko, ha pubblicato la sua biografia “Jerzy Popiełuszko. Martire del comunismo” (Edizioni Ares Milano 2024).