Cristiani! Non restiamo una maggioranza silenziosa!
On. Wisniewska: chiediamo la nomina di un Coordinatore per la lotta all'odio contro i cristiani
I cristiani sono il gruppo religioso più perseguitato al mondo, ma l’Unione Europea sembra non accorgersi di questo gravissimo problema. Ha invece ha nominato dei coordinatori per combattere l’antisemitismo e l’islamofobia: una chiara disparità di trattamento tra le comunità religiose. Per rimediare a questa discriminazione un gruppo di parlamentari europei: Laurance Trochu (Francia), Paolo Inselvini (Italia), Jadwiga Wisniewska (Polonia), Stephen Nikola Bartulica (Croazia) e Bert-Jan Ruissen (Paesi Bassi) hanno lanciato una petizione per far nominare un Coordinatore UE per la lotta contro la cristianofobia. Ne ho parlato con l’on. Wisniewska.
Perché è così importante che l’UE abbia un coordinatore per la lotta contro la cristianofobia.?
Perché l’Unione Europea ha nominato già dei coordinatori per combattere l’antisemitismo e l’islamofobia, ma non esiste un meccanismo analogo per proteggere i cristiani, il che rappresenta una chiara manifestazione di disparità di trattamento tra le comunità religiose. È incomprensibile che ai cristiani non sia garantita la stessa protezione, pur costituendo la più grande comunità religiosa in Europa e diventando sempre più spesso bersaglio di atti di aggressione. Pertanto, la nomina di un Coordinatore per la lotta all’odio contro i cristiani sarebbe un passo importante per monitorare efficacemente la portata del fenomeno, sostenere le vittime e tutelare concretamente la libertà religiosa nell’UE.
Sembra che il fenomeno della persecuzione dei cristiani venga deliberatamente insabbiato, anche se la sua portata è enorme…
È vero. I media mainstream tacciono sul fatto che i cristiani siano la comunità religiosa più perseguitata al mondo. Oltre 380 milioni di persone subiscono repressioni unicamente a causa della loro fede. Un cristiano su sette vive in un Paese dove la persecuzione è una crudele realtà quotidiana.
I cristiani sono perseguitati soprattutto nei paesi musulmani. Ma sono sempre più spesso vittime di varie forme di persecuzione e discriminazione anche nei paesi “democratici”. Non stiamo forse minimizzando questo problema in Europa?
Esattamente. Contrariamente a quanto si crede, questo problema non si limita a regioni remote del mondo. Purtroppo, è sempre più visibile anche in Europa, dove il cristianesimo sta affrontando una crescente ondata di ostilità, viene emarginato e indebolito. E sta accadendo proprio qui, in Europa, che ha radici cristiane.
Quali sono le statistiche sulla persecuzione dei cristiani nel nostro continente?
I dati degli ultimi anni sono allarmanti. Migliaia di atti di odio contro i cristiani sono stati segnalati nei Paesi europei: ogni anno vengono denunciati centinaia di casi di violenza, atti di vandalismo, profanazione di luoghi di culto e discriminazione basata sulla fede. Secondo i dati ufficiali, nel 2023 sono stati documentati 2.444 casi di questo tipo. Ma, nonostante queste cifre, le istituzioni europee rimangono in silenzio. Inoltre, gli esperti sottolineano che la stragrande maggioranza di questi crimini non viene mai denunciata, il che significa che la reale portata del fenomeno è molto maggiore di quanto indichino le statistiche ufficiali. Non si tratta solo di numeri. Si tratta di individui, comunità e luoghi specifici che sono diventati bersaglio di aggressioni.
Quale sarebbe il ruolo del coordinatore?
Il Coordinatore europeo sarebbe il rappresentante ufficiale dell’Unione Europea, responsabile del monitoraggio, delle analisi e del contrasto degli atti di ostilità verso i cristiani in tutti gli Stati membri. Il suo ruolo sarebbe sia operativo, politico che simbolico.
Tra le sue responsabilità rientrerebbero, in particolare: l’identificazione e la documentazione di atti di odio, vandalismo, violenza e discriminazione contro i cristiani e i luoghi di culto; la collaborazione con gli Stati membri per migliorare la raccolta dei dati, rafforzare le misure preventive e il sostegno alle vittime; la preparazione di raccomandazioni e proposte di azione per la Commissione Europea sulla protezione dei cristiani; il coordinamento dello scambio di buone pratiche tra i Paesi (inclusa la sicurezza dei luoghi di culto, il monitoraggio degli incidenti e la formazione del personale dei servizi pubblici); la sensibilizzazione delle istituzioni europee sulla portata e la natura di questi fenomeni; e la promozione della dovuta visibilità politica al problema, che spesso al momento manca.
Come si può sostenere la vostra iniziativa?
Prima di tutto, aderendo alla nostra iniziativa. Bisognerebbe visitare il sito web
https://www.stop-christianophobie.eu/it
e firmare la petizione. Incoraggio inoltre tutti a inviare il link ad amici e familiari ed a condividere la petizione sui social media.
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