Come diventare liberi?
Il vescovo Erik Varden offre la sua quarta meditazione durante gli Esercizi Spirituali in Vaticano per Papa Leone XIV, i Cardinali residenti a Roma e i Capi Dicastero, concentrandosi sul tema: "Diventare liberi". Di seguito una sintesi della sua riflessione:
Il concetto di “libertà” è diventato controverso nel dibattito pubblico. La libertà è un bene a cui tutti aspiriamo; ci ribelliamo contro qualsiasi cosa minacci di limitarla o limitarla. Di conseguenza, il vocabolario della libertà è diventato un efficace strumento retorico.
L’idea che la libertà di un determinato gruppo sia in pericolo provoca immediate reazioni di indignazione online. Possono persino mobilitare le persone nelle piazze pubbliche.
Diversi movimenti politici in Europa oggi ricorrono alla retorica della libertà. Questo genera tensioni. Ciò che un settore della società percepisce come “liberatorio” è considerato oppressivo da altri. Si stanno formando fronti contrapposti, con la bandiera della “libertà” sventolata ovunque. Aspri conflitti nascono da programmi incompatibili di presunta liberazione.
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Questo stato di cose rappresenta una sfida per i cristiani. È essenziale chiarire cosa intendiamo quando, nel contesto della fede, parliamo di diventare liberi. È ciò che fa San Bernardo commentando il versetto: “Perché mi ha liberato dal laccio dei cacciatori e dalla parola amara”.
Per San Bernardo, è evidente che la vera libertà non è “naturale” per l’uomo decaduto. Ciò che ci sembra naturale è fare le cose a modo nostro, soddisfare i nostri desideri e realizzare i nostri progetti senza interferenze, mostrare la nostra brillantezza ed essere lodati per questo. Bernardo, rivolgendosi all’uomo in questo stato di illusione, è deliziosamente sarcastico: “Cosa ti credi di essere, presuntuoso ignorante? Sei diventato una bestia a cui sono tese trappole!”
Il fatto che inciampiamo così facilmente, che continuiamo a cadere nelle stesse vecchie trappole, pur sapendo perfettamente dove si trovano, è per lui una prova sufficiente che non siamo liberi, incapaci da soli di procedere con fermezza verso il vero obiettivo della nostra vita, ma che ci arrendiamo a ogni genere di ostacolo e distrazione.
Fondando la sua concezione di libertà sul “Sì!” del Figlio alla volontà del Padre, Bernardo rivoluziona la nostra comprensione di cosa significhi essere liberi. La libertà cristiana non consiste nell’impadronirsi del mondo con la forza; consiste nell’amare il mondo con un amore crocifisso, abbastanza magnanimo da farci desiderare liberamente, uniti a Cristo, di dare la vita per esso, affinché possa essere liberato.
Bisogna essere cauti quando la libertà, presa con la forza, viene manipolata come mezzo per legittimare le azioni di entità impersonali come “il Partito”, “l’Economia” o persino “la Storia”. Nel pensiero cristiano, nessuna politica oppressiva può essere redenta invocando una “libertà” ideologica. L’unica libertà significativa è quella personale; e la libertà di una persona non può negare quella di un’altra.
Aderire a una concezione cristiana della libertà implica accettare la sofferenza. Quando Cristo ci dice: “Non opponetevi al male”, non ci sta chiedendo di tollerare l’ingiustizia. Ci sta mostrando che la causa della giustizia a volte è meglio servita soffrendo per essa, rifiutando di rispondere alla forza con la forza.
Il nostro emblema di libertà rimane il Figlio di Dio che “svuotò se stesso”.
Erik Varden, vescovo di Trondheim, Norvegia, è stato invitato a predicare gli Esercizi spirituali del 2026 per papa Leone XIV, i cardinali residenti a Roma e i capi dei dicasteri della Curia romana, che si terranno da domenica 22 febbraio a venerdì 27 febbraio.
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