Autorità, una manifestazione di buon amore
L'amore è esigente, ma con una richiesta gentile e premurosa
Autorità, essenziale
Affetto, buon esempio e incoraggiamento non bastano per educare.
È inoltre necessario esercitare l’autorità, spiegando sempre, nella misura del possibile, le ragioni che ci portano a consigliare, imporre, disapprovare o vietare la condotta in questione.
L’istruzione al di fuori dell’autorità, un tempo tanto decantata, viene ora presentata come una moda passeggera, fallita e obsoleta, contraddetta da coloro che ne hanno sofferto.
L’istruzione senza autorità
si è rivelata un fallimento.
Il bambino ha bisogno di un’autorità che lo guidi: la cerca e la chiede, anche se a volte rifiuta di riconoscerla.
Se non trovi una segnaletica chiara intorno a te, con percorsi ben segnalati, diventi insicuro o nervoso.
Anche quando giocano tra loro, i bambini inventano sempre delle regole che non devono infrangere: hanno bisogno di conoscere lo spazio, sia materiale che figurativo, le regole, in cui muoversi liberamente.
Il bambino ha bisogno di autorità,
anche se rifiuta di riconoscerla.

La chiave per una buona autorità
Quando l’autorità vacilla…
Del resto, sappiamo tutti quanto siano sgradevoli, fastidiosi e tirannici i bambini viziati, abituati a pretendere sempre attenzioni e a non obbedire quando non ne hanno voglia.
I figli… degli altri!
Perché quando si tratta dei propri figli, è più difficile esprimere un giudizio netto. Non si sa se imporsi o cedere, scendere ha compromessi e lasciare che le cose accadano, per non rischiare una scenata pubblica o finire con uno scatto d’ira e un rimprovero, che risulta più spiacevole per i genitori che per il bambino.
Ma attenzione!
- Dietro questa insicurezza si nasconde spesso un misto di paure, pregiudizi e amor proprio:
- la paura di perdere l’affetto del bambino, di mettere a repentaglio la sua incolumità fisica, di causare danni materiali o di farci fare brutta figura.
Dietro l’insicurezza di molti genitori
si nasconde spesso uno strano mix
di paure e precauzioni, ma anche di amor proprio!

Soluzione: ama tuo figlio più e meglio di te stesso
In definitiva, anche se ci è difficile ammetterlo, amiamo noi stessi più dei nostri figli: anteponiamo il nostro benessere al loro.
Soluzione?
- Facciamo in modo che, al di sopra di queste paure, prevalga un desiderio sincero ed efficace di aiutare il bambino a riconoscere i propri impulsi egoistici, l’avidità, la pigrizia, l’invidia, la crudeltà, ecc. (I vostri figli non ne hanno? I miei, e soprattutto i miei, ovviamente sì).
- Quel senso di colpa scomparirà quando lo correggeremo, usando la nostra influenza.
L’autorità dei genitori
deve sempre essere guidata dal
vero amore per ogni figlio:
dalla ricerca del suo vero bene.
Autorità e obbedienza
L’autorità esige obbedienza
Anche se non è di moda, vale la pena ripetere che è impossibile educare senza esercitare l’autorità, che non è autoritarismo (non è rigido, arbitrario o scontroso); e che è importante pretendere obbedienza dal momento in cui i bambini cominciano a capire cosa viene chiesto loro, cioè intorno ai due anni.
È anche importante che, mentre spiegano le ragioni delle loro decisioni, i genitori dicano ai figli cosa devono fare o evitare, senza lasciare che i loro ordini cadano nel dimenticatoio per comodità, né permettere ai figli di opporsi apertamente.
È consigliabile pretendere obbedienza
fin dal momento in cui i bambini
cominciano a capire cosa viene chiesto loro.

A ogni bambino il suo
Come ho notato, un criterio fondamentale nell’educazione domestica è che ci dovrebbero essere pochissime regole, molto fondamentali e mai arbitrarie, assicurando che vengano sempre rispettate e consentendo completa libertà in tutte le questioni di opinione, anche quando le preferenze dei bambini non coincidono con le nostre.
In virtù della sua unicità personale:
- I bambini hanno tutto il diritto di diventare ciò che sono e sono chiamati a essere.
- E non abbiamo alcun diritto di trasformarli in una replica di noi stessi, di renderli a nostra immagine e somiglianza.
I bambini hanno tutto il diritto
di essere se stessi
e noi non abbiamo il diritto
di renderli a nostra immagine e somiglianza.
Buona autorità = standard fondamentali e oggettivi
Pertanto, quelle che prevalgono nella nostra casa devono essere sempre norme fondamentali e oggettive, con le quali cerchiamo veramente il bene degli altri e l’armonia nella famiglia.
Esempi?
- Evitate litigi, urla inopportune, insulti e risposte maleducate.
- Aiutare gli altri quando ne hanno bisogno è nelle nostre mani.
- Non mancare di rispetto agli altri, in particolare ai genitori e ai nonni (e, se del caso, in particolare ai collaboratori domestici, poiché agire in questo modo dimostra e genera raffinatezza interiore e qualità umana).
- Mangiamo con gratitudine ciò che ci viene servito, anche se non è di nostro gradimento, consapevoli che si tratta di un bene ricevuto gratuitamente, di cui altri sono privi.
- Adattarsi a orari che rendano possibile la convivenza e il buon andamento della casa…
E lasciamo la libertà assoluta
nel discutibile, che è
quasi tutto!

Autorità, non arbitrarietà
Il punto di riferimento non sono i genitori.
A volte, però, ci vietiamo di fare qualcosa senza sapere veramente perché, cosa c’è che non va, semplicemente d’impulso, per il desiderio di stare calmi o di affermarci, o perché ci sentiamo nervosi e tutto ci dà fastidio.
Ciò compromette l’autorità stessa, abusandone, e confonde i bambini, che non capiscono perché ciò che ieri era visto favorevolmente oggi è proibito.
Se non i bisogni del bambino
Ogni bambino sano ha bisogno di movimento, di giochi creativi e di libertà.
Intervenendo in modo continuo e irragionevole, l’autorità finisce per diventare insopportabile.
Come quella madre che si dice abbia detto alla tata: “Vai nella stanza dei bambini per vedere cosa stanno facendo… E proibisciglielo”.
Ogni bambino sano ha bisogno di movimento,
di giochi creativi e di libertà.
Autorità ferma, equilibrata e serena
Fermo: senza cedere, se non c’è motivo di giustificarlo
D’altro canto, la convinzione del bambino che non riuscirà mai a far desistere i genitori dagli ordini impartiti:
- Ha un’efficacia inimmaginabile;
- semplifica notevolmente l’attività formativa;
- ci impedisce di bruciarci
- e aiuta enormemente a calmare i capricci o a prevenirli.
Come ho già accennato, l’esatto opposto è ripetere lo stesso ordine venti volte: non urlare, lavarsi i denti, farsi la doccia, smettere di giocare, andare a dormire adesso…, senza pretendere, con la stessa delicatezza e decisione, che venga eseguito immediatamente.
Questo modo di comportarsi provoca un enorme stress psicologico, forse soprattutto nelle madri, che tendono a trascorrere la maggior parte della giornata a occuparsi dei propri figli, e diminuisce o annulla la propria autorità.
La convinzione trasmessa al bambino
che non ci farà mai desistere dagli ordini impartiti
semplifica il nostro lavoro di educatori
e aiuta molto a calmare i capricci
o a prevenirli.
Riflessivo e sereno
Per questi motivi, prima di impartire un ordine o di imporre una punizione, è consigliabile:
- pensa con calma se sei in grado e pienamente disposto a farli rispettare,
- anche se ciò significa l’inconveniente di alzarsi,
- lasciare ciò che ci occupava o ci distraeva,
- prendere il bambino per mano
- e, con la stessa calma e pace della determinazione,
- senza alzare il tono della voce e senza la minima bruschezza,
- “fagli fare” ciò che dovrebbe fare.
Prima di impartire un ordine o imporre una punizione,
è opportuno valutare attentamente se si è in grado
e pienamente preparati a farlo rispettare.

Autorità convinta
Se è inefficace e controproducente dare ordini che non vengono eseguiti, è ancora più dannoso per la madre pronunciare il fatidico “Te l’ho detto mille volte…”, arrendersi e minacciare il bambino di ciò che accadrà “quando arriverà tuo padre”.
Con questo comportamento, trasmette il messaggio di essere incapace di gestire la casa, poiché ha ripetuto lo stesso comando mille volte, senza alcun risultato.
E, inoltre, trasforma il marito:
- in una specie di orco, il principale responsabile della punizione delle cattive azioni dei bambini;
- o in una persona irresponsabile, perché non vuole o non sa correggere quell’azione di cui non è stato testimone né che a volte è opportuno censurare dopo tanto tempo che è stata compiuta:
- Perché è difficile per il bambino, soprattutto se è molto piccolo, stabilire il rapporto appropriato tra il suo cattivo comportamento, ormai quasi dimenticato, e la punizione attuale, che percepirà come una decisione arbitraria.
Quando diamo un ordine
dobbiamo avere e trasmettere la convinzione
che verrà eseguito.
Autorità nella pratica
Autorità amichevole
Vale la pena prestare attenzione anche al modo in cui viene data un’indicazione.
- Chi impartisce ordini bruscamente o alza la voce senza motivo dimostra sempre nervosismo e mancanza di fiducia.
- Un tono minaccioso provoca giustamente reazioni negative e opposizioni.
Diamo ordini con calma e con la ferma convinzione – non tatticamente, ma concretamente – che saremo obbediti.
Oppure, meglio:
- Chiediamo loro cosa vogliamo che facciano.
- Riserviamo mandati rigorosi solo alle cose molto, molto importanti.
- E smettiamola di urlare e di perdere il controllo alla radice!
Oltre al contenuto,
è importante anche
il “modo” in cui vengono impartiti ordini e istruzioni .
Rispettoso della libertà
Per la maggior parte delle richieste sarà preferibile usare una forma più morbida: potrebbe essere così gentile da…?, potrebbe per favore…?, c’è qualcuno che sa come fare?
In questo modo, i bambini saranno incoraggiati a fare scelte libere e responsabili e avranno la possibilità di agire in modo indipendente e creativo, di sentirsi utili e di provare la soddisfazione di rendere felici i propri genitori.
L’autorità esercitata correttamente
non si oppone alla libertà,
ma anzi la favorisce.
Autorità ferma, ma gentile ed equilibrata
A volte è necessario chiedere al bambino di impegnarsi di più del solito; in questo caso è importante creare un clima favorevole.
♦ Se, ad esempio, sai che il tuo coniuge è particolarmente stanco o soffre di un’emicrania insopportabile, parla da solo con il bambino e digli: “La mamma (o il papà) ha un forte mal di testa; quindi, ti chiedo di fare uno sforzo particolare questo pomeriggio per stare in silenzio”.
♦ Forse sarebbe opportuno dargli qualcosa da fare, e dargli di tanto in tanto uno sguardo affettuoso o una carezza, per ricompensare i suoi sforzi, senza dimenticare che in questo, come negli altri casi, dobbiamo fare in modo che il bambino adempia al suo obbligo.
Fermezza, quindi, nel richiedere un comportamento appropriato, ma estrema gentilezza nel modo in cui lo suggeriamo, lo pretendiamo o addirittura lo imponiamo – ancora una volta, con gentilezza ma decisione! – e prendendoci il tempo necessario affinché i nostri figli capiscano, assimilino e mettano in pratica ciò che chiediamo loro.
La fermezza è compatibile con l’affetto e la gentilezza,
ma sia la fermezza che la gentilezza e l’affetto
sono solitamente incompatibili con la mancanza di tempo .
(Continua)
Tomás Melendo,
Presidente di Edufamilia
http://www.edufamilia.com
[email protected]
EduFamilia
Edufamilia es una asociación sin ánimo de lucro, nacida en el año 2005. Su fundador, Tomás Melendo, advirtió que una mejora en la calidad de las familias facilitaría la resolución de bastantes de los problemas que aquejan a la sociedad de hoy. Y, apoyado siempre por su mujer, decidió lanzarse a esta aventura que cuenta con casi veinte años de vida y con múltiples ediciones de los distintos cursos formativos: Másteres y Maestrías, Expertos, cursos más breves, conferencias, ciclos culturales, seminarios y otros programas educativos. Aunque las primeras ediciones tuvieron carácter presencial, actualmente se ha hecho un gran esfuerzo por promover la infraestructura virtual para adaptarse a los nuevos tiempos y que la formación en torno a la familia alcance al mundo entero.
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