15 Aprile, 2026

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Auctoritas e Potestas: Chiavi per comprendere e vivere l’autorità evangelica

Auctoritas e Potestas: Chiavi per comprendere e vivere l'autorità evangelica

Auctoritas e Potestas: Chiavi per comprendere e vivere l’autorità evangelica

Parlare di autorità nella Chiesa, e in particolare nella vita consacrata, non è un compito facile. Nel mondo contemporaneo, il termine è spesso associato a imposizione, verticalità o potere. Tuttavia, la tradizione cristiana ci offre una distinzione essenziale che aiuta a far luce su questo tema: la differenza tra  potestas  e  auctoritas .

Potestas: lo scheletro della vita comunitaria

La potestas   si riferisce al potere giuridico, istituzionale e normativo. Si riceve tramite nomina o ufficio ed è essenziale affinché le comunità funzionino con ordine, regole chiare e responsabilità definite. Un superiore locale, ad esempio, riceve dalla congregazione non solo una missione, ma anche il potere legittimo di prendere decisioni, organizzare, correggere e stabilire norme. Senza questa dimensione, la vita fraterna correrebbe il rischio di cadere nell’arbitrarietà.

Auctoritas: l’anima che ispira

L’auctoritas   va oltre le posizioni. Non è scontata, si guadagna. Nasce dalla testimonianza di vita, dalla coerenza, dall’amore vissuto, dalla capacità di ascoltare e accompagnare. È la forza di chi ispira fiducia e spinge gli altri a seguire, non perché “devono”, ma perché  vogliono  camminare dietro qualcuno che riflette il volto di Cristo. Gesù stesso non ricopriva cariche politiche o strutture di potere, ma parlava “con autorità, e non come gli scribi” (cfr Mt 7,29).

L’  auctoritas  è, in sintesi, l’anima che dà vita allo scheletro istituzionale della potestas.

Due realtà inseparabili

Entrambe le dimensioni sono necessarie. Una comunità con potestas senza auctoritas corre il rischio di autoritarismo, obbedienza forzata o freddezza normativa. Ma una comunità con auctoritas senza potestas cade nella confusione: tutti ispirano, ma nessuno decide.
Pertanto, la sfida evangelica è lasciare che  la potestas  sia permeata e trasformata  dall’auctoritas .

Insegnamenti del Vangelo

Gesù distingue chiaramente queste realtà. Riconosce la potestas delle autorità civili e religiose: «Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» (Mc 12,17). Ma il suo vero potere scaturisce dall’autorità interiore della sua vita di sacrificio.
Inoltre, ridefinisce l’autorità in termini di servizio: «Chi vuole essere il primo, sarà il servitore di tutti» (Mc 9,35). L’autorità evangelica non è privilegio, ma umile servizio.

Quando è esercitata con auctoritas, l’obbedienza cessa di essere sottomissione e diventa fiducia gioiosa. È un atto libero che riconosce, al di là dell’individuo, la volontà di Dio.

Guarire le ferite e rinnovare la vita fraterna

Molte ferite nella vita comunitaria derivano da una comprensione errata dell’autorità: imposizioni senza ascolto, decisioni arbitrarie, obbedienza vissuta nella paura.
La via della guarigione sta nel recuperare il volto evangelico dell’autorità: ascoltare prima di decidere, correggere con misericordia, ispirare con l’esempio. Solo così l’obbedienza diventa esperienza di libertà e di fede.

Applicazioni specifiche

  • Per chi ricopre una carica: vivetela come umile servizio, senza basarvi esclusivamente sulla norma, ma guadagnandovi ogni giorno l’auctoritas.
  • Per la comunità: riconoscere l’autorità silenziosa di coloro che, pur senza ricoprire incarichi, sono modelli di riferimento per la loro vita dedicata.
  • Per la vita fraterna: potestas ordina, auctoritas umanizza; potestas organizza, auctoritas feconda.

La vita consacrata richiede sia potestas che auctoritas. Ma alla luce del Vangelo, l’essenziale è che la potestas sia permeata dall’auctoritas.

La vera autorità nella Chiesa non si misura in base all’ufficio, ma alla capacità di servire, di riflettere Cristo e di costruire comunione. Chi esercita l’autorità evangelica non cerca di essere obbedito, ma di guidare i propri fratelli e sorelle ad ascoltare e obbedire a Dio stesso.

[email protected] –  Custodec

Diego Blázquez Bernaldo de Quirós

Fundador y director estratégico de CUSTODEC S.L., abogado especializado en liderazgo estratégico, fundraising, comunicación y sostenibilidad institucional. Con más de 20 años de experiencia asesorando a congregaciones religiosas en los cinco continentes, diseña e implementa planes estratégicos, programas de formación y campañas de recaudación de fondos para el sostenimiento de la vida consagrada. Experto en gobernanza eclesial, gestión patrimonial, cumplimiento normativo y transformación digital en contextos multiculturales.