21 Maggio, 2026

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Un’isola che soffre e sogna

Per meditare con le lacrime sul dolore e la speranza del popolo cubano

Un’isola che soffre e sogna

La poesia è un’abilità che pochi possiedono. Di fronte all’ineffabile, è meglio abbandonare la ricerca della precisione concettuale e dell’analisi ultima. Le parole che meglio descrivono il momento delle lacrime o la sorpresa che porta la Speranza provengono dai poeti.

Chi scrive questo non possiede questo dono. Tuttavia, quando provo a pensare all’amato popolo cubano, tormentato da tanti anni e da tante cose, mi vengono in mente alcune righe goffe, che condivido qui di seguito:

Il popolo cubano si risveglia

con il sole sulla fronte

e un sapore amaro sulle labbra.

 

Il dolore cammina

attraverso vene e arterie

Condotti secchi che desiderano gentilezza.

 

Non c’è pane sulla tavola,

Non c’è luce nella stanza,

silenzi che pesano

più del caldo estivo.

 

mani avvizzite

Condividono quel poco che hanno.

come nell’Ultima Cena,

che avverte la fine.

 

Il soffocamento continua.

lacrime membrane

ma il cuore inquieto

Sa che è necessario sognare.

 

Sogna, non distrarti,

resistere senza odio,

sostenere l’anima,

non cedere alla paura,

per camminare con la Speranza.

 

Sognando il congrí,

con un lavoro onesto,

con un sorriso genuino,

e un abbraccio sincero.

 

Sognare con dignità

con pane ed elettricità,

con giustizia e fratellanza,

Di fronte al mare, guarda con fede.

 

Esatto, sto cercando un modo

Ma non chiudere gli occhi!

 

Voglio vedere attraverso le ombre,

la certezza che avverto,

l’amicizia che mi sostiene

E dà libertà!

.

Isola ferita, isola tenera,

Non affondare:

mantieni il sogno

che ti incoraggia.

 

Non lasciare che nessuno ti rubi il futuro,

né manipolare il tuo passato,

che nessuno afferma mai

che la lotta è finita.

 

L’albero di ceiba a “El Templete”

Ci nutre dal basso.

È lì che risiede la forza.

di cui abbiamo bisogno oggi.

 

Né Martí né Varela

L’hanno costruito loro stessi.

Bellezza disarmata,

fragile, timido e discreto

sii la nostra salvezza.

Amen.

Rodrigo Guerra López

Doctor en filosofía por la Academia Internacional de Filosofía en el Principado de Liechtenstein; miembro ordinario de la Pontificia Academia para la Vida, de la Pontificia Academia de las Ciencias Sociales; Secretario de la Pontificia Comisión para América Latina. E-mail: [email protected]