30 Ottobre, 2026

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Una vita che non finisce mai

Il vero significato del Giudizio Universale e come le decisioni di oggi preparano la tua anima all'eternità

Una vita che non finisce mai

Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, tutte le nazioni saranno radunate davanti a lui, ci dice Gesù nel Vangelo di Matteo.

Dio ci ha posti in questo mondo e ci offre il Suo aiuto affinché possiamo amarLo, obbedirGli ed essere felici con Lui in Cielo. Ricordo che da bambino imparai – era consuetudine per noi imparare a memoria le risposte – che Dio è il Signore e il Creatore di tutte le cose, che ricompensa i buoni e punisce i malvagi. Comprendiamo che la punizione si cerca disobbedendo volontariamente, non desiderando ciò che è buono e rifiutando la via che Dio ci offre per andare in Cielo.

Il Vangelo descrive come sarà il Giudizio Universale alla fine dei tempi. Spiega anche l’esistenza di un Giudizio Particolare, nel momento in cui l’anima si separa dal corpo. Troviamo esempi del destino di ogni persona, verso l’Inferno o verso il Paradiso, nella parabola del ricco e nelle parole di Cristo al buon ladrone. Il ricco è all’Inferno per non aver amato Dio né il prossimo. Desidera uscirne, o almeno che la sua famiglia venga aiutata ad andare in Paradiso. Questo è comprensibile, perché si tratta di sofferenza eterna. Il buon ladrone mostra il suo pentimento e Cristo gli assicura che sarà in Paradiso quello stesso giorno. Ci dà incoraggiamento e speranza, ricordandoci che abbiamo sempre tempo per tornare a Dio, ma deve essere durante questa vita; dopo, è troppo tardi.

Saremo giudicati dalle nostre opere, in relazione al nostro amore per Dio e a ciò che Egli ci propone. Ce lo ricordano ora, a novembre, il mese dei morti, non perché temiamo Dio, ma al contrario, per correggere ciò che ci allontana dal cammino indicato dai Comandamenti e dai Sacramenti, strumenti indispensabili per giungere a Gesù. Amare Dio sopra ogni cosa ci spinge a desiderare di conoscerlo meglio, e questo si realizza attraverso la preghiera. E il Signore ci dice che senza di Lui non possiamo fare nulla, ma ci offre l’aiuto di riceverlo nella Santa Comunione, pentiti dei nostri peccati, attraverso il Sacramento della Penitenza.

Rafael Mosteyrín

Nacido en 1973 en Sevilla, y ordenado sacerdote en 2014 en Roma. Desde entonces he vivido en Barcelona y Sevilla, con estancias de colaboración en Oberammergau (Alemania) y Huancavelica (Perú). Actualmente estoy en Sevilla, en la Iglesia del Señor san José y en el colegio Ribamar.