Una storia intessuta dalla grazia di Dio
Suor María José Chungandro racconta come Dio abbia guidato il suo cammino, da un'infanzia segnata dalla fede alla scoperta della sua vocazione religiosa. Dalla Colombia a Roma per la formazione, al fine di poter meglio sostenere le Figlie della Sacra Famiglia
Suor María José Chungandro è una suora della congregazione delle Figlie della Sacra Famiglia, fondata in Colombia. Nata a Santo Domingo, in Colombia, il 31 agosto 1986, si trova attualmente a Roma, dove ha appena conseguito la laurea triennale in Teologia grazie al sostegno dei partner, dei benefattori e degli amici della Fondazione CARF .
Ci racconta la sua storia
Sono nato in un ambiente semplice e sono cresciuto con la mia famiglia , tra i gesti quotidiani e l’affetto dei miei genitori e delle mie sorelle, e Dio ha iniziato a educarmi alla fede.
Fin da giovanissimo, senza comprenderlo appieno, il Signore stava preparando il mio cuore a un cammino di dedizione che avrei riconosciuto come vocazione religiosa solo col tempo.
Una casa cattolica dove si può imparare la fede
Sono cresciuta come la più giovane di tre sorelle in una famiglia cattolica di tradizione. Ricordo mia madre con particolare affetto; si impegnò a fondo per infonderci la fede attraverso il Santo Rosario e la Messa domenicale. Durante l’infanzia e l’adolescenza, ero piuttosto restia ad affrontare questi argomenti; mi dedicavo interamente agli studi, poiché i miei genitori insistevano sul fatto che la migliore eredità familiare fosse l’istruzione. Tuttavia, all’età di 15 anni, un ritiro spirituale segnò una svolta nella mia vita.
Umanamente parlando, quell’incontro non era pensato per me: alcuni conoscenti avevano disdetto la loro partecipazione e, spinto da un impulso interiore, chiesi di poter prendere il loro posto senza sapere di cosa si trattasse. Non avevo mai sentito parlare di questi ritiri di preghiera, eppure l’idea di dedicare quei giorni esclusivamente a Dio mi riempì di una gioia inspiegabile. In seguito, anche la mia famiglia visse la stessa esperienza, e questo ci portò ad abbracciare la nostra fede con una coerenza nuova e autentica.
Una conversione che cambia i piani
Quando il Signore tocca il cuore, trasforma anche il nostro modo di guardare al futuro, ai nostri progetti e al significato della nostra stessa vita.
La mia conversione è iniziata poco prima di terminare le scuole superiori. Questo mi ha permesso di immaginare il futuro da una prospettiva diversa, cercando una professione che mi aiutasse a servire il Signore e ad aiutare gli altri. Con questo obiettivo in mente, mi sono trasferito nella capitale per iniziare gli studi universitari. All’inizio, l’adattamento è stato difficile; in un’istituzione statale, l’atmosfera religiosa era quasi inesistente.
Ciononostante, la Vergine Maria mi ha concesso la grazia di trovare amici che mi hanno incoraggiato a perseverare nella fede. Eppure, nonostante la buona compagnia e i successi accademici, non riuscivo a trovare la vera pace; sentivo un desiderio costante di dedicarmi a qualcosa di più profondo, e il mio interesse per gli studi è passato in secondo piano.
Incontro con Gesù nell’Eucaristia
Fu davanti a Gesù nel Santissimo Sacramento, nel silenzio dell’adorazione, che iniziai a comprendere più chiaramente ciò che Egli desiderava da me.
Vicino all’università, scoprii una chiesa dove ogni giorno si teneva l’esposizione del Santissimo Sacramento e dedicavo ogni ora libera ad andarci a pregare. A casa, mia sorella maggiore accese in me il desiderio di cercare il Signore, invitandomi di notte – spesso a tarda ora – nelle cappelle dell’adorazione perpetua. Ci davamo il cambio nella veglia notturna e, in quel silenzio, Egli iniziò a pormi le domande più decisive della mia vita.
Nel silenzio davanti alla Sacra Ostia, il piccolo amore dell’uomo si confronta gradualmente con il Suo, che è infinito, e allora comprende che nulla è sufficiente… e tutto è superfluo. Il Suo amore eucaristico è al di là della logica umana, come esclamò san Giovanni d’Avila: «E così grande è il vostro desiderio di vedermi e di abbracciarmi che, pur essendo in cielo con coloro che sanno così bene come servirvi e amarvi, venite da colui che sa così bene come offendervi e così male come servirvi. Oh, siate beati, perché, pur essendo chi siete, avete riposto il vostro amore in uno come me!».
Imparare a vivere mano nella mano con Maria
Maria è apparsa sul mio cammino come una Madre vicina, insegnandomi ad avere fiducia, ad abbandonare le mie paure e a lasciarmi guidare verso suo Figlio.
Fondamentale nella mia vita è stata anche la lettura di *Vera devozione a Maria* di San Luigi Maria Grignion de Montfort. Questo percorso mi ha condotto a una comprensione più profonda della Beata Vergine Maria e alla totale resa della mia vita nelle sue mani. Scoprire il cammino dell’unione con Maria è stata una grazia speciale di Dio: comprendere di avere una Madre che ti ama così tanto da soffrire indicibilmente ai piedi della croce per ricondurti a Dio… Ispirati da ciò, abbiamo collaborato in un gruppo giovanile per diffondere l’amore di Gesù e Maria, incoraggiandoci a vicenda nella preghiera comunitaria.
Una vocazione che fiorisce anche in famiglia
Dio si è servito persino della vocazione religiosa di mia sorella per mostrarmi, a poco a poco, il luogo a cui mi stava chiamando.
Un giorno, mia sorella mi confidò che sentiva crescere nel cuore una vocazione religiosa e che sarebbe andata in Colombia come missionaria per consolidare la sua decisione. All’epoca, non avevo minimamente preso in considerazione questa possibilità; al contrario, desideravo sposarmi e mettere su famiglia.
Tuttavia, Dio ha fatto in modo che tutto mi mostrasse ciò che avrei impiegato molto più tempo a scoprire da solo. La sua assenza non è stata facile e la comunicazione è stata scarsa a causa dei suoi numerosi impegni, ma il Signore ha usato quell’assenza per circondarmi di altre anime sante che mi hanno avvicinato molto di più a Lui.

Una famiglia religiosa: le Figlie della Sacra Famiglia
Conoscendo da vicino la comunità, ho percepito in loro una gioia e una generosità che mi hanno fatto capire che anche il mio posto lì poteva essere.
Dopo sei mesi, fece ritorno. A Barranquilla aveva incontrato le Figlie della Sacra Famiglia e il Signore le aveva confermato che quello era il suo posto. Annunciò pubblicamente la sua decisione di consacrarsi a Dio e condivise con noi il suo ultimo mese a casa. Questa volta, la naturale nostalgia dell’addio si trasformò nella consolazione di sapere che si trovava dove Dio la voleva.
Un viaggio che diventa una chiamata
Quello che sembrava un semplice viaggio per accompagnare mia sorella si è trasformato, per me, in un momento cruciale di discernimento e illuminazione.
Passarono diversi mesi e un giorno mia sorella ci chiamò per invitarci a una sua celebrazione religiosa in Colombia. Eravamo felicissimi e decidemmo di partire per essere con lei in un giorno così speciale. In quel periodo, stavo svolgendo il mio tirocinio universitario durante le vacanze, quindi lavoravo su doppi turni per liberarmi un’intera settimana prima di tornare al mio quarto anno di studi.
Ho viaggiato qualche giorno prima dei miei genitori per trascorrere più tempo con mia sorella, e quei giorni li ho dedicati principalmente a conoscere la comunità… È stato come scoprire il paradiso in terra. Ho visto tra loro una squisita carità fraterna e, d’altra parte, il Santissimo Sacramento esposto ventiquattro ore su ventiquattro, custodito con immenso amore dalle suore stesse; tutto ciò scaturiva dalla convinzione di essere state chiamate ad “essere Marie in terra”.
Sentivo di aver trovato ciò che desideravo da anni, pur senza comprenderlo appieno. Ero molto spaventato, ma chiesi a Dio una sola cosa: la certezza, nient’altro, ed ero disposto a lasciare tutto ciò che avevo costruito nella mia vita.

Discernimento mettendo Dio al centro
Quando ho smesso di chiedermi solo cosa desiderassi e ho iniziato a chiedermi dove avrei potuto servire al meglio Dio, tutto è diventato più chiaro.
Fu allora che una suora molto saggia mi insegnò che, nel discernimento di una vocazione religiosa, la persona più importante è Dio, che merita di essere amato e servito sopra ogni cosa. La mia domanda divenne semplice: “Dove potrei servire al meglio Dio? Dove potrei diventare più santo e contribuire maggiormente alla santità della Chiesa?”. In quel momento, una luce chiara mi trafisse l’anima, facendomi comprendere, senza ombra di dubbio, la Sua santa volontà.
Andai subito in cappella per ringraziare Gesù: “Oh, sii benedetto, perché, pur essendo chi sei, hai riversato il tuo amore in uno come me!”. Il giorno dopo avevo un volo di ritorno in Ecuador con i miei genitori, ma dovetti dire loro che avevo deciso di rimanere per seguire la chiamata di Dio; sebbene all’inizio fossero perplessi, mi offrirono il loro pieno sostegno, indubbiamente aiutati da una grazia speciale di Dio, come loro stessi confermarono in seguito.
Dio non viene mai superato in generosità
Ciò che ho lasciato alle spalle per seguire la chiamata di Dio, Lui lo ha trasformato in nuove opportunità di servizio e formazione.
È vero che, una volta entrata al liceo, ho interrotto gli studi universitari, ma Dio, che non è mai superato in generosità, mi ha concesso la grazia di dedicarmi allo studio delle scienze sacre all’interno della comunità. Alcuni anni fa, è giunta un’altra grazia immeritata: l’inizio dei miei studi a Roma, prima in Scienze Religiose e poi in Teologia, presso la Pontificia Università della Santa Croce. È stata una gioia immensa e la realizzazione di un sogno della nostra Fondatrice e di tutta la nostra Famiglia Religiosa, poiché sono la prima delle nostre suore ad aver iniziato e completato gli studi teologici.
Per prepararsi al meglio al servizio della Chiesa.
La formazione teologica non è solo un titolo di studio, ma un modo concreto di amare la Chiesa e le anime che Dio ci affida.
Considero una grazia e un dovere metterci al servizio della Chiesa con una solida formazione , per illuminare con la pura verità le tante anime di questo mondo che hanno sete di Dio. E, prima di tutto, per noi stessi: la formazione teologica è indispensabile per coloro il cui compito è la perfezione nella carità, perché la virtù, se non studiata, non si conosce; se non conosciuta, non è desiderata; e se non desiderata, non viene ricercata. Come può un religioso che non santifica né se stesso né gli altri servire la Chiesa?
Un appello a Mary per la Fondazione CARF
In definitiva, non posso che affidare la mia vocazione, la mia formazione e coloro che con tanta generosità la rendono possibile nelle mani della Vergine.
Prego Maria, Sede della Sapienza, affinché risvegli nella vita religiosa un rinnovato amore per la Verità stessa, che è suo Figlio, e affido alla sua potente intercessione le intenzioni e le necessità di tutti i benefattori, partner e amici della Fondazione CARF, che rendono possibile la formazione di tanti sacerdoti e religiosi, offrendo così un servizio nobilissimo alla Chiesa.
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