Se aveste fede quanto un granello di senape…: Commento di Padre Jorge Miró
Domenica 5 ottobre 2025
Padre Jorge Miró condivide con i lettori di Exaudi il suo commento al Vangelo di domenica 5 ottobre, intitolato “Se aveste fede quanto un granello di senape… ”.
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La Parola di oggi ci invita ad avere fede come un granello di senape. Con essa, il Signore vuole invitarvi a entrare nel cammino dell’umiltà e della gratuità.
Nell’essere cristiano, tutto è dono del Signore, che ti ama; tutto è grazia che precede l’uomo; tutto è opera che il Signore, attraverso il dono dello Spirito Santo, deve compiere in te. E tu devi accoglierla. Sembra poco, ma non è poco.
È riconoscere che tutto ciò che hai e ciò che sei lo hai ricevuto gratuitamente e che il vero protagonista non sei tu, ma il Signore.
È riconoscere che il metodo di Dio è l’umiltà: è il metodo dell’Incarnazione, di Betlemme, della vita semplice a Nazareth, del Cenacolo, della Croce, della Pentecoste…
Questo Vangelo è un invito a non aver paura dell’umiltà dei piccoli passi e a non confidare nelle proprie forze, ma nella potenza dello Spirito Santo.
La fede sarà sempre un dono di Dio, per questo è bene, come vediamo nel Vangelo di oggi, chiedergli di accrescerla. La fede è un dono, una grazia. Nessuno può guadagnarla, comprarla o ereditarla: può solo essere chiesta al Signore e ricevuta e accolta come un dono.
Ma dobbiamo prenderci cura della nostra fede. Se non possiamo perderla, come possiamo prendercene cura? La Parola ce lo ha detto.
Che oggi possiate ascoltare la voce del Signore: “Non indurite i vostri cuori”. Questo è l’atteggiamento primario. Così importante che la Chiesa ci invita a iniziare la Liturgia delle Ore ogni giorno con questo Salmo. Non dobbiamo temere la debolezza, ma dobbiamo temere l’orgoglio e l’indurimento del cuore. Perché chiudono il cuore all’azione dello Spirito.
Gli arroganti non trionferanno, ma i giusti vivranno per fede. Il Signore ha nascosto i misteri del Regno ai superbi e li dona ai poveri, ai semplici, agli umili, a coloro che confidano in Lui e si lasciano guidare dallo Spirito Santo.
Vi ricordo di ravvivare il dono di Dio. Tutto è dono, tutto è grazia. E noi siamo chiamati a prenderci cura di ciò che abbiamo ricevuto. In questo consiste principalmente il timore di Dio: avere “paura” di spegnere lo Spirito, di non lasciarlo agire e di far morire la nostra fede. Perché a chi ha, sarà dato e avrà abbondanza… (cfr Mt 25). Custodite la preghiera, l’ascolto della Parola, l’Eucaristia… e soprattutto la conversione.
Non vergognatevi della vostra testimonianza al Signore. Andate per il mondo facendo del bene, vivendo le opere di misericordia e rendendo coraggiosa testimonianza a Gesù Cristo e alla Chiesa, ovunque il Signore vi chiami.
Condividi la sofferenza per il Vangelo, secondo la potenza di Dio. Prendi la croce, la tua croce. Il Signore ti aspetta su di essa. Se fuggi dalla croce, finirai per fuggire dal Signore.
Custodite questo prezioso deposito con l’aiuto dello Spirito Santo. Custodire fedelmente il tesoro della fede significa essere fedeli agli insegnamenti di Gesù Cristo, del Papa e dei Vescovi in comunione con lui; non significa “fabbricare” un cristianesimo su misura per i propri desideri.
La parola del Signore rimane in eterno; questa è la parola del Vangelo che vi è stato annunziato.
Vieni, Spirito Santo!
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