Santa Margherita Maria Alacoque, 17 ottobre
Vergine e visionaria del Sacro Cuore di Gesù
Margherita nacque in una ricca famiglia borgognona nel 1647. I suoi genitori erano cattolici praticanti, ma non abbastanza da permettere alla figlia di consacrarsi al Signore in un convento. Tuttavia, all’età di 24 anni, superando le resistenze dei genitori, riuscì a entrare nell’Ordine della Visitazione fondato da San Francesco di Sales.
Tra le Visitandine, ma con Gesù
Tra le sue consorelle, Margherita – che al momento della professione dei voti si chiamava Maria – non era né compresa né apprezzata: pur avendo avuto frequenti visioni della Madonna, non ne aveva mai parlato. Circolavano però voci, e molte tra le consorelle e le loro superiore non le credettero o addirittura la derisero, insinuando che fosse malata o pazza. Nonostante tutto, Margherita rimase per più di vent’anni nella freddezza delle consorelle della Visitazione, sperimentando grazie straordinarie e anche enormi penitenze e mortificazioni, per poi accompagnare amorevolmente Gesù nell’intima passione del suo Sacro Cuore.
Un’autobiografia per preservare la verità
Fu il suo padre spirituale, il gesuita Claude de la Colombière, a riconoscere in lei il carisma dei santi e a ordinarle di descrivere le sue esperienze mistiche in un testo che sarebbe poi diventato la sua autobiografia, fortunatamente sopravvissuta. Inizialmente Margherita resistette, ma poi, per obbedienza, acconsentì. Mentre scriveva, era convinta che tali scritti sarebbero stati utili solo a lei, ma non si rendeva conto del valore trascendente di ciò che descriveva in quelle pagine. A partire dal 1673, Margherita Maria iniziò anche ad avere visioni di Gesù, che le chiese di avere una devozione speciale per il suo Sacro Cuore, che le apparve “raggiante come il sole, con l’adorabile ferita, circondato da spine e coronato da una croce, poggiante su un trono di spine”. Grazie al suo vivido racconto, sarebbe emersa la nota iconografia che raffigura il Cuore di Cristo tra luce, fuoco e spine. Allo stesso modo, l’istituzione della festa liturgica del Sacro Cuore di Gesù, fissata all’ottavo giorno dopo il Corpus Domini, si deve ai suoi sforzi e alla sua fatica.
“La grande promessa”
Gesù apparve a Margherita Maria per 17 anni, fino al giorno della sua morte, quando finalmente venne a prenderla per mano per condurla in cielo. La chiamò “discepola amata”, le comunicò i segreti del suo cuore e la rese partecipe della scienza dell’amore. Da Gesù, Margherita ricevette anche una grande promessa: chiunque si fosse degnamente accostato all’Eucaristia e avesse ricevuto la Comunione il primo venerdì del mese per nove mesi consecutivi, in spirito di espiazione per le offese commesse contro il Santissimo Sacramento e amando e onorando il Cuore di Gesù, avrebbe ottenuto il prezioso dono della perseveranza finale; avrebbe cioè concluso la sua vita avendo ricevuto i sacramenti e il perdono completo dei suoi peccati. Gesù le chiese anche di appellarsi al re di Francia, Luigi XIV, affinché consacrasse la patria al Sacro Cuore, ma la santa non ricevette mai risposta dal sovrano.
La sua morte e il culto del Sacro Cuore
Margherita Maria morì il 17 ottobre 1690; grazie alla sua intercessione, tra il 1875 e il 1914 fu costruito un santuario dedicato al Sacro Cuore nel quartiere parigino di Montmartre, consacrato nel 1919. Beatificata da Pio IX nel 1864, fu canonizzata da Benedetto XV nel 1920.
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