Riflessione del Vescovo Enrique Díaz: Metterò il mio Spirito in voi e vivrete
V Domenica di Quaresima
Monsignor Enrique Díaz Díaz condivide con i lettori di Exaudi la sua riflessione sul Vangelo di questa domenica, 22 marzo 2026, dal titolo: “Metterò il mio spirito in loro ed essi vivranno ” .
***
Ezechiele 37:12-14: «Metterò il mio Spirito su di loro ed essi vivranno».
Salmo 129: «Perdonaci, Signore, e vivremo».
Romani 8:8-11: «Lo Spirito di colui che è risorto dai morti abita in voi».
Che triste stato abbiamo raggiunto! La vita non vale più nulla. È distrutta, calunniata, ingannata, corrotta. Come qualcuno ha detto: “Fa schifo!”. Eppure questa quinta domenica di Quaresima ci pone in una lotta piena di speranza per la vita e in una fede capace di attendere la risurrezione di chi è morto da tre giorni. Le lamentele di Marta a Gesù potrebbero essere le lamentele che molti ora intendono rivolgere al cielo perché non riescono a comprendere una catena di mali sotto lo sguardo indifferente di Dio. La degradazione che stiamo subendo può essere compresa solo in assenza di Dio, hanno affermato in molti. Ma non possiamo lamentarci dell’assenza di un Dio che abbiamo cacciato dalle nostre famiglie, dalle nostre strade, dalle nostre attività commerciali, e che abbiamo cercato di tenere confinato in sacrestie, eventi sociali e due o tre feste popolari che servono da pretesto per gli eccessi piuttosto che da vera manifestazione del nostro rapporto personale con Dio. La nostra prima azione questa domenica dovrebbe essere quella di renderci conto che la nostra nazione è veramente malata. E possiamo insistere con Gesù: “Signore, l’amico che ami tanto è malato”. Ma mentre siamo esortati ad accettare e a rendere nota la malattia, dobbiamo anche essere disposti ad accettare la guarigione e le prescrizioni che possono condurci alla salvezza.
Si è parlato molto del bilancio quotidiano di morti causate dal narcotraffico e delle persone innocenti che periscono come danni collaterali; delle innumerevoli estorsioni, dei rapimenti e della droga che dilaga ovunque. Ma si è prestata meno attenzione alla corruzione che pervade ogni aspetto delle nostre vite, che si è infiltrata nelle famiglie, nelle istituzioni e nelle stesse strutture che governano la nostra nazione. È una corruzione e un fetore pervasivi a cui sembriamo esserci abituati e di cui ci rendiamo conto solo in rare occasioni. Ci siamo allontanati da Dio e abbiamo optato per altri valori: il piacere, il denaro, l’ambizione, il potere. Ma quando scopriamo che questi valori sono entrati nei nostri corpi come una grave malattia, ci spaventiamo e vorremmo tornare indietro, eppure rimaniamo intrappolati nella corruzione. Come chi cerca la guarigione negli antidolorifici, senza accettare la vera guarigione, un cambiamento radicale di vita e una purificazione di tutto il proprio essere. Il pianto e la disperazione di Maria potrebbero ben rappresentare il pianto di tante madri e sorelle che piangono i loro cari assassinati o scomparsi, i loro figli o figlie intrappolati nella tossicodipendenza, coloro che hanno smarrito la strada. Ma quello stesso pianto potrebbe anche offrirci uno spiraglio di speranza: Gesù cammina al nostro fianco, nella stessa lotta, con un amore e una potenza infinitamente maggiori. Per Lui, Lazzaro è l’amico che ama tanto; per Lui, tutti coloro che soffrono e sono tormentati sono anche i Suoi “amici prediletti”.
Il grande amore di Gesù per il suo amico lo spinge ad apparire nelle situazioni più difficili e complicate. Morte e corruzione non possono tenerlo lontano, e la sua presenza ci riempie di sana speranza. Ora, proprio come in quei tempi, ci comanda di rimuovere la pietra che copre la vita e la confina nelle tenebre. Ora ci comanda anche di credere e di affidarci a lui, che è la vita. Nonostante tutti gli ostacoli, l’invito di Gesù a credere, l’invito di Gesù alla vera vita, rimane. Forse anche noi siamo tentati di esprimere il nostro pessimismo perché sentiamo che non si può fare nulla, che non riusciamo a trovare una via d’uscita. Che il nostro paese puzzi di corruzione, paura, terrorismo e droga; che le nostre famiglie non percepiscano il profumo di armonia e affetto; che tutto, tutto abbia un cattivo odore. Ma quando tutto puzza, Gesù è lì, vicino a colui che ama tanto. A lui non importano i loro odori; per Gesù, restano l’amico: “Non ti ho forse detto che se credi vedrai la gloria di Dio?” . Dalla fede ci spinge all’azione; Ma ciò richiede una fede autentica, la stessa fede di cui aveva bisogno Marta. Non solo credere teoricamente nella risurrezione, ma sperimentare vividamente che Gesù è la risurrezione e la vita. E Gesù non parla di una risurrezione lontana, alla fine dei tempi, ma ci rivela il suo impegno per la vita ora, qui, in mezzo a tutto. Per questo è necessaria la fede, ma anche il mettere Gesù alla fonte della nostra vita, delle nostre azioni e del nostro essere interiore.
Quando il popolo d’Israele credette che tutto fosse irrimediabilmente perduto, la parola di Dio, tramite Ezechiele, parlò loro di speranza e assicurò che le tombe si sarebbero aperte affinché potessero emergere ed essere condotti in una terra nuova. Ora anche Gesù rende reali quelle parole. Egli attende solo la nostra confessione di fiducia: «Sì, Signore, io credo fermamente che tu sei il Messia, il Figlio di Dio, colui che doveva venire nel mondo». Una confessione che gli permette di agire nelle nostre vite. Anche noi oggi possiamo ascoltare le parole di Gesù, che, piene d’amore ma anche di autorità, risuonano di speranza. Egli ci dice anche: «Uscite ». Possiamo uscire dalla morte e dalla corruzione non con le nostre forze, ma con il suo amore. Confidando nella sua parola, ci impegniamo a sciogliere i legami, a rimuovere le pietre, ad accrescere la fede. «Scioglietelo, perché cammini». È l’immenso compito che tutti dobbiamo intraprendere. La fede è la forza motrice che ci spingerà a impegnarci, a partire dalla nostra fede, per costruire un paese migliore. Dobbiamo spezzare tante catene di ingiustizia, dobbiamo rimuovere tanti fardelli oppressivi, ma soprattutto dobbiamo sperimentare una fede viva in Cristo che è “la risurrezione e la vita”.
Quali corruzioni scopriamo tra di noi? Abbiamo adottato un atteggiamento passivo e conformista? Crediamo veramente che Gesù sia la risurrezione e che possa donarci una vita nuova? Come lo dimostriamo?
Signore Gesù, la persona che ami è malata, ha perso la speranza e sta già soffrendo. Confidando nella tua parola, ti chiediamo di venire in nostro aiuto affinché possiamo impegnarci a vivere una vita piena. Amen.
(EN)
(ES)
(IT)
