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Exaudi Redazione

Analisi

24 Febbraio, 2026

4 min

Rapporto Meter 2025: l’IA aggrava lo sfruttamento minorile online

Oltre 8.000 vittime di deepnude e 2,5 milioni di file reali rivelano un ecosistema di abuso digitale

Rapporto Meter 2025: l’IA aggrava lo sfruttamento minorile online

L’abuso digitale contro l’infanzia ha raggiunto livelli allarmanti nel 2025, secondo il rapporto annuale dell’Associazione Meter, presentato oggi presso la sede dell’INAIL. Piattaforme come TikTok, Telegram e Signal, insieme a zone meno accessibili della rete come il Dark Web, sono diventate canali principali per la diffusione di materiale pedopornografico. L’intelligenza artificiale (IA) generativa aggrava il problema creando immagini e video manipolati, come i deepnude, che violano la dignità di minori reali.

Il rapporto, intitolato «Bambini Vittime», documenta 8.213 minori identificati come vittime di deepnude: immagini generate artificialmente in cui bambini vengono spogliati o manipolati digitalmente senza il loro consenso. Questo dato si aggiunge a 785.072 immagini e 1.733.043 video di abusi reali segnalati durante l’anno. «Le immagini deepnude rappresentano una forma grave di abuso perché colpiscono sempre una vittima reale», spiega il documento nella sua versione italiana. L’IA trasforma materiale innocuo in contenuto sessuale, alimentando il mercato della pedopornografia ed esponendo le vittime a conseguenze psicologiche come ansia, senso di colpa, isolamento, paura e ricatto.

Il ruolo dell’IA e delle piattaforme nella crisi

L’Associazione Meter, attraverso il suo Osservatorio Mondiale Contro la Pedofilia (OS.MO.CO.P.), ha identificato 115 gruppi e bot attivi su Signal e Telegram dedicati alla diffusione di deepnude. Telegram è la piattaforma più utilizzata, ma spicca il modello Grok, sviluppato da Elon Musk, responsabile del 14% dei contenuti rilevati (1.121 file). «Grok emerge come strumento per creare deepnude e deepfake», sottolinea il rapporto, evidenziando come l’IA non solo generi materiale fittizio, ma normalizzi comportamenti criminali e aumenti la domanda di contenuti reali.

Il monitoraggio rivela una distribuzione geografica eterogenea: 505 domini nazionali coinvolti, con Nuova Zelanda (177 segnalazioni), Territorio Britannico dell’Oceano Indiano (110), Montenegro e Russia (46 ciascuno) e Stati Uniti (44). Il dominio italiano .IT ha totalizzato 14 segnalazioni. Nei domini generici sono stati riportati 1.532 link, inclusi cinque macro-archivi compressi (.RAR) con 4.964 file aggiuntivi, accessibili solo tramite registrazione o pagamento. Il dominio .COM guida con 964 casi.

Tuttavia, il numero totale di link segnalati è diminuito da 8.034 nel 2024 a 2.037 nel 2025, non per una riduzione del fenomeno, ma per l’uso di link effimeri che cambiano dopo ogni accesso. «L’uso sofisticato di IA, bot automatici e strumenti criptati rende la diffusione più rapida e difficile da intercettare», avverte il rapporto.

Vittime concentrate nella fascia 8-12 anni

L’analisi dei materiali mostra una concentrazione nella fascia d’età 8-12 anni: 422.368 foto e 1.337.792 video. Seguono i minori tra 3 e 7 anni (360.563 foto e 394.417 video) e tra 0 e 2 anni (1.972 foto e 834 video). «Ciò evidenzia una significativa esposizione dei bambini in età di scuola primaria», indica il documento.

Rischi nel gaming online: Roblox sotto osservazione

Un’indagine condotta da Meter su 467 minori tra 9 e 11 anni rivela che il 70% ha affrontato almeno una situazione di rischio su Roblox. Il 45% ha segnalato tentativi di grooming da parte di sconosciuti tramite chat private, ma solo il 10% è pienamente consapevole della gravità del fenomeno. Il 50% ha bloccato utenti sospetti senza informare adulti, e il 35% ha subito cyberbullismo. «Il 30% dei genitori utilizza i dispositivi digitali come premio o punizione, influenzando la propensione a segnalare incidenti», aggiunge il rapporto, invitando a rafforzare prevenzione ed educazione digitale.

Fenomeni emergenti: “pedomamme”, abusi con animali e violenza tra minori

Il monitoraggio evidenzia forme complesse di abuso. Le cosiddette “pedomamme” – donne e madri che producono materiale pedopornografico – sono documentate in 11.240 video e 320 immagini diffuse su Signal, Telegram e Viber, in contesti domestici che suggeriscono relazioni dirette con le vittime.

Sono stati individuati 24 gruppi su Signal in cui minori di circa 11 anni vengono abusati con animali. Inoltre, il 32% dei contenuti analizzati riguarda la produzione di materiale esplicito tra pari; il 23% la diffusione non consensuale di immagini intime; il 18% la sextortion; il 15% il grooming con richieste di nudità; e il 12% abusi sessuali tra minori. «Questi dati confermano un’evoluzione facilitata dalle tecnologie digitali», conclude il rapporto.

Appello all’azione: i sopravvissuti chiedono di essere ascoltati

Fortunato Di Noto, fondatore dell’Associazione Meter, sottolinea nell’introduzione: «I bambini continuano a essere vittime. Ogni numero rappresenta un abuso reale». L’associazione si appella a istituzioni, media e società civile per rompere il silenzio, promuovere la prevenzione e sostenere le vittime. «Solo un impegno condiviso potrà ridurre questi crimini», afferma.

Il rapporto completo è disponibile su: https://associazionemeter.org/chi-siamo/report-annuali/.

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