Papa Leone XIV sottolinea ai giornalisti il ruolo della Turchia nella pace in Medio Oriente e in Ucraina
Durante il volo da Istanbul a Beirut, Leone XIV parla con i giornalisti a bordo
Ha ringraziato la Turchia per la calorosa accoglienza, in particolare il governo per aver garantito il successo della sua visita. Ha poi risposto alle domande di due giornalisti turchi sul dialogo con Erdoğan e sulle guerre a Gaza e in Ucraina, e ha confermato il progetto di un pellegrinaggio delle comunità cristiane a Gerusalemme nel 2033 per celebrare il bicentenario della Redenzione.
“Buon pomeriggio! Buon pomeriggio a tutti!”. Sul volo da Istanbul a Beirut, seconda tappa del suo primo viaggio apostolico internazionale, Papa Leone XIV ha sorpreso gli 81 giornalisti a bordo con un saluto: “Sono lieto di salutarvi. Spero che abbiate trascorso alcuni giorni meravigliosi in Turchia come me. Penso che sia stata un’esperienza meravigliosa”. Ha poi ringraziato il Paese ospitante e tutti coloro che hanno reso possibile la visita di tre giorni e ha risposto alle domande di due giornalisti turchi. Una domanda, in particolare, ha riguardato le prospettive di pace a Gaza, per le quali ha ribadito la soluzione dei due Stati. Per quanto riguarda l’Ucraina, ha chiesto il dialogo e un cessate il fuoco e ha sottolineato il potenziale ruolo della Turchia nella mediazione.
Matteo Bruni:
Buongiorno a tutti! Sono contento di vedervi. Abbiamo completato questa prima parte del viaggio e ringraziamo il Santo Padre per la sua presenza tra noi e per questa prima parte del cammino che ci ha dato l’opportunità di proseguire con lui.
Non so se vuole dire qualche parola… Poi ci sono alcuni giornalisti che potrebbero aver preparato…
Papa Leone XIV:
Buongiorno a tutti! Inizierò parlando in inglese, che credo la maggior parte di voi capisca. Sono felice di salutarvi tutti. Spero che vi siate divertiti in Turchia tanto quanto me; penso che sia stata un’esperienza meravigliosa. Come sapete, il motivo principale per cui sono venuto in Turchia è stato il 1700° anniversario del Concilio di Nicea. Abbiamo celebrato quella magnifica celebrazione – molto semplice, ma molto profonda – presso una delle antiche basiliche di Nicea per commemorare l’evento epocale dell’accordo dell’intera comunità cristiana e della professione di fede, il Credo niceno-costantinopolitano.
Oltre a questo, naturalmente, abbiamo celebrato molti altri eventi. Personalmente, desidero esprimere la mia gratitudine a tutti voi per tutto il lavoro svolto nella pianificazione della visita, a partire dal nunzio, dallo staff, dall’intero team a Roma, ovviamente, che si è occupato di tutta l’organizzazione, ma in modo molto speciale al governo turco, al presidente Erdoğan e a tutte le persone che si sono messe a disposizione per garantire il pieno successo del viaggio: il suo elicottero personale, i numerosi mezzi di trasporto, l’organizzazione, ecc., la presenza dei ministri in diversi momenti della visita. Penso quindi che sia stato un ottimo risultato.
Sono stato felicissimo di condividere momenti diversi con le diverse chiese, le diverse comunità cristiane e le Chiese ortodosse, culminati stamattina con la Divina Liturgia con il Patriarca Bartolomeo. È stata una celebrazione meravigliosa e spero che abbiate condiviso tutti la stessa esperienza. Grazie. Non so se ci sono domande o commenti, solo un paio perché aspetto altre foto.
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Matteo Bruni:
Abbiamo una prima domanda da Baris Seçkin, giornalista turco dell’agenzia di stampa Anadolu Ajansi:
Baris Seçkin (Anadolu Ajansi):
Grazie mille. All’inizio della sua visita papale, lei ha fatto riferimento alla pace mondiale e regionale. A questo proposito, qual è il suo commento sul ruolo della Turchia nel raggiungimento e nel mantenimento della pace mondiale e regionale, e quali sono stati i suoi colloqui con il Presidente Erdoğan su questo argomento? Grazie.
Papa Leone XIV:
Essendo venuto in Turchia, e naturalmente ora in Libano, questo viaggio aveva, naturalmente, un tema speciale: essere un messaggero di pace, voler promuovere la pace in tutta la regione. La Turchia ha diverse qualità: è un Paese in cui la stragrande maggioranza è musulmana, eppure sono presenti numerose comunità cristiane, sebbene costituiscano una minoranza molto piccola, e tuttavia persone di fedi diverse riescono a convivere in pace. E questo è un esempio, direi, di ciò per cui dovremmo tutti impegnarci in tutto il mondo. Cioè, che nonostante le differenze religiose, nonostante le differenze etniche, nonostante molte altre differenze, le persone possano vivere in pace. La Turchia stessa ha, naturalmente, attraversato diversi periodi nella sua storia in cui questo non è sempre stato così, eppure, avendo sperimentato tutto questo e avendo potuto parlare di pace con il Presidente Erdoğan, penso che questo sia stato un elemento importante e prezioso della mia visita.
Matteo Bruni:
Grazie Baris, grazie Santità. L’altra domanda arriva da Seyda Canepa, della televisione turca:
Seyda Canepa
Santità, con il presidente Erdogan, al di là delle dichiarazioni ufficiali, avete parlato della situazione a Gaza visto che il Vaticano e la Turchia ha la stessa veduta sulla soluzione dei due popoli, due Stati? E poi sull’Ucraina, il Vaticano più di una volta ha sottolineato il ruolo della Turchia a cominciare dall’apertura del corridoio del grano all’inizio del conflitto. Quindi, vede le speranze per una tregua in Ucraina e per un processo di pace più veloce a Gaza in questo momento? Grazie mille.
Papa Leone XIV
Grazie! Certamente abbiamo parlato di tutte e due le situazioni. La Santa Sede già da diversi anni pubblicamente appoggia la proposta di una soluzione dei due Stati. Sappiamo tutti che in questo momento ancora Israele non accetta questa soluzione, ma la vediamo come unica soluzione che potrebbe offrire – diciamo – una soluzione al conflitto che continuamente vivono. Noi siamo anche amici di Israele e cerchiamo con le due parti di essere una voce mediatrice che possa aiutare ad avvicinarci a una soluzione con giustizia per tutti. Abbiamo parlato di questo con il presidente Erdogan, lui certamente è d’accordo con questa proposta. La Türkiye ha un ruolo importante che potrebbe giocare in questo.
Lo stesso con l’Ucraina. Già qualche mese fa con la possibilità di dialogo tra le parti Ucraina e Russia, il presidente ha aiutato molto a convocare le due parti. Ancora non abbiamo visto purtroppo una soluzione, però oggi di nuovo ci sono proposte concrete per la pace. E speriamo che il presidente Erdogan con il suo rapporto con il presidente di Ucraina, della Russia e degli Stati Uniti, possa aiutare in questo senso a promuovere il dialogo, il cessate il fuoco e vedere come risolvere questo conflitto, questa guerra in Ucraina. Grazie.
Saluto tutti. Buon viaggio! Mi suggerisce [Matteo Bruni] che dica una parola dopo la riunione importante ecumenica a Nicea. Ieri mattina abbiamo parlato di futuri incontri possibili. Uno sarebbe nell’anno 2033, duemila anni della Redenzione, della Resurrezione di Gesù Cristo, che evidentemente è un evento che tutti i cristiani vogliamo celebrare. È stata accolta l’idea, l’invito ancora non lo abbiamo fatto ma la possibilità è di celebrare per esempio in Gerusalemme nel 2033 questo grande evento della Resurrezione. Ci sono anni per prepararlo ancora. Però è stato un incontro molto bello, perché cristiani di diverse tradizioni sono stati presenti e hanno potuto anche partecipare a questo momento.
Grazie! Grazie a tutti.
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