Papa Leone XIV: Pace per Gaza e unità con gli ortodossi, da Roma alla “nuova Roma”
Lo stesso giorno, il Pontefice ha alzato la voce contro la guerra a Gaza e ha compiuto un passo deciso verso l'unità dei cristiani, ricordando che la pace inizia con il dialogo e la vicinanza
Mercoledì scorso, Papa Leone XIV ha ribadito con forza due pilastri del suo pontificato: la ricerca della pace e l’impegno per l’unità dei cristiani. Durante l’udienza generale tenutasi in Piazza San Pietro, il Santo Padre ha lanciato un pressante appello per la cessazione delle violenze a Gaza e ha espresso il suo dolore per il recente attacco a una parrocchia locale. Nello stesso evento, ha sottolineato il valore dell’ecumenismo, riferendosi all’incontro avuto pochi giorni prima con il Patriarca ecumenico Bartolomeo I, capo della Chiesa ortodossa di Costantinopoli.
«La guerra è una sconfitta per tutti», ha affermato con fermezza il Papa, riferendosi all’attacco alla parrocchia latina della Sacra Famiglia a Gaza, un luogo che ha offerto rifugio, conforto e speranza a molte persone durante il conflitto. Leone XIV ha ricordato che troppe persone innocenti hanno già perso la vita e ha invitato tutti i leader coinvolti a compiere un serio sforzo per il dialogo e la riconciliazione. «Chiedo che la vita dei civili e dei luoghi di culto sia rispettata e che sia consentito l’accesso agli aiuti umanitari», ha detto con tono grave.
Poi, con un gesto profondamente simbolico, il Pontefice è tornato al suo recente incontro con il Patriarca Bartolomeo I, svoltosi nel contesto dello storico rapporto tra Roma e Costantinopoli. “Da Roma alla nuova Roma”, ha detto, evocando il nome che gli ortodossi danno alla capitale bizantina. Leone XIV ha insistito sul fatto che la via dell’ecumenismo non è facoltativa, ma un dovere urgente. “Abbiamo compiuto un ulteriore passo verso quell’unità visibile tanto desiderata da Cristo”, ha spiegato, esprimendo la sua gratitudine per la fraternità e la preghiera condivise con il Patriarca.
Il Papa ha concluso il suo messaggio ricordando che la pace tra le nazioni e l’unità tra i cristiani non sono cause separate, ma parti di un’unica testimonianza: quella di un’umanità riconciliata nell’amore. “Solo uniti saremo credibili”, ha affermato, incoraggiando i fedeli a essere seminatori di pace e costruttori di ponti, ovunque si trovino.
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