28 Giugno, 2026

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Papa Leone: Tu sei Pietro!

La voce di Cristo che sollecita risposte

Papa Leone: Tu sei Pietro!

Mentre ci prepariamo a celebrare la festa dei grandi apostoli San Pietro e San Paolo – un giorno in cui, in modo speciale, i fedeli rivolgono lo sguardo a Roma, dove risiede il rappresentante di Cristo – è opportuno ricordare che il 6 luglio ricorrerà un mese dalla prima visita di Leone XIV nel nostro Paese. Le nostre congratulazioni e preghiere si uniscono alla gratitudine per la sua instancabile dedizione e per la guida che offre a tutti i cattolici attraverso i suoi insegnamenti. Ne sono testimonianza le decine di migliaia di persone che sono scese in piazza per dimostrargli il loro affetto e coloro che hanno ripercorso il suo cammino lungo i numerosi itinerari ancora oggi disponibili.

Abbiamo assistito e vissuto emozioni indescrivibili nei vari contesti di questo estenuante viaggio, durante il quale ha portato con orgoglio lo stendardo del vero missionario, riempiendo le strade con la sua tenerezza, dimostrando saggezza, umiltà e semplicità. Il Papa ha visto, parlato, sorriso, toccato il dolore umano, si è inginocchiato di fronte alla sofferenza, ha ricordato i fondamenti della convivenza richiamando alla mente il ricco passato storico della Spagna, che non può essere dimenticato, si è fatto come un bambino con i bambini e ha guarito le ferite della colpa, della solitudine e della violenza; ha abbracciato e condiviso le lacrime degli emarginati…

Un senso di stupore ha illuminato le strade, così come l’affetto. È stato il Vicario di Cristo a parlarci. È stato Pietro a camminare con ognuno di noi in un’immagine commovente e piena di speranza, proiettata al mondo intero attraverso le piattaforme digitali. Lo abbiamo riconosciuto perché il suo carisma è unico, e di fronte a lui persino i più lontani dalla fede mantengono un rispettoso silenzio. La bontà seppellisce ogni animosità, dissolve i conflitti, e anche se solo per pochi istanti, abbiamo assistito a eventi straordinari, come quello avvenuto al Congresso dei Deputati, dove la voce del Papa si è levata al di là delle convinzioni personali dei presenti, i quali, come se non bastasse, hanno concluso il suo discorso con un’ovazione storica.

Cristo, che non cessa mai di posare lo sguardo su di noi neanche per una frazione di secondo, ha fissato i suoi occhi su ciascuno di noi per mezzo del Santo Padre. Ci siamo sentiti interpellati da Lui. E quando Pietro parla nel nome di Cristo, dobbiamo rispondere. La sua visita in Spagna è stata un chiaro segno della misericordia divina verso ciascuno di noi che abbiamo avuto in lui un modello diretto del cammino del Figlio di Dio: come parlare, come ascoltare, come rispondere, come e quando tacere, quanto siano necessarie la preghiera e la ricezione dei sacramenti… Abbiamo ricevuto la sua pace, abbiamo assistito alla sua prudenza, alla sua pietà e all’urgenza della carità…

Ora, se non l’abbiamo ancora fatto, è tempo di indossare quei sandali e, come ha affermato lui stesso, emulando San Giovanni Paolo II, di non aver paura di aprire le porte del nostro cuore a Cristo. Non è facile. Ma non possiamo lasciare che passi il tempo senza cercare quell’incontro personale con Lui. L’estate è un periodo propizio per dimenticare certi buoni propositi, specialmente quelli che richiedono un impegno attivo, non teorico. Quando quel proposito viene rimandato, le buone intenzioni svaniscono gradualmente e tornano a occupare quel posto centrale nella nostra vita che dovrebbe appartenere prima di tutto a Cristo.

Al di là della mera memoria, abbiamo le sue parole, raccolte e rese disponibili a coloro che desiderano approfondirle, pregarle e metterle in pratica. Come accade con i brani del Vangelo, ognuno avrà vissuto un profondo risveglio di fede in uno di quei momenti particolari: la veglia giovanile in Plaza de Lima, la celebrazione della Messa del Corpus Domini a Cibeles, la Messa alla Sagrada Familia di Barcellona, ​​la recita del Rosario a Montserrat, gli eventi alla Movistar Arena e allo stadio Santiago Bernabéu di Madrid, così come quello allo Stadio Olimpico Lluís Companys di Montjuïc (Barcellona), i suoi incontri con la realtà dei più vulnerabili e altri ancora.

Ognuno di noi, vedendo la propria barca affondare in misura maggiore o minore, ha avuto l’opportunità di vedere le acque turbolente che la agitavano placate dal Vicario di Cristo. Non lasciamoci sfuggire tale grazia. Siamo “protagonisti e trasformatori della società”; mostriamo amore alle nostre famiglie essendo agenti di perdono; cerchiamo sempre la verità, che è Dio; promuoviamo una cultura dell’incontro; non nutriamoci di emozioni: la nostra religiosità “non sia un museo del passato da visitare, ma una scuola di fede da cui possiamo attingere ancora oggi”; non dimentichiamo che la nostra lingua, come dice il Vangelo (Giacomo 3,6), può fare il bene e il male. Non c’è “neutralità” nella comunicazione; nessuno ci inganni: “Ogni espressione parla, trasmette; può ferire o guarire, distruggere aspettative o aprire orizzonti”…

Queste sono alcune delle riflessioni e degli insegnamenti del Vicario di Cristo che dobbiamo accogliere nel cuore. Facciamo eco alla sua voce. Possediamo tutti gli “strumenti” per coltivare le benedizioni che abbiamo ricevuto: la lettura del Vangelo, la Santa Messa, la preghiera… Tutto ciò richiederà pochissimo del nostro tempo, eppure arricchirà la nostra vita e quella di chi ci sta intorno. Grazie, caro Papa Leone XIV!

Buone e serene feste a tutti!

Isabel Orellana

Isabel Orellana Vilches Misionera idente. Doctora en Filosofía por la Universidad Autónoma de Barcelona con la tesis Realismo y progreso científico en la epistemología popperiana. Ha cursado estudios de teología en la Universidad Pontificia de Salamanca. Con amplia actividad docente desde 1986, ha publicado libros como: Realismo y progreso científico en la epistemología popperiana, Universitat Autònoma de Barcelona, 1993; El evangelio habla a los jóvenes, Atenas, Madrid, 1997; Qué es... LA TOLERANCIA, Paulinas, Madrid, 1999; Pedagogía del dolor. Ensayo antropológico, Palabra, Madrid, 1999; En colaboración con Enrique Rivera de Ventosa (†) OFM. Cap. San Francisco de Asís y Fernando Rielo: Convergencias. Respuestas desde la fe a los interrogantes del hombre de hoy, Universidad Pontificia, Salamanca, 2001; La "mirada" del cine. Recursos didácticos del séptimo arte. Librería Cervantes, Salamanca, 2001; Paradojas de la convivencia, San Pablo, Madrid, 2002; En la Universidad Técnica Particular de Loja, Ecuador, ha publicado: La confianza. El arte de amar, 2002; Educar para la responsabilidad, 2003; Apuntes de ética en Karl R. Popper, 2003; De soledades y comunicación, 2005; Yo educo; tú respondes, 2008; Humanismo y fe en un crisol de culturas, 2008; Repensar lo cotidiano, 2008; Convivir: un constante desafío, 2009; La lógica del amor, 2010; El dolor del amor. Apuntes sobre la enfermedad y el dolor en relación con la virtud heroica, el martirio y la vida santa. Seminario Diocesano de Málaga, 2006 y Universidad Técnica Particular de Loja, Ecuador (2007). Cuenta con numerosas colaboraciones en obras colectivas, así como relatos, cuentos, fábula y novela juvenil, además de artículos de temática científica, pedagógica y espiritual, que viene publicando en distintas revistas nacionales e internacionales. En 2012 culminó el santoral Llamados a ser santos y poco más tarde Epopeyas de amor prologado por mons. Fernando Sebastián. Es la biógrafa oficial del fundador de su familia espiritual, autora de Fernando Rielo Pardal. Fundador de los Misioneros Identes, Desclée de Brouwer, Bilbao, 2009. Culmina la biografía completa. Encargada del santoral de ZENIT desde 2012 a 2020 y ahora en Exaudi