Osare pensare e godere della fede
Teologia per i non credenti
Teologia per i non credenti. Non è comune trovare sugli scaffali delle librerie o dei grandi magazzini un libro di un filosofo contemporaneo che si propone di parlare di Dio e del suo rapporto con l’uomo, e ancora di più che queste pagine siano rivolte a coloro che non credono, o a coloro che non riescono a superare la loro mancanza di fede o non riescono a trovare la strada per un incontro gioioso e sereno con Dio.
È davvero confortante che in questi tempi postmoderni, caratterizzati da un approccio ristretto e ottuso, qualcuno ci offra un testo ricco di umorismo e di profonda intuizione filosofica e teologica. Eppure, evita passaggi astrusi e complicati: tutto in questo libro scorre con la naturalezza di una conversazione tra amici o di una chiacchierata informale a tavola. In definitiva, questo è un libro che promuove la ragione e il suo esercizio più sublime: riflettere su Dio per conoscerlo, lodarlo e rivolgersi a Lui. E tutto questo è presentato senza trascurare la vita quotidiana degli uomini e delle donne contemporanei.
L’autore è professore di Filosofia all’Università di Siviglia e membro della Reale Accademia di Scienze Morali e Politiche di Madrid. È inoltre autore di diversi libri e professore presso università europee e americane.
Il prologo è scritto da Olegario González de Cardedal e il libro è composto da venti brevi capitoli, apparentemente sconnessi, poiché non si tratta di un manuale o di uno studio sistematico, bensì di una sorta di narrazione intellettuale in cui l’autore riversa la sua esperienza di vita e il suo recupero della fede cattolica.
Gli argomenti sono vari, dagli eventi personali che hanno segnato il suo cammino verso la fede, persa nelle tempeste del ’68, alle lettere di un insegnante che ha ritrovato la fede a uno studente che l’ha persa, agli argomenti per dimostrare l’esistenza di Dio, all’immodestia del relativismo, ai commenti su film come Lourdes, La passione di Cristo o Il silenzio, al problema del male, all’antipatia dei credenti, al clericalismo, alla grandezza della libertà e della speranza o alla religione e alla malattia mentale.
Un altro pregio di questo breve saggio è il suo elegante rispetto per la libertà del lettore, senza imporre idee o nascondere i dubbi o le incertezze che l’autore percepisce nella propria vita o in quella di alcuni cattolici. Non offre risposte convenzionali o chiuse ai misteri della vita e della fede. In definitiva, è un invito a esercitare la ragione al massimo delle sue possibilità, tenendo presente Dio. Allo stesso tempo, sottolinea che la fede non è solo una questione di intelletto o volontà, ma un atto della persona.
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