16 Marzo, 2026

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Orizzonti missionari con il nuovo Papa Leone XIV

Una leadership rinnovata che promuove la giustizia sociale e la speranza per i più bisognosi

Orizzonti missionari con il nuovo Papa Leone XIV

La provvidenza di Dio ha voluto che, durante la mia missione in Perù, insieme al mio lavoro di professore universitario e di ricercatore, avessi il dono e la gioia di incontrare Papa Leone XIV. Ho avuto modo di incontrarlo, avere qualche contatto, collaborare e impartire formazione nella sua diocesi di Chiclayo…

L’esperienza che egli mi ha trasmesso, accresciuta ora con la sua elezione e i primi passi come Successore di Pietro, è quella di una persona profondamente credente, di fede e di amore per Dio rivelato in Cristo, per la Chiesa, per la gente, per i poveri, le vittime, gli esclusi; con un modo di essere semplice, umile e accogliente che ascolta, dialoga e si avvicina alle persone

In continuità con i suoi predecessori come Francesco e con la guida del Vaticano II, fedele alla Tradizione e al Magistero della Chiesa, con quel riferimento speciale all’amato sant’Agostino, credo che Leone XIV ci mostrerà la Grazia dell’amore di Dio, del Padre e del Figlio Gesù Cristo con il suo Spirito. Una vita teologica di fede, speranza e amore-carità per essere santi che annunciano, celebrano e testimoniano il Vangelo (buona novella) di Gesù, il Regno di Dio e la sua giustizia, la sua vita liberatrice e integrale e la sua salvezza.

Questo annuncio e questa testimonianza della verità, del keygma, di questa rivelazione del Dio trinitario manifestato in Cristo, del suo disegno per la storia della salvezza, del suo progetto del Regno con i suoi valori, i suoi principi, la legge naturale, la legge morale, la legge spirituale, ecc. La fede e la verità di Dio in Gesù Cristo, che, con la missione evangelizzatrice, viene annunciata attraverso la Parola, attraverso la Tradizione e l’insegnamento della Chiesa (profezia), che viene celebrata nei sacramenti (liturgia) e servita (diakonia) attraverso la carità fraterna, la pace, la giustizia per i poveri della terra, l’ecologia integrale.

La fede e la Chiesa sono al servizio di tutta questa missione profetica, liturgica e diaconale con quella sinodalità costitutiva. Cioè il Popolo di Dio, la Chiesa-sacramento di comunione, che cammina insieme nella storia con la partecipazione, la corresponsabilità e la guida di tutti i fedeli battezzati in questa azione missionaria, secondo la diversità dei loro carismi e ministeri. È il santo popolo fedele di Dio, con quella vocazione universale di tutti alla santità, che vive questa conversione missionaria e pastorale, come Chiesa povera con i poveri e in uscita verso le periferie.

La santità si realizza, dunque, nell’amore-carità, nella misericordia compassionevole di fronte alla sofferenza e all’ingiustizia subite dagli altri e si incarna, si umilia, vivendo nell’umiltà, nel sacrificio e nella povertà spirituale (evangelica). Vale a dire, condivide con i poveri, come soggetti della sua promozione, la fede, la vita, i beni e l’azione per la giustizia, il che ci libera completamente dal peccato, dall’egoismo e dai suoi idoli, dalla ricchezza-essere ricchi, dal potere e dalla violenza.

E l’amore verso Dio e verso gli altri, verso tutta l’umanità nell’opzione preferenziale per i poveri, sono inseparabili e promuovono il bene comune più universale, la vita e la dignità di ogni persona; Con la protezione e la difesa delle vittime, dei poveri e degli esclusi, la cura della nostra casa comune, il nostro pianeta Terra, e lo sviluppo umano integrale. Nella fede e nella missione non si possono separare o contrapporre in modo parziale o ideologico: la preghiera-contemplazione e la lotta sociale non violenta (azione) per la giustizia verso i poveri, l’Eucaristia e l’impegno morale per il bene comune; escatologia (vita eterna) e mistica politica con sviluppo umano liberatore e integrale, verità (ortodossia) e responsabilità etica (orthoptraxis) per difendere la dignità di ogni persona, dei popoli e delle vittime.

In questo senso, quel tesoro sconosciuto o nascosto, perfino manipolato, che è la dottrina sociale della Chiesa (DSC), inaugurata come tale da Leone XIII, si configura come dimensione costitutiva della missione, dell’antropologia e della morale. DSI non è solo una pratica teorica o didattica; oltre a diffonderla, bisogna metterla in pratica in modo credibile. Il DSI deve condurci a una coerenza tra fede, carità-amore e impegno in questa difesa di una vita dignitosa, della famiglia, della pace, della civiltà dell’amore e della giustizia per i poveri.

In effetti, il DSI concretizza e incarna questa Grazia dell’amore di Dio, sempre unita all’amore e alla carità per ogni essere umano, a sua volta inseparabile dalla promozione della giustizia sociale e internazionale che risponde al grido dei poveri, dei diritti umani, dello sviluppo umano e dell’ecologia integrale, e accoglie il grido di sorella terra. Il DSI dispiega il carattere pubblico (civile) costitutivo della fede e dell’amore, l’essenziale carità politica a cui siamo tutti chiamati, per promuovere l’intera civiltà dell’amore, la globalizzazione della fraternità, della solidarietà e della pace giusta.

In particolare, i laici, in quanto popolo di Dio e fondamento battesimale della Chiesa, sono guidati da questo DSI nella loro specifica vocazione e missione. Per questo stesso impegno battesimale, il laico ha come propria identità e ideale di santità: mettere in pratica più direttamente questa carità politica; per trasformare più immediatamente il mondo con le sue realtà e, pertanto, adattarle al Regno di Dio.

La realtà della vita sociale, pubblica e politica che fonda una vera democrazia su questi valori e principi inalienabili e non negoziabili, come ci insegna lo stesso DSI. I valori-principi della vita con l’ecologia umana insieme alla sua bioetica globale, che vanno tutelati dalla nascita con la fecondazione-concepimento fino alla morte naturale (come ci insegna la scienza), e della famiglia; Quell’amore fedele e fecondo dell’uomo per la donna che si apre alla vita, ai figli, alla solidarietà fraterna e all’impegno per la giustizia verso i poveri. La famiglia è una chiesa domestica e una realtà laica, una famiglia orante che celebra la fede, si educa e si forma nella fede, è missionaria ed evangelizzatrice. Una famiglia povera con i poveri, solidale e militante, che esercita una sostanziale carità politica, promuovendo la giustizia per le famiglie e le popolazioni più povere, scartate ed escluse.

In queste linee, il principio-valore della libertà delle famiglie e di ogni persona di scegliere le proprie convinzioni e i propri ideali educativi, culturali e religiosi, nel rispetto della legge naturale, morale e spirituale data da Dio. E il principio-valore del bene comune in tutte le sue forme, così caratteristico del DSI (con la sua ecologia sociale), guida la politica nel suo obiettivo di promuovere condizioni sociali e di altro tipo che favoriscano lo sviluppo umano integrale.

Uno stato sociale di diritto che fonda i suoi pilastri su altri principi fondamentali: lavoro dignitoso con condizioni e diritti dignitosi, come uno stipendio al di sopra del capitale, del profitto e del guadagno; la destinazione universale dei beni, il valore che orienta un’economia al servizio dei bisogni e delle capacità di ogni persona, che ha la priorità sulla proprietà, con l’obbligo morale di una tassazione equa. Allo stesso modo, garantire politiche sui diritti sociali come l’universalità e la qualità dell’istruzione, della cultura, dell’assistenza sanitaria (assistenza sanitaria completa) con i suoi farmaci o trattamenti farmaceutici, alloggi, strutture e infrastrutture.

Politiche globali che rendano possibile questo “mai più guerra”, come ci insegna la fede insieme al DSI, con il disarmo globale e gli investimenti in spese militari e per gli armamenti nella lotta contro la povertà, la fame e per uno sviluppo umano, sostenibile ed ecologico.

In conclusione, come afferma Leone XIV, ci sono certamente «ambienti in cui non è facile testimoniare e annunciare il Vangelo, e dove chi crede è schernito, ostacolato e disprezzato, o, al massimo, tollerato e compatito. E tuttavia, proprio per questo, sono luoghi in cui la missione è più urgente, perché la mancanza di fede porta con sé spesso tragedie come la perdita del senso della vita, la negligenza della misericordia, la violazione della dignità umana nelle sue forme più drammatiche, la crisi della famiglia e tante altre ferite che recano non poche sofferenze alla nostra società».

Agustín Ortega

Nacido en Las Palmas de Gran Canaria, España. Agente de Desarrollo Local (ADL), Animación Sociocultural y Habilidades Sociales. trabajador social, experto en Intervención Social Integral y doctor en la rama de Ciencias Sociales (Dpto. de Psicología y Sociología, Formación del profesorado, ULPGC). Ha cursado asimismo los estudios de licenciatura y posgrado-máster en Filosofía (Magister Universitario Cum Laude, IVCH) y Teología (ISTIC), Experto Universitario en Moral (Ética Filosófica y Teológica) y Derecho (UNED), doctor en Humanidades y Teología (Cum Laude, UM). Profesor e investigador en diversas universidades e instituciones académicas latinoamericanas, pontificias, católicas y seminarios mayores diocesanos. Investigador asociado de la Universidad Anáhuac (México). Es miembro de la Sociedad Peruana de Filosofía. Autor de numerosas publicaciones, artículos y libros.