Natale: l’unico che si celebra è Gesù
Un invito a ricordare il vero significato del Natale tra celebrazioni, tradizioni e gratitudine a Dio
Oggi voglio ricordarvi una cosa essenziale e profondamente semplice: l’unico che si festeggia a Natale è Gesù. In mezzo a tante luci, incontri, doni e celebrazioni, corriamo il rischio di dimenticare Colui che dà senso a tutto.
Sono colpito dalla potenza del Giorno del Ringraziamento. Originariamente, è un giorno per ringraziare Dio, e in realtà, chi crede in Lui sa che ogni giorno dovrebbe essere un giorno di ringraziamento. Vivere alla presenza di Dio significa avere sempre la parola “grazie” sulle labbra, negli occhi e nel cuore.
Tuttavia, è curioso come il Ringraziamento sia spesso diventato privo di significato: grandi partite di football, pasti sontuosi, riunioni in cui si parla pochissimo di Dio, o addirittura non si parla affatto. Sarebbe una tragedia se la stessa cosa ci accadesse a Natale.
Il Natale è qualcosa di completamente diverso. Non celebriamo un raccolto o una conquista umana. Celebriamo il momento in cui Dio entra nel mondo, nella nostra storia e nelle nostre vite. Dio si fa uomo, assume un corpo come il nostro, sente freddo, fame e stanchezza e inizia il viaggio che culminerà nella sua passione, morte e resurrezione. Questo è il Natale.
Quanto sarebbe triste riunirsi a Natale per scambiarsi doni, cenare, brindare con del buon vino e dimenticare Gesù, quando Lui è il centro e la ragione di tutto. Ecco perché è importante prepararsi in anticipo affinché il 24 e il 25 non passino senza partecipare alla Santa Messa, senza riceverlo, senza dedicare un momento all’adorazione.
Il Vangelo ci ricorda che i primi ad adorarlo furono i pastori. Poi lo seguimmo io e te. Oggi è molto più facile di allora: non dobbiamo camminare per lunghe distanze o affrontare la paura di entrare in una grotta sconosciuta. Dobbiamo semplicemente andare nella nostra parrocchia, in una cappella o nella chiesa più vicina, ovunque ci troviamo, che sia in vacanza o lontano da casa.
Non permettiamo che il Natale diventi solo una festa per noi stessi: regali per noi, cibo per noi, musica per noi. Non si tratta di rifiutare la gioia e la comunione, ma di mettere Gesù al centro. Prima di tutto, adorarlo, ringraziarlo, riconoscerlo come Dio fatto bambino; e poi, con lui, festeggiare insieme.
Il Natale può essere gioioso ogni giorno, ma sarà veramente Natale solo se è santo. Ai suoi piedi, adoriamolo. E da lì, facciamo tutto il bene che possiamo.
Vi auguriamo un felice e santo Natale e che Dio ci benedica sempre.
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