Maternità surrogata: la Spagna inasprisce la registrazione delle nascite all’estero
Relazione sull'Istruzione del 28 aprile 2025 della Direzione Generale della Sicurezza Legale e della Fede Pubblica sulla registrazione delle nascite tramite maternità surrogata
L’Istruzione del 28 aprile 2025, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dello Stato, aggiorna il regime di registrazione applicabile alle nascite tramite maternità surrogata, note anche come maternità surrogata. Questo aggiornamento risponde ai recenti sviluppi giurisprudenziali e normativi in Spagna, in particolare ha seguito della sentenza 1626/2024 della Corte Suprema del 4 dicembre, che rafforza la posizione restrittiva in merito al riconoscimento della filiazione derivante da contratti di maternità surrogata conclusi all’estero.
La legge 14/2006 sulle tecniche di riproduzione umana assistita stabilisce la nullità di qualsiasi contratto di maternità surrogata, con o senza prezzo, in cui la donna incinta rinunci alla filiazione materna. La filiazione dei figli nati in questo modo è determinata dalla nascita, ammettendo solo rivendicazioni di paternità biologica attraverso le vie ordinarie previste dalla legge spagnola.
Le principali novità introdotte dall’Istruzione possono essere elencate come segue:
- Sono abrogate le precedenti disposizioni del 2010 e del 2019, che consentivano, a determinati requisiti, l’iscrizione nel Registro Civile spagnolo della filiazione derivante da sentenze o certificati di maternità surrogata esteri.
- D’ora in poi, nessun certificato di registrazione estero, nessuna dichiarazione accompagnata da certificato medico, nessuna sentenza definitiva di autorità giudiziarie straniere relativa alla filiazione tramite maternità surrogata saranno accettati come titoli validi per l’iscrizione nell’anagrafe.
- Le domande in attesa di registrazione alla data di pubblicazione delle Istruzioni non saranno prese in considerazione.
- I minori nati all’estero tramite maternità surrogata possono viaggiare in Spagna con la documentazione locale pertinente, ma la filiazione deve essere stabilita in Spagna tramite mezzi ordinari: filiazione biologica (quando applicabile) o successiva filiazione adottiva, sempre che venga dimostrata l’esistenza di un nucleo familiare idoneo.
L’Istruzione si basa, in conformità con la sentenza 1626/2024 della Corte Suprema, sulla tutela del miglior interesse del minore e sulla difesa dei diritti delle donne incinte. La Corte Suprema ha ripetutamente affermato che i contratti di maternità surrogata sono contrari all’ordine pubblico spagnolo, oggettificano sia la donna che il bambino e violano i principi fondamentali dell’ordinamento giuridico. Inoltre, la legislazione spagnola ed europea considera la maternità surrogata una forma di violenza contro le donne, rifiutando il riconoscimento automatico della filiazione derivante da questi contratti nei paesi in cui la pratica è legale.
La tutela dei minori non può basarsi sulla mera esistenza di un contratto di maternità surrogata o sulla filiazione attribuita da una legge straniera. Si deve invece iniziare con l’accertamento della filiazione biologica, dell’adozione o dell’affidamento, tenendo sempre in considerazione l’interesse superiore del minore e il rispetto dei diritti fondamentali.
Questa nuova norma ha importanti implicazioni bioetiche, poiché rafforza la tutela dei diritti dei minori, garantendo il loro diritto a conoscere le proprie origini biologiche e prevenendo situazioni di tratta internazionale di minori. Inoltre, tutela la dignità e i diritti delle donne incinte, impedendone lo sfruttamento e l’oggettivazione, e promuove un quadro giuridico coerente con i valori e i principi abbracciati dalla società spagnola e riflessi nei trattati internazionali sui diritti dell’infanzia e dell’uomo.
Questa istruzione si inserisce in un dibattito sociale e giuridico molto ampio sulla maternità surrogata, in cui vengono contrapposte argomentazioni riguardanti l’autonomia riproduttiva e la tutela contro la strumentalizzazione del corpo umano. Le linee guida aggiornate mirano a garantire una maggiore certezza del diritto in un settore particolarmente complesso del diritto di famiglia e del registro spagnolo.
Mª José Salar Sotillos – Professoressa presso la Facoltà di Scienze Giuridiche, Economiche e Sociali – Docente del Master in Bioetica – Università Cattolica di Valencia
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