L’Irlanda mantiene il periodo di attesa prima dell’aborto e respinge l’estensione dell’aborto a gravidanza avanzata
La Camera dei Comuni irlandese ha bloccato una proposta per estendere l'aborto a gravidanza avanzata, constatando che il periodo di attesa ha impedito oltre 10.000 aborti in cinque anni, mentre in Spagna si registra una tendenza all'aumento
La Camera dei Comuni irlandese ha respinto sia la proposta di eliminare il periodo di attesa obbligatorio di tre giorni prima di poter abortire, sia la proposta di ampliare i motivi per cui è consentito l’aborto in fase avanzata di gravidanza. L’iniziativa è stata bocciata con 85 voti contrari e 30 favorevoli.
I parlamentari pro-vita hanno fornito un dato importante: tra il 2019 e il 2024, durante il periodo di riflessione di tre giorni, oltre 10.000 donne non sono tornate nelle cliniche per abortire .
La ministra della Salute Jennifer Carroll MacNeill ha dichiarato alla Camera di non poter appoggiare il testo “né dal punto di vista legale né da quello operativo” e ha descritto la proposta come una “depenalizzazione indiscriminata” dell’aborto.
Attualmente in Irlanda l’aborto è consentito quando due medici certificano che è probabile che il bambino muoia prima o poco dopo la nascita, e la riforma mirava ad estendere tale criterio a un anno dopo il parto.
Differenze con il caso spagnolo
Nel nostro Paese, la Legge Organica 1/2023 ha introdotto modifiche alla normativa vigente in materia di aborto (IVE), eliminando sia il periodo di riflessione di 3 giorni prima dell’intervento, sia l’obbligo di fornire alla donna che desidera abortire informazioni sulle alternative (assistenza alla maternità, assistenza, ecc.).
A seguito della sua entrata in vigore nel 2023, le interruzioni volontarie di gravidanza nel 2024 sono state effettuate già in conformità con la normativa modificata dalla LO 1/2023, con i seguenti effetti: nel 2024 il numero di aborti dichiarati è stato di 106.172, il che rappresenta un aumento significativo rispetto agli anni precedenti.
Il rapporto del Ministero della Salute del 2024 , che include un confronto con il 2015, conferma una tendenza all’aumento del numero di aborti.
Valutazione bioetica
Le differenze tra il caso irlandese e quello spagnolo rivelano percezioni molto diverse della tragedia dell’aborto. La perdita di vite umane, unita ai rischi associati agli effetti a lungo termine dell’aborto sulle donne che vi si sottopongono, contribuisce a evidenziare la tragedia che si cela dietro ogni aborto.
Al contrario, e per salvaguardare sia il diritto alla vita del nascituro sia la salute della donna che si sottopone all’aborto, nonché per offrirle la possibilità di prendere decisioni consapevoli, compresi i rischi, le alternative e il supporto a cui può accedere se decide di portare avanti la gravidanza, altri Paesi, come l’Irlanda in questo caso, limitano l’accesso all’aborto che è facilitato in Spagna.
Indurre le donne ad abortire ostacolando il loro accesso a informazioni rigorose e complete che consentirebbero loro di prendere decisioni realmente autonome contribuisce ad aggravare le conseguenze dell’aborto, una scelta spesso dettata da angoscia, paura, senso di abbandono o pressione, esacerbate dalla mancanza di informazioni e sostegno.
Offrire un periodo di riflessione in cui una donna che sta valutando l’aborto possa accedere, come dimostra il caso irlandese, a informazioni sulle alternative all’aborto e sulle sue possibili conseguenze, aiuterebbe molte donne ad abbandonare l’intenzione di interrompere la gravidanza.
Julio Tudela. Ester Bosch. Osservatorio di Bioetica. Istituto di Scienze della Vita. Università Cattolica di Valencia
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