06 Luglio, 2026

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L’incrollabile testimonianza di fede e perdono della madre di Santa Maria Goretti

Assunta Carlini: la madre che ha testimoniato la santità della figlia

L’incrollabile testimonianza di fede e perdono della madre di Santa Maria Goretti

Assunta Carlini si ruppe una gamba mentre correva a ripararsi dai bombardamenti e fu costretta a usare una sedia a rotelle. Fu proprio su questa sedia a rotelle che ebbe l’onore di essere ricevuta da Sua Santità il Papa in Vaticano il giorno della canonizzazione di sua figlia. È l’unica madre ad aver avuto la gioia di assistere alla canonizzazione della propria figlia.

 

Luis Goretti e Assunta Carlini erano umili contadini con cinque figli. La loro seconda figlia, Maria, nacque a Corinaldo il 16 ottobre 1890. Ben presto dovettero emigrare in cerca di terre migliori e si stabilirono vicino a Nettuno come mezzadri del conte Mazzoleni. La terra era fertile ma molto paludosa e insalubre. Luis Goretti morì poco dopo, vittima della malaria, lasciando Assunta sola con i suoi cinque figli, il maggiore dei quali aveva appena tredici anni. Maria aiutava la madre con le faccende domestiche e istruiva i fratelli minori, insegnando loro a leggere e a recitare le prime preghiere.

Assunta, oltre alla sua famiglia, doveva prendersi cura di altre due persone che vivevano nella stessa casa e che lavoravano come braccianti nella fattoria: Juan Serenelli e suo figlio Alejandro, un giovane robusto di circa vent’anni. Alejandro non era un cattivo ragazzo, ma aveva iniziato a leggere libri licenziosi e a posare gli occhi maliziosi su Maria.

In due occasioni tentò di sedurre Maria, ma la bambina non capì cosa volesse Alejandro, pur intuendo che non fosse una cosa buona.

Il 5 luglio 1902, mentre tutta la famiglia era fuori a trebbiare nell’aia, Maria Goretti stava cucendo in cucina, e Alexander la chiamò:

-Maria, vieni qui.

-Affinché?

“Vieni qui”, insistette Alejandro.

Maria disobbedì. Alejandro la afferrò violentemente, le tappò la bocca con la sua mano forte e sbatté la porta a calci.

Maria ha gridato:

-No! No, per favore! È un peccato! No! Sarai dannato.

Alessandro non riuscì a raggiungere il suo scopo e, in un impeto d’ira, prese un ferro affilato e lo conficcò quattordici volte di seguito nel ventre e nel petto di Maria.

Cinque ore dopo, accompagnata dalla madre, alla quale raccontò tutto l’accaduto, Maria fu portata in ambulanza all’ospedale; prima di ricevere il Viatico, perdonò Alejandro e poche ore dopo morì invocando la Beata Vergine.

Alejandro confessò il suo crimine, fu condannato a trent’anni di prigione e, una volta uscito di prigione, prima di entrare in convento come fratello laico, ricevette il perdono da Madonna Assunta e insieme a lei partecipò alla canonizzazione di Maria in Vaticano.

Rafael Mosteyrín

Nacido en 1973 en Sevilla, y ordenado sacerdote en 2014 en Roma. Desde entonces he vivido en Barcelona y Sevilla, con estancias de colaboración en Oberammergau (Alemania) y Huancavelica (Perú). Actualmente estoy en Sevilla, en la Iglesia del Señor san José y en el colegio Ribamar.