Leone XIV: “Vivere la fede ‘a occhi aperti’”
Angelus, 15 marzo 2026: Il Papa sottolinea che l’incontro con Cristo illumina la ragione e risveglia la coscienza alle ingiustizie del mondo, esortando al contempo a porre fine alla violenza in Medio Oriente
Nell’Angelus, un discorso improntato alla riflessione quaresimale, Papa Leone XIV ha incentrato il suo messaggio sul racconto evangelico della guarigione del cieco dalla nascita (Gv 9,1-41), presentandolo come un potente simbolo della salvezza che viene con Gesù Cristo, “luce del mondo”. Davanti a migliaia di fedeli riuniti in Piazza San Pietro, il Santo Padre ha smantellato la diffusa convinzione che la fede implichi un “salto nel buio” o una rinuncia al pensiero razionale.
«Possiamo dire che siamo tutti ‘nati ciechi’, perché da soli non possiamo vedere tutta la profondità del mistero della vita», ha affermato Leone XIV. «Per questo Dio si è fatto carne in Gesù, affinché l’argilla della nostra umanità, plasmata dal soffio della sua grazia, potesse ricevere una nuova luce». Il Papa ha sottolineato che il contatto con Cristo ci apre gli occhi, come dimostrano le ripetute domande delle autorità al cieco guarito: «Come ti sono stati aperti gli occhi?».
Il Papa ha esortato i cristiani a vivere una fede “vigile, attenta e profetica”, che non distolga lo sguardo dal mondo, ma lo focalizzi “dalla prospettiva di Gesù”. Citando l’enciclica Lumen fidei , ha spiegato che la fede è partecipazione al modo di vedere di Cristo, particolarmente sensibile alla sofferenza altrui e alle “ferite del mondo”. Nel contesto attuale, ha sottolineato la necessità di aprire gli occhi alle “tenebre” dell’ingiustizia, della violenza e della sofferenza che caratterizzano il nostro tempo, impegnando la nostra fede in azioni concrete per la pace, la giustizia e la solidarietà.
Dopo la lettura del Vangelo, il Papa ha espresso il suo dolore per l’escalation di violenza in Medio Oriente, che nelle ultime due settimane ha causato migliaia di morti innocenti e sfollamenti di massa. “Ribadisco la mia vicinanza nella preghiera a tutti coloro che hanno perso i propri cari negli attacchi che hanno colpito scuole, ospedali e aree popolate”, ha dichiarato, manifestando particolare preoccupazione per la situazione in Libano e auspicando “percorsi di dialogo” per soluzioni durature.
Rivolgendosi direttamente ai responsabili del conflitto, Leone XIV esclamò: «Cessate le ostilità! Riprendete le vie del dialogo! La violenza non potrà mai condurre alla giustizia, alla stabilità e alla pace che i popoli desiderano». Concluse invocando l’intercessione della Vergine Maria affinché la luce di Cristo apra gli occhi del cuore di tutti.
L’Angelus includeva saluti ai pellegrini provenienti dalla Spagna (Valencia e Barcellona), dall’Italia e a diversi gruppi giovanili in preparazione alla Cresima, augurando a tutti una buona domenica. Questo messaggio rafforza lo stile pastorale di Leone XIV, che, fin dalla sua elezione nel maggio 2015, ha coniugato una profonda riflessione teologica con urgenti appelli alla pace in un mondo ferito da conflitti persistenti.
Testo integrale dell’Angelus:
PAPA LEONE XIV
ANGELUS
Piazza San Pietro
IV Domenica di Quaresima, 15 marzo 2026
___________________________________
Cari fratelli e sorelle, buona domenica!
Il Vangelo di questa quarta domenica di Quaresima ci racconta la guarigione di un uomo cieco dalla nascita (cfr Gv 9,1-41). Attraverso la simbologia di questo episodio, l’evangelista Giovanni ci parla del mistero della salvezza: mentre eravamo nell’oscurità, mentre l’umanità camminava nelle tenebre (cfr Is 9,1), Dio ha inviato il suo Figlio come luce del mondo, per aprire gli occhi dei ciechi e illuminare la nostra vita.
I profeti avevano annunciato che il Messia avrebbe aperto gli occhi dei ciechi (cfr Is 29,18; 35,5; Sal 146,8). Gesù stesso accredita la propria missione mostrando che «i ciechi riacquistano la vista» (Mt 11,4); e si presenta dicendo: «Io sono la luce del mondo» (Gv 8,12). In effetti, possiamo dire che noi tutti siamo “ciechi dalla nascita”, perché da soli non riusciamo a vedere in profondità il mistero della vita. Perciò Dio si è fatto carne in Gesù, perché il fango della nostra umanità, impastato con il respiro della sua grazia, potesse ricevere una nuova luce, capace di farci vedere finalmente noi stessi, gli altri e Dio nella verità.
Colpisce il fatto che lungo i secoli si sia diffusa l’opinione, presente ancora oggi, secondo cui la fede sarebbe una specie di “salto nel buio”, una rinuncia a pensare, cosicché avere fede significherebbe credere “ciecamente”. Il Vangelo ci dice invece che a contatto con Cristo gli occhi si aprono, al punto che le autorità religiose chiedono con insistenza al cieco guarito: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?» (Gv 9,10); e ancora: «Come ti ha aperto gli occhi?» (v. 26).
Fratelli e sorelle, anche noi, guariti dall’amore di Cristo, siamo chiamati a vivere un cristianesimo “dagli occhi aperti”. La fede non è un atto cieco, un abdicare alla ragione, una sistemazione in qualche certezza religiosa che ci fa distogliere lo sguardo dal mondo. Al contrario, la fede ci aiuta a guardare «dal punto di vista di Gesù, con i suoi occhi: è una partecipazione al suo modo di vedere» (Enc. Lumen fidei, 18) e, perciò, ci chiede di “aprire gli occhi”, come faceva Lui, soprattutto sulle sofferenze degli altri e sulle ferite del mondo.
Oggi, in particolare, a fronte delle tante domande del cuore umano e delle drammatiche situazioni di ingiustizia, di violenza e di sofferenza che segnano il nostro tempo, c’è bisogno di una fede sveglia, attenta e profetica, che apra gli occhi sulle oscurità del mondo e vi porti la luce del Vangelo attraverso un impegno di pace, di giustizia e di solidarietà.
Chiediamo alla Vergine Maria che interceda per noi, perché la luce di Cristo apra gli occhi del nostro cuore e possiamo dare testimonianza di Lui con semplicità e coraggio.
_____________________________
Dopo l’Angelus
Cari fratelli e sorelle,
Da due settimane i popoli del Medio Oriente soffrono l’atroce violenza della guerra. Migliaia di persone innocenti sono state uccise e moltissime altre costrette ad abbandonare le proprie case. Rinnovo la mia vicinanza orante a tutti coloro che hanno perso i propri cari negli attacchi che hanno colpito scuole, ospedali e centri abitati.
È motivo di grande preoccupazione la situazione in Libano. Auspico cammini di dialogo che possano sostenere le Autorità del Paese nell’implementare soluzioni durature alla grave crisi in corso, per il bene comune di tutti i libanesi.
A nome dei cristiani del Medio Oriente e di tutte le donne e gli uomini di buona volontà, mi rivolgo ai responsabili di questo conflitto: cessate il fuoco! Si riaprano percorsi di dialogo! La violenza non potrà mai portare alla giustizia, alla stabilità e alla pace che i popoli attendono.
Do il benvenuto a tutti voi, presenti oggi in Piazza San Pietro!
Saluto i fedeli venuti da Valencia e Barcelona in Spagna, come pure quelli di Palermo.
Con gioia accolgo alcuni gruppi di ragazzi che si preparano a ricevere il Sacramento della Confermazione: di Berceto, diocesi di Parma; di Tuto, diocesi di Firenze; di Torre Maina e Gorzano, diocesi di Modena-Nonantola. Saluto inoltre i giovani della parrocchia di San Gregorio Magno in Roma e i ragazzi di Capriano del Colle e Azzano Mella, diocesi di Brescia.
A tutti auguro una buona domenica.
Related
Geopolitica della fede: le due battaglie simultanee di Papa Leone XIV contro la mafia e la divisione
Exaudi Redazione
15 Maggio, 2026
2 min
«Siamo un desiderio, non un algoritmo!»
Editorial Exaudi
14 Maggio, 2026
11 min
La conoscenza non è un privilegio: la sfida del Papa alle università di oggi
Exaudi Redazione
14 Maggio, 2026
5 min
Maria è il mio modello? La domanda di Papa Leone XIV che scuote Piazza San Pietro
Exaudi Redazione
13 Maggio, 2026
11 min
(EN)
(ES)
(IT)
