15 Aprile, 2026

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Leone XIV: «La Chiesa, in quanto Popolo di Dio, non può errare nella fede»

Udienza Generale. Catechesi sulla Lumen Gentium: Il Battesimo suggella l'identità cristiana e chiama tutti i fedeli alla missione profetica e sacerdotale

Leone XIV: «La Chiesa, in quanto Popolo di Dio, non può errare nella fede»

Il 18 marzo 2026, Papa Leone XIV ha tenuto la sua catechesi all’udienza generale in Piazza San Pietro, davanti a migliaia di fedeli. Proseguendo il ciclo dedicato ai documenti del Concilio Vaticano II, il Santo Padre ha riflettuto sul secondo capitolo della Costituzione dogmatica  Lumen Gentium , che presenta la Chiesa come  Popolo di Dio . Nella sua riflessione, ha sottolineato la comune dignità di tutti i battezzati, il sacerdozio regale dei fedeli e, soprattutto, l’indefettibilità della Chiesa nella fede, grazie al  sensus fidei  (senso soprannaturale della fede) che anima l’intera comunità ecclesiale.

Il Papa ha sottolineato che il Battesimo è il sacramento fondamentale che suggella per sempre l’identità del credente e lo incorpora nel santo Popolo di Dio. Citando direttamente la  Lumen Gentium  (nn. 9-12), ha spiegato che Cristo, attraverso la nuova ed eterna Alleanza, ha istituito un regno di sacerdoti e ha costituito i suoi discepoli come  sacerdozio regale . Attraverso il Battesimo e l’unzione dello Spirito Santo, i fedeli sono consacrati come «casa spirituale e santo sacerdozio», resi capaci di adorare Dio in spirito e verità e di professare la fede ricevuta dalla Chiesa.

Facendo eco alle parole di Papa Francesco, Leone XIV ha ricordato che «il primo sacramento, quello che suggella per sempre la nostra identità e di cui dovremmo sempre essere fieri, è il battesimo». La Confermazione, a sua volta, lega più strettamente il battezzato alla Chiesa, lo arricchisce della potenza dello Spirito Santo e lo obbliga a diffondere e difendere la fede con la testimonianza della parola e dell’opera. In questo modo si instaura una missione comune che unisce i ministri ordinati e i fedeli laici nell’opera salvifica di Cristo.

Un punto centrale della catechesi era l’esercizio del  sacerdozio regale  dei fedeli, che si manifesta in molteplici modi orientati alla santificazione: la partecipazione all’Eucaristia, la preghiera, l’ascesi e la carità attiva. Come insegna il Concilio, «il carattere sacro e organicamente strutturato della comunità sacerdotale si attualizza mediante i sacramenti e le virtù» ( Lumen Gentium , 11).

Il Papa ha dedicato particolare attenzione al  sensus fidei , il senso soprannaturale della fede che appartiene a tutto il Popolo di Dio. Secondo la  Lumen Gentium  (n. 12), questo dono permette alla Chiesa di riconoscere la rivelazione trasmessa, di distinguere la verità dalla menzogna in materia di fede e di applicarla più profondamente nella vita quotidiana. Questo senso non è individuale, ma si manifesta nel consenso universale dei fedeli – dai vescovi ai laici – in materia di fede e di morale.

In questo contesto, Leone XIV affermò chiaramente:  «La Chiesa, dunque, in quanto comunione dei fedeli, che ovviamente include i pastori, non può errare nella fede: lo strumento di questa sua proprietà, fondata sull’unzione dello Spirito Santo, è il senso soprannaturale della fede di tutto il Popolo di Dio, che si manifesta nel consenso dei fedeli ». Questo insegnamento conciliare collega direttamente il  sensus fidei  all’infallibilità della Chiesa, garantendo che la totalità dei fedeli, unta dallo Spirito, non erra quando esprime un consenso universale sulle verità di fede e di morale.

Infine, il Santo Padre ha sottolineato la vitalità carismatica della Chiesa: lo Spirito Santo, ricevuto da Cristo risorto, distribuisce grazie e carismi speciali ai fedeli di ogni estrazione sociale, permettendo loro di contribuire al rinnovamento e all’espansione della comunità ecclesiale. Esempi luminosi di questa fecondità sono la vita consacrata, che «germoglia e fiorisce continuamente per opera della grazia», e le associazioni ecclesiali.

Il Papa ha concluso con una vibrante esortazione: «Svegliamo in noi la consapevolezza e la gratitudine per aver ricevuto il dono di far parte del popolo di Dio; e anche la responsabilità che questo comporta». Ogni battezzato, dunque, è chiamato ad essere un  agente attivo di evangelizzazione , dando una testimonianza costante di Cristo secondo il dono profetico che il Signore elargisce a tutta la sua Chiesa.

Testo integrale della catechesi:

LEONE XIV

UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro
Mercoledì, 18 marzo 2026

 

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I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione dogmatica Lumen gentium. 4. La Chiesa popolo sacerdotale e profetico

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Oggi vorrei soffermarmi ancora sul secondo capitolo della Costituzione conciliare Lumen gentium (LG), dedicato alla Chiesa come popolo di Dio.

Il popolo messianico (LG, 9) riceve da Cristo la partecipazione all’opera sacerdotale, profetica e regale in cui si attua la sua missione salvifica. I Padri conciliari insegnano che il Signore Gesù ha istituito mediante la nuova ed eterna Alleanza un regno di sacerdoti, costituendo i suoi discepoli in un «sacerdozio regale» (1Pt 2,9; cfr 1Pt 2,5; Ap 1,6). Questo sacerdozio comune dei fedeli viene donato con il Battesimo, che ci abilita a rendere culto a Dio in spirito e verità e a «professare pubblicamente la fede ricevuta da Dio mediante la Chiesa» (LG, 11). Inoltre, attraverso il sacramento della Confermazione o Cresima, tutti i battezzati «vengono vincolati più perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale forza dallo Spirito Santo e in questo modo sono più strettamente obbligati a diffondere e a difendere la fede con la parola e con l’opera, come veri testimoni di Cristo» (ibid.). Questa consacrazione sta alla radice della comune missione che unisce i ministri ordinati e i fedeli laici.

In proposito, Papa Francesco così osservava: «Guardare al popolo di Dio è ricordare che tutti facciamo il nostro ingresso nella Chiesa come laici. Il primo Sacramento, quello che suggella per sempre la nostra identità, e di cui dovremmo essere sempre orgogliosi, è il Battesimo. Attraverso di esso e con l’unzione dello Spirito Santo, [i fedeli] “vengono consacrati per formare un tempio spirituale e un sacerdozio santo” (LG, 10), sicché tutti noi formiamo il santo Popolo fedele di Dio» (Lettera al Presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina, 19 marzo 2016).

L’esercizio del sacerdozio regale avviene in molti modi, tutti tesi alla nostra santificazione, anzitutto partecipando all’offerta dell’Eucaristia. Mediante la preghiera, l’ascesi e la carità operosa testimoniamo così una vita rinnovata dalla grazia di Dio (cfr LG, 10). Come sintetizza il Concilio, «l’indole sacra e la struttura organica della comunità sacerdotale vengono attuate per mezzo dei sacramenti e delle virtù» (LG, 11).

I Padri conciliari insegnano poi che il popolo santo di Dio partecipa anche della missione profetica di Cristo (cfr LG, 12). In questo contesto introduce il tema importante del senso della fede e del consenso dei fedeli. La Commissione Dottrinale del Concilio precisava che questo sensus fidei «è come una facoltà di tutta la Chiesa, grazie alla quale essa nella sua fede riconosce la rivelazione tramandata, distinguendo tra il vero e il falso nelle questioni di fede, e contemporaneamente penetra in essa più profondamente e più pienamente l’applica nella vita» (cfr Acta Synodalia, III/1, 199). Il senso della fede appartiene dunque ai singoli fedeli non a titolo proprio, ma quali membra del popolo di Dio nel suo insieme.

Lumen gentium concentra l’attenzione su quest’ultimo aspetto e lo mette in relazione all’infallibilità della Chiesa, a cui inerisce, servendola, quella del Romano Pontefice. La totalità dei fedeli, che hanno ricevuto l’unzione dal Santo (cfr 1Gv 2,20.27) non può sbagliarsi nel credere e manifesta questa sua proprietà particolare mediante il senso soprannaturale della fede di tutto il popolo, quando dai vescovi fino agli ultimi fedeli laici esprime l’universale suo consenso in materia di fede e di morale (cfr LG, 12). La Chiesa, dunque, come comunione dei fedeli che include ovviamente i pastori, non può errare nella fede: l’organo di questa sua proprietà, fondato sull’unzione dello Spirito Santo, è il soprannaturale senso della fede di tutto il popolo di Dio, che si manifesta nel consenso dei fedeli. Da questa unità, che il Magistero ecclesiale custodisce, consegue che ciascun battezzato è soggetto attivo di evangelizzazione, chiamato a dare coerente testimonianza di Cristo secondo il dono profetico che il Signore infonde a tutta la sua Chiesa.

Lo Spirito Santo, che ci viene da Gesù Risorto, dispensa infatti «tra i fedeli di ogni ordine grazie speciali con le quali li rende adatti e pronti ad assumersi vari incarichi e uffici utili al rinnovamento e alla maggiore espansione della Chiesa» (LG, 12). Una dimostrazione peculiare di tale vitalità carismatica è offerta dalla vita consacrata, che continuamente germoglia e fiorisce per opera della grazia. Anche le forme associative ecclesiali sono esempio luminoso della varietà e della fecondità dei frutti spirituali per l’edificazione del Popolo di Dio.

Carissimi, risvegliamo in noi la consapevolezza e la gratitudine di aver ricevuto il dono di far parte del popolo di Dio; e anche la responsabilità che questo comporta.

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Saluti

Rivolgo il mio cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare saluto i fedeli di Riva presso Chieri e di Rosciano, i Funzionari dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza “Palazzo Chigi” di Roma, gli allievi della Scuola Sottufficiali della Marina Militare di Taranto, il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, l’Industria Fiasconaro di Castelbuono.

Il mio pensiero va infine ai malati, agli sposi novelli e ai giovani, specialmente alla Scuola Cristo Re di Roma e all’Istituto San Giorgio di Pavia. Affido i propositi e le aspirazioni di ciascuno a San Giuseppe, celeste Patrono della Chiesa Universale, del quale celebreremo domani la solennità liturgica.

A tutti la mia benedizione!

Exaudi Redazione

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