La Sindone dà fastidio a chi non vuole incontrare Cristo nella sua vita.
Gli scienziati smentiscono le illazioni del brasiliano Cicero Moraes
Nella piena estate dell’anno scorso i media di tutto il mondo hanno lanciato, e non è la prima volta, una sensazionale notizia: l’immagine sulla Sindone è un’opera artistica realizzata con un bassorilievo. Lo affermava il brasiliano Cicero Moraes. Il problema è che Moraes non è uno specialista della Sindone, non si occupava degli studi del Sacro Lino; è noto soltanto per le sue ricostruzioni tridimensionali al computer dei volti di molti personaggi storici. Anche per la Sindone, Moraes si limita a una ricostruzione dell’immagine al computer «utilizzando software open source (e gratuito), disponibile per il download» come ammette candidamente.
Il problema è nato per il fatto che le sue teorie sono state pubblicate su una prestigiosa rivista scientifica “Archaeometry” come se si trattasse di un lavoro scientifico. Perciò un gruppo di specialisti sindonologi si sono sentiti in dovere di denunciare questa ennesima ipotesi pseudo scientifica, scrivendo sulla stessa rivista*, sulla quale Moraes ha poi risposto ma senza portare argomenti validi a sostegno della sua teoria**. Ne ho parlato con Emanuela Marinelli, che già in precedenza ha smentito con altri specialisti, sempre su Archaeometry***, la validità della datazione radiocarbonica della Sindone.
– Dottoressa Marinelli, perché i sindonologi sono reagiti alla ipotesi di Moraes?
– Perché è stata pubblicata su una rivista scientifica anche se del lavoro scientifico non ha i requisiti. Moraes si limita a una ricostruzione dell’immagine al computer e non tiene conto di tutti gli aspetti della Sindone. Non prende in considerazione che la Sindone è un lenzuolo di lino su cui esistono microtracce di vario genere, come pollini mediorientali, aloe, mirra e aragonite uguale a quella delle grotte di Gerusalemme; su cui è presente sangue umano lasciato dal cadavere che fu avvolto nel telo; e su cui esiste un’immagine che è un’ossidazione e disidratazione superficialissima della cellulosa che compone la stoffa, formatasi dopo che il sangue aveva già macchiato il tessuto. Tutto questo a Moraes non interessa e perciò osa affermare che l’immagine sindonica sia stata realizzata nel Medioevo.
– Che cosa non convince nella ricostruzione di Moraes?
– Tante cose. Prima di tutto, stando alle immagini allegate allo studio, si osserva che le simulazioni sono state eseguite solo per la parte frontale e non per quella dorsale. Questo è un fatto importante: se si vuole credere all’ipotesi del fantomatico genio e sconosciuto falsario medievale, ci si domanda come possa aver prodotto un bassorilievo con le caratteristiche tanto dell’impronta frontale quanto di quella dorsale. L’autore commette un altro errore grossolano nella creazione del modello, «sovrapponendo il piede destro al sinistro e la mano destra sulla sinistra, mentre nella realtà il corpo si trova esattamente all’opposto». E si giustifica dicendo che «tale approccio semplifica la creazione del materiale visivo».
Moraes ipotizza l’uso di un bassorilievo. Si tratta di un’ipotesi già smentita: nessuna tecnica hai mai dimostrato che l’uso di un bassorilievo permette di ottenere un’analoga impronta sindonica dal punto di vista delle sue caratteristiche chimico fisiche. Senza considerare che sulla Sindone non ci sono tracce di alcun tipo di coloranti e che l’immagine eventualmente prodotta da un bassorilievo riscaldato sarebbe fluorescente, a differenza di quella sindonica.
Della superficialità di Moraes la dice lunga il fatto che per il modello di simulazione della Sindone al computer è stato utilizzato «un cotone generico». Bisognerebbe ricordargli che la Sindone è un tessuto di lino, non di cotone. E comunque lui non ha condotto reali esperimenti.
– Moraes non affronta nemmeno il problema delle tracce di sangue presenti sulla Sindone…
– E’ una questione fondamentale che non può spiegare tutte le teorie della formazione artigianale dell’immagine sindonica. Le tracce di sangue trovate sulla Sindone hanno impedito la formazione dell’immagine al di sotto di esse. Cioè, prima il sangue è passato dal corpo del defunto al telo sindonico e, solo successivamente, è avvenuto il processo di formazione dell’impronta sindonica.
– Perché i media mondiali danno tanto spazio a queste ipotesi pseudo scientifiche che dovrebbero smentire l’autenticità della Sindone? Di più, perché i media mainstream sono interessati a farlo?
– Il periodico ritornello sulla presunta falsità dell’immagine sindonica stavolta si basa su un lavoro privo di requisiti scientifici, che dimostra soltanto una cosa: il Sacro Lino dà fastidio negli ambienti allergici a Cristo. La Sindone dà fastidio a chi vuole liberarsi di quella scomoda presenza che interroga e sconvolge chi non vuole ammettere la sua autenticità per non incontrare Cristo nella sua vita.
* https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/arcm.70109
** https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/arcm.70112
* * * https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/arcm.12467
***
Più informazioni in inglese si possono trovare in questi articoli:
https://newdailycompass.com/en/an-insignificant-study-attempts-to-discredit-holy-shroud
https://newdailycompass.com/en/turin-shroud-formed-by-a-bas-relief-same-old-hoax
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