Intelligenza Artificiale ed Etica
Tra meraviglia tecnologica e necessità di responsabilità etica
Il corretto sviluppo dell’intelligenza artificiale (IA) torna al centro dell’attenzione attraverso il Messaggio del Santo Padre Leone XIV ai partecipanti alla Seconda Conferenza annuale su Intelligenza artificiale, etica e governance aziendale del 17 giugno 2025. A due mesi da questo messaggio, sono opportune alcune riflessioni su IA ed etica.
Siamo sempre più stupiti da alcuni dei risultati dell’IA tanto pubblicizzata. Oltre allo stupore e alla soddisfazione per i suoi benefici immediati, cresce in molti la preoccupazione di essere sufficientemente cauti nell’uso dell’IA. La sua vibrante rilevanza è stata ulteriormente evidenziata dal Premio Nobel per la Fisica 2024 assegnato agli scienziati John Hopfield e Geoffrey Hinton per le loro scoperte sulle reti neurali artificiali, fondamentali per l’IA e l’apprendimento automatico.
Vale la pena ricordare che Hinton, dopo aver lasciato Google nel 2023, si è dichiarato favorevole a frenare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, affermando: “Non credo che dovrebbero espanderla ulteriormente finché non capiranno se possono controllarla”.
Per quanto riguarda la corretta governance dell’IA, il “2° Forum Mondiale sull’Etica dell’Intelligenza Artificiale: Cambiare il Panorama della Governance dell’IA” si è tenuto presso il Centro Congressi Brdo di Kranj il 5 e 6 febbraio 2024. L’evento è stato organizzato dal Governo sloveno in coordinamento con l’UNESCO. In quell’occasione sono state presentate diverse iniziative di questa organizzazione internazionale, tra cui l'”Osservatorio Globale sull’Etica dell’IA” e la “Rete UNESCO di Esperti sull’Etica dell’IA Senza Frontiere”.
L’UNESCO sottolinea: “Sta cambiando il modello di business che guida l’intelligenza artificiale e andando oltre i semplici principi per sviluppare una serie di soluzioni concrete e pratiche per garantire che i risultati dell’intelligenza artificiale siano equi, inclusivi, sostenibili e non discriminatori”.
La prudenza – l’eccellenza etica – ha come componente insostituibile “lo sviluppo di una serie di soluzioni concrete e pratiche”, come afferma opportunamente l’UNESCO, senza perdere di vista il fatto che la prudenza consiste, eminentemente, nell’adottare mezzi appropriati per raggiungere un obiettivo il più chiaramente possibile definito. Pertanto, nella citazione dell’UNESCO nel paragrafo precedente, “andare oltre i semplici principi” deve essere inteso nel senso di mettersi all’opera; e non come trascurare la dovuta riflessione sul fine a cui si aspira nell’agire.
Se l’obiettivo non è definito nel modo più chiaro possibile, come troveremo i mezzi adeguati per raggiungerlo? Le parole finali della stessa citazione: “che i risultati dell’IA siano equi, inclusivi, sostenibili e non discriminatori” alludono all’obiettivo. Il termine “equo” si riferisce agli obiettivi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite.
Leggendo, più di trent’anni fa, il libro intitolato L’uomo tolemaico. La crisi della civiltà tecnologica (1975), del celebre giurista e filosofo italiano Sergio Cotta (1920-2007), sono rimasto colpito da questa citazione: “sembra che quanto più grande è il progresso tecnologico, tanto più vulnerabile diventi l’umanità”.
Il contesto in cui Cotta rifletteva su come la tecnologia ci porti enormi vantaggi, sebbene, in egual misura, questi vantaggi comportino dei rischi, mi è rimasto impresso. Così lo esprimeva lo stesso autore nel suo libro La sfida della tecnologia (1968): l’era tecnologica è, allo stesso tempo, una possibilità di restaurazione e progresso, ma anche di regressione e morte. Da questa ambivalenza nasce la sfida che investe – impegna – ogni uomo del nostro tempo.
Il raggiungimento del benessere, obiettivo dell’etica, ricade in ultima analisi su ogni singolo individuo. Solo attraverso le azioni giuste di ogni individuo possiamo superare qualsiasi sfida tecnologica.
In questo senso, gli impegni personali congiunti cercano, ad esempio, di raggiungere un comportamento generale appropriato riguardo all’uso e allo smaltimento di un prodotto tecnologico: la plastica. Ad esempio, quando andiamo a fare la spesa, da qualche anno a questa parte, cerchiamo di astenerci dall’uso di sacchetti di plastica, anche se possono apparire immediatamente molto comodi e pratici.
Come la presenta Kant, l’etica – in ultima analisi, il suo obiettivo: vivere bene – è possibile perché agiamo liberamente, perché assumiamo un certo dovere dal profondo del nostro essere, senza coercizione. Tuttavia, prima di agire in conformità con ciò che viene presentato come ciò che dovrebbe essere fatto, è necessario considerare cosa accadrebbe nel mondo se tutti facessero lo stesso. In questo senso, la 41a riunione dell’UNESCO, tenutasi a Parigi dal 9 al 24 novembre 2021, ha pubblicato la “Raccomandazione sull’etica dell’intelligenza artificiale”, disponibile online. Il termine “raccomandazione” si riferisce alla libertà di ciascun individuo di assumere ciò che vi è espresso.
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