Il Santo Padre sta bene dopo l’intervento chirurgico
Il direttore della Sala Stampa vaticana conferma che la degenza post-operatoria durerà una settimana
Papa Francesco dovrà rimanere in ospedale per una settimana dopo l’intervento chirurgico a cui è stato sottoposto domenica sera. Lo ha reso noto con un nuovo bollettino il direttore della Sala Stampa vaticana Matteo Bruni. La buona notizia è che complessivamente il S. Padre sta bene.
Il bollettino
“Sua Santità Papa Francesco è in buone condizioni generali, vigile e in respiro spontaneo – ha dichiarato Bruni – L’intervento chirurgico per la stenosi diverticolare effettuato nella serata del 4 luglio ha comportato una emicolectomia sinistra ed ha avuto una durata di circa 3 ore. Si prevede una degenza di circa 7 giorni salvo complicazioni”.
Confermate, dunque, sia la durata dell’intervento chirurgico, come era trapelato da fonti non ufficiali, sia la degenza postoperatoria, che si era ipotizzata in cinque giorni. Del resto, stiamo comunque parlando di un paziente di quasi 85 anni che conduce abitualmente una vita molto intensa quando la maggior parte delle persone, a quell’età, si trova da tempo in pensione.
Le notizie fornite dal direttore della Sala Stampa, in ogni caso, confermano che l’intervento non ha presentato particolari difficoltà e che, evidentemente, era già stato programmato da tempo. In questo periodo, infatti, il S. Padre pur non lasciando il Vaticano, come facevano i suoi predecessori, riduce in maniera consistente i suoi impegni consueti.
Le udienze generali, ad esempio, sono sospese per tutto il mese di luglio e riprenderanno mercoledì 4 agosto.
Il mondo in apprensione
Davanti al Policlinico Gemelli, intanto, sono appostate televisioni e giornalisti di tutto il mondo per seguire la degenza del S. Padre, ricoverato al decimo piano della struttura ospedaliera. C’è ora una piccola curiosità. Considerando che la degenza durerà sette giorni, bisognerà capire se il Papa domenica prossima sarà ancora ricoverato e se si affaccerà dalle finestre del “Vaticano 3” per la recita dell’Angelus, come fece in passato San Giovanni Paolo II.
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