“Aiutando chi è nel bisogno, diventiamo strumenti del Signore”
Il Papa invia un messaggio in occasione del 50° anniversario di FADICA, la Rete Filantropica Cattolica, sottolineando che la cura dei più vulnerabili riflette la carità divina e dovrebbe essere ispirata dal Buon Samaritano durante la Quaresima
In un messaggio indirizzato alla Rete Filantropica Cattolica (FADICA: Fondazioni e Donatori Interessati alle Attività Cattoliche), Papa Leone XIV ha elogiato l’operato di questa organizzazione americana che, da mezzo secolo, raccoglie fondi e sostiene iniziative della Chiesa in tutto il mondo, in collaborazione con diversi dicasteri della Curia Romana.
Nella sua lettera ad Alexia Kelley, Presidente e CEO di FADICA, il Papa sottolinea che la celebrazione del 50° anniversario coincide con la Quaresima, periodo in cui la Chiesa ci invita a intensificare le opere di misericordia insieme alla preghiera e al digiuno. Leone XIV presenta la filantropia cattolica come espressione concreta dell’amore di Dio, ricordando che «ogni atto d’amore verso il prossimo è, in qualche modo, un riflesso della carità divina», citando direttamente l’enciclica *Dilexi te*.
Traendo ispirazione dalla parabola del Buon Samaritano, il Papa spiega che Gesù ci insegna a discernere come aiutare il prossimo imitando colui che «ha donato disinteressatamente il suo tempo e le sue risorse a uno che non aveva mai incontrato prima». Sottolinea lo «stile di Dio» caratterizzato da vicinanza, compassione e tenerezza, e afferma che aiutare coloro che non possono ricambiare il favore – i più poveri e vulnerabili – ci rende «strumenti del Signore».
Il messaggio sottolinea il contributo di FADICA al rafforzamento dell’educazione cattolica, alla promozione della giustizia sociale, alla difesa della dignità umana e della vita e alla cura dei più vulnerabili. Leone XIV incoraggia i membri della rete a perseverare nella loro “degna missione”, assicurando loro che attraverso il loro servizio ispirano autentici incontri con Cristo e partecipano alla missione della Chiesa. Conclude con una promessa di speranza: “L’Altissimo non è mai superato nella sua generosità verso coloro che lo servono nei più bisognosi”, e li affida tutti alla Vergine Maria, impartendo la sua Benedizione Apostolica.
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