Papa Leone XIV esprime il suo profondo dolore per i bambini innocenti e le vittime dei bombardamenti in Medio Oriente
Il Pontefice prega per l'immediata cessazione delle ostilità e ricorda il sacerdote maronita Pierre El-Rahi, ucciso mentre assisteva i feriti in Libano
In una dichiarazione rilasciata dalla Sala Stampa della Santa Sede il 9 marzo 2026, Papa Leone XIV ha espresso il suo “profondo dolore” per tutte le vittime degli attentati in Medio Oriente, con particolare riferimento a “tanti innocenti, tra cui molti bambini” e a coloro che li stavano aiutando.
Il messaggio papale mette in luce il caso di Padre Pierre El-Rahi (chiamato anche Padre Elrahi in alcune versioni), sacerdote maronita cinquantenne, morto lo stesso giorno a Qlaya (o Qlayaa), in Libano, dopo essere rimasto ferito in un attentato mentre prestava soccorso ai parrocchiani. Secondo la testimonianza del francescano Padre Toufic Bou Merhi, parroco latino di Tiro e Deirmimas, il sacerdote, insieme a diversi giovani, si era recato in soccorso di un parrocchiano la cui casa era stata colpita da un carro armato israeliano in una zona montuosa della sua parrocchia. Durante un secondo impatto, El-Rahi è rimasto gravemente ferito e, nonostante il trasporto immediato in un ospedale vicino, non è sopravvissuto.
Il Papa continua a seguire “con preoccupazione” gli sviluppi nella regione, compresi gli attentati in Libano e in altri Paesi del Medio Oriente. Secondo i dati citati da organizzazioni come l’UNICEF e Save the Children, circa 300 bambini hanno perso la vita dall’inizio dell’attuale escalation di violenza.
Leone XIV esprime la sua preghiera affinché “tutte le ostilità cessino al più presto” nelle regioni colpite e rivolge un implicito appello alla pace attraverso il silenzio delle armi, lasciando spazio al dialogo e alla riconciliazione. La dichiarazione sottolinea la vicinanza del Papa alle sofferenze delle popolazioni civili, in particolare delle vulnerabili comunità cristiane della zona, e condanna indirettamente la continua violenza che alimenta massacri e odio.
Questa affermazione si inserisce nel contesto di una serie di recenti interventi del Papa sui conflitti in Medio Oriente, nei quali ha ripetutamente insistito sul fatto che le armi non generano pace, ma distruzione e sofferenza.
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