29 Aprile, 2026

Seguici su

Il pubblicano tornò a casa giustificato, il fariseo no: Commento di Padre Jorge Miró

Domenica 26 ottobre 2025

Il pubblicano tornò a casa giustificato, il fariseo no: Commento di Padre Jorge Miró

Padre Jorge Miró condivide con i lettori di Exaudi il suo commento al  Vangelo di domenica 26 ottobre 2025, intitolato “Il pubblicano tornò a casa giustificato, il fariseo invece no”.

***

Oggi  la Parola ci invita alla  conversione, a  vivere non nell’arroganza autosufficiente, ma nell’umiltà: perché, come cantiamo nel Salmo:  Il Signore è vicino agli afflitti, salva gli oppressi… chi si rifugia in lui non sarà punito.

Nel Vangelo vediamo  due persone: il  fariseo  e il  pubblicano. Due persone con atteggiamenti molto diversi.

Il  fariseo  pensa di essersi guadagnato la salvezza con le proprie forze. In realtà, non si aspetta nulla da Dio, non ha nulla da chiedergli, gli ricorda ostentatamente i suoi “meriti” e disprezza gli altri, ergendosi a giudice spietato. In fondo, crede che Dio  gli debba  la salvezza.

La vita del fariseo è apparentemente “più ordinata” di quella del pubblicano, ma egli è sopraffatto dall’orgoglio, il peggiore di tutti i peccati; orgoglio che porta al giudizio e al disprezzo, segno che lo Spirito Santo non è nel suo cuore.

Il  pubblicano,  invece, riconosce la sua peccaminosità e chiede a Dio la sua conversione,  affidandosi a Lui più che alle proprie opere. È aperto al cielo e  si aspetta  tutto  da Dio: bussa alla porta e gli viene aperto, perché  la preghiera degli umili trafigge le nubi e non si arresta finché non giunge a destinazione.

Per raggiungere il cielo, la preghiera deve sgorgare da un cuore umile e povero; da un cuore che si riconosce piccolo e bisognoso di misericordia e di salvezza; da un cuore che confessa che tutto viene da Dio:  chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato.

L’  umiltà che ti porta a  uscire dall’autosufficienza e dall’arroganza narcisistiche e autoreferenziali per  riconoscere che tutto è  dono; ti porta  ad accettare la tua povertà, la tua debolezza e ad abbandonarle al Signore perché Lui le guarisca; ti porta a entrare  nella tua storia, nella storia della tua famiglia, del tuo sacerdozio, della tua consacrazione religiosa…  e lì a incontrare Gesù Cristo Risorto, che fa  nuove tutte le cose  attraverso la potenza del suo Spirito.

Umiltà per avere fiducia che i criteri e i piani del Signore siano migliori dei tuoi … Umiltà per affidarti all’amore di Dio, un Amore che diventa misura e criterio della tua stessa vita. Umiltà per essere grato.

Si ascende al cielo  discendendo  (cfr  Fil  2,5-11).

Il Regno di Dio appartiene ai poveri e ai piccoli. Il Signore rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili. Il Signore ha nascosto queste cose a coloro che si credono sapienti e intelligenti, ma le ha rivelate ai piccoli.

Vieni, Spirito Santo!

Jorge Miró

Sacerdote de la archidiócesis de Valencia y profesor en la Facultad de Ciencias Jurídicas, Económicas y Sociales de la Universidad Católica de Valencia