21 Luglio, 2026

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Tomasa Calvo

Voci

20 Luglio, 2026

5 min

Il perdono: cos’è e come praticarlo

Il cammino della compassione e della forza per guarire l'anima, liberarsi dal risentimento e ritrovare la pace interiore

Il perdono: cos’è e come praticarlo

Il perdono è un atto profondo e potente.

Il perdono è un atto liberatorio  sia per chi lo concede sia per chi lo riceve, sebbene non sia sempre facile da praticare, né un atto automatico. Piuttosto, è un processo di guarigione per raggiungere la pace interiore, che è indubbiamente l’obiettivo del perdono. Perdonare è un dono che facciamo a noi stessi; è un modo per impedire alla sofferenza di imprigionarci e per abbracciare la libertà emotiva. Quando perdoniamo, ci liberiamo del risentimento e, in un certo senso, impediamo che ciò che è accaduto controlli le nostre vite.

Il perdono è possibile, ma la dimenticanza no. Perdono e dimenticanza sono processi diversi. Il perdono è una decisione consapevole e un atto interiore, mentre la dimenticanza è più una risposta emotiva che a volte è impossibile controllare completamente. È possibile perdonare senza dimenticare, e anche senza dover tornare a fidarsi completamente della persona che ci ha ferito. Certamente, il tempo fa svanire i ricordi dolorosi, e a volte ricordare il dolore ci aiuta a imparare dall’esperienza. Ad esempio, se qualcuno ci tradisce, ricordare il tradimento può aiutarci a stabilire dei sani confini nelle relazioni future, senza rimanere attaccati al risentimento.

Quando perdoniamo, non giustifichiamo né scusiamo ciò che l’altra persona ha fatto. Il perdono ci permette, in un certo senso, di accettare che siamo tutti imperfetti e che commettiamo errori, e che questi errori non devono definire la nostra vita o la nostra felicità. Inoltre,  il perdono ci rende più facile vivere il presente , lasciandoci alle spalle le ombre del passato, e guardare al futuro con coraggio e speranza. Ad esempio, se il perdono non viene praticato in una relazione, i conflitti si aggravano, la comunicazione si interrompe e si crea un clima di risentimento e sfiducia.

M. Gandhi disse: “I deboli non possono perdonare. Il perdono è una prerogativa dei forti”. In altre parole, perdonare richiede  forza e coraggio , soprattutto quando siamo stati profondamente feriti. In questi casi, dobbiamo essere forti per impedire che la rabbia o il dolore ci controllino, il che equivale ad attivare il nostro  potere personale . Inoltre, quando riusciamo a metterci nei panni di qualcun altro, comprendiamo che spesso le persone agiscono spinte dalle proprie ferite, insicurezze e limitazioni. Il perdono può nascere quando comprendiamo che tutti abbiamo le nostre difficoltà e che, in molte occasioni, il danno subito non è stato necessariamente intenzionale, anche se può averci ferito profondamente.

Il perdono   non è solo un  atto di generosità  verso gli altri, ma anche un  dono a se stessi , poiché ci guarisce e migliora la qualità della nostra vita. Perdonare è un bene e un bisogno perché: ci libera emotivamente e ci permette di guarire; migliora la nostra salute fisica e mentale; rafforza le nostre relazioni personali; ci dona pace interiore; impariamo ad essere più compassionevoli con noi stessi e con gli altri; elimina la sofferenza e il risentimento; è un percorso di crescita personale poiché ci permette di trascendere il nostro orgoglio e di andare avanti con umiltà, (…).

In teoria,  tutto può essere perdonato , poiché il perdono è più un atto di liberazione per chi perdona che una ratifica del danno subito. Ma in pratica, ci sono situazioni in cui perdonare può sembrare impossibile o molto doloroso, soprattutto se il danno è molto grave. Alcuni credono che  nulla sia irreparabile  e che tutto possa essere perdonato con il tempo. Altri, invece, pensano che ci siano certi atti talmente devastanti che perdonarli richieda un processo estremamente lungo o sia addirittura impossibile. Tali atti possono essere difficili da perdonare: abusi fisici o emotivi gravi o irreversibili, grandi tradimenti, omicidi o danni irreparabili, ingiustizie sistematiche e abusi di potere (…).

Perdonare di cuore, che costituisce la forma più alta di perdono , può essere un atto difficile, ma è senza dubbio uno degli atti più potenti che possiamo compiere. Perdonare sinceramente richiede non solo forza di volontà, ma anche una serie di  virtù  che ci aiutano a trascendere il dolore, il risentimento e la rabbia. Perdonare di cuore è un processo profondo che coinvolge le nostre emozioni, le nostre convinzioni e, soprattutto, la nostra capacità di amare. Per questo si dice: “Chi non sa perdonare non sa amare”. Per perdonare in questo modo, è necessario mettere in pratica certe virtù come:

  • La compassione  per comprendere l’altro e mettersi nei suoi panni.
  • L’umiltà  di calpestare l’orgoglio e riconoscere la nostra imperfezione.
  • Avere pazienza  per concederci il tempo necessario al processo di guarigione delle nostre ferite.
  • La perseveranza  nel seguire il percorso anche quando è difficile.
  • Generosità  nel concedere il perdono senza aspettarsi nulla in cambio.
  • Il coraggio  di affrontare il dolore e di non lasciarci controllare da esso.
  • La saggezza  di riconoscere i benefici del perdono e di prendere decisioni consapevoli.
  • Gratitudine  nel considerare la sofferenza come un’opportunità di crescita.

La prima di queste virtù,  la compassione , è per molti versi  il cuore del perdono  perché ci aiuta a vedere gli altri con empatia e a liberarci dal dolore lasciando andare il risentimento. Ci permette di comprendere che il perdono non è per l’altra persona, ma per noi stessi: è un atto di liberazione e guarigione personale.

Esprimere il perdono con le parole e con i fatti va ben oltre il semplice dire “Ti perdono” o “Mi dispiace”. Significa dimostrarlo attraverso le nostre azioni quotidiane, agendo sempre con amore. Perdonare con i fatti richiede  autenticità, generosità e saggezza , perché non si tratta solo di dire qualcosa, ma di un profondo cambiamento che si riflette nel modo in cui scegliamo di relazionarci con gli altri dopo il dolore che hanno subito.

Poiché il perdono è la migliore garanzia di pace e gioia, per raggiungerle dobbiamo imparare a perdonare di più e meglio. Ma, dato che chi sa amare sa indubbiamente anche perdonare con tutto il cuore, è sufficiente imparare ad amare per poter perdonare. Possiamo iniziare a essere fonte di pace nelle nostre famiglie cercando di non terminare la giornata prigionieri del risentimento, ma diffondendo il profumo del perdono. Così, come diceva Tolstoj, vivremo in pace: “Perdoniamoci a vicenda; solo così vivremo in pace”.

Tomasa Calvo

Matemática y doctora en Informática. Defensora de la verdad, del bien y de lo bello y, cómo no, de la libertad, entendida como la facultad que nos ayuda a hacer el bien. Su espíritu inquieto le llevó a promover el evento cultural "Conversaciones con Luz Propia" en Teruel.