02 Maggio, 2026

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Il Papa: La dignità del lavoro e la dignità della preghiera siano la vostra forza per abbattere i muri della sfiducia e della paura

Incontro "La speranza è in cammino"

Il Papa: La dignità del lavoro e la dignità della preghiera siano la vostra forza per abbattere i muri della sfiducia e della paura

Questo sabato, 18 ottobre 2025, è tempo di festa in Vaticano con i Rom che, provenienti da diverse parti d’Europa e anche da fuori, celebrano questo evento giubilare dal titolo simbolico  “La speranza è itinerante”.  Un segno dell’attenzione della Chiesa verso una fascia di popolazione spesso relegata, e talvolta auto-relegata, ai margini del perimetro sociale. La stessa attenzione che Papa Leone, citando i suoi predecessori, chiede alle istituzioni, alla società e alla Chiesa stessa, lanciando al contempo un appello a queste popolazioni perché siano protagoniste del cambiamento.

Pubblichiamo di seguito il discorso del Papa ai partecipanti all’udienza e il suo colloquio con i bambini presenti:

***

Cari fratelli e sorelle Rom, Sinti e Caminanti, benvenuti!
O Del si tumentsa!
 Il Signore sia con voi!

Siete venuti a Roma da tutte le parti d’Europa – alcuni anche da fuori Europa – come pellegrini di speranza in questo Giubileo. Con la vostra presenza ci ricordate che “la speranza è itinerante” [1] – il titolo del nostro incontro –; e oggi ci sentiamo tutti rimessi in cammino dal dono che portate con voi al Papa: la vostra fede forte, la speranza incrollabile in Dio solo, la solida fiducia che non cede alle fatiche di una vita spesso ai margini della società.

Che la pace di Cristo sia nei vostri cuori, fratelli e sorelle Rom, Sinti e Caminanti! E la pace sia anche nei cuori dei tanti operatori pastorali che sono qui presenti e instancabilmente camminano con voi.

La celebrazione giubilare odierna cade sessant’anni dopo lo storico primo incontro mondiale che Papa San Paolo VI ebbe con le vostre comunità, a Pomezia, il 26 settembre 1965. Quasi testimone di quell’evento vi è qui oggi la statua della Madonna, che lo stesso Pontefice incoronò quale “Regina dei Rom, Sinti e Caminanti”. In questi sessant’anni gli incontri con i miei Predecessori si sono succeduti sempre più frequentemente, in diversi contesti, segno di un dialogo vivo e della cura pastorale speciale per voi, «porzione prediletta del popolo pellegrinante di Dio». [2] Sì, Dio Padre vi ama e vi benedice, e anche la Chiesa vi ama e vi benedice.

Voi potete essere testimoni viventi della centralità di queste tre cose: confidare solo in Dio, non attaccarsi ad alcun bene mondano, mostrare una fede esemplare in opere e parole. Non è scontato vivere così. Si impara, accogliendo la benedizione di Dio e lasciando che operi al cambiamento del nostro cuore. «Il cuore della Chiesa, per sua stessa natura, è solidale con coloro che sono poveri, esclusi ed emarginati, con quanti sono considerati uno “scarto” della società. […] Si trova nel cuore di ognuno dei fedeli l’esigenza di ascoltare quel grido che deriva dalla stessa opera liberatrice della grazia in ciascuno di noi, per cui non si tratta di una missione riservata solo ad alcuni» (Esort. ap. Dilexi te, 111).

Per quasi mille anni siete stati pellegrini e nomadi in un contesto che, progressivamente, ha costruito modelli di sviluppo rivelatisi per molti aspetti ingiusti e insostenibili. Per questo le società cosiddette “progredite” vi hanno puntualmente scartato, mettendovi sempre ai margini: ai margini delle città, ai margini dei diritti, ai margini dell’educazione e della cultura. Eppure, proprio il modello di società che vi ha marginalizzato e reso itineranti senza pace e senza accoglienza –  prima nelle carovane stagionali poi negli accampamenti situati nelle periferie delle città, dove talora vivete ancora senza corrente elettrica e acqua – è quello che ha creato nell’ultimo secolo le più grandi ingiustizie sociali a livello globale: enormi disuguaglianze economiche tra persone e popoli, crisi finanziarie senza precedenti, disastri ambientali, guerre.

Ma noi, nella fede in Gesù Cristo, sappiamo che «la pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’angolo» (Mt 21,42), e dunque sempre più ci rafforziamo nell’idea che proprio i valori che i poveri portano avanti con grande dignità e orgoglio sono quelli a cui tutti dobbiamo guardare per cambiare rotta. La vostra presenza nelle periferie dell’Occidente è infatti un segno a cui fare riferimento in ordine all’eliminazione di molte strutture di peccato, per il bene e il progresso dell’umanità verso una convivenza più pacifica e più giusta, in armonia con Dio, col creato e con gli altri.

Papa Benedetto XVI, quando vi incontrò nel 2011, vi disse che «siete un popolo che nei secoli passati non ha vissuto ideologie nazionaliste, non ha aspirato a possedere una terra o a dominare altre genti». [3] Anche oggi liberatevi da ogni tentazione di possesso, da ogni ingiusto attaccamento alle cose, per restare itineranti nello Spirito, poveri di spirito, e per questo beati.

«Le etnie che hanno sviluppato un tesoro culturale stando legate alla natura, con forte senso comunitario, avvertono con facilità le nostre ombre, che noi non riconosciamo in mezzo al preteso progresso». [4] Dunque, oggi vi esorto: non scoraggiatevi! Essendo più vicini alla condizione di Cristo povero e umiliato, voi ricordate all’umanità quale è il «paradigma della vita cristiana». [5]

Vi incoraggio a credere nella bellezza salvifica che la vostra cultura e la vostra situazione itinerante portano con sé. Papa Francesco, nel 2019, vi ha rivolto un appello accorato: «Vi chiedo, per favore, il cuore più grande, più largo ancora: niente rancore. E andare avanti con la dignità: la dignità della famiglia, la dignità del lavoro, la dignità di guadagnarsi il pane di ogni giorno – è questo che ti fa andare avanti – e la dignità della preghiera». [6] La dignità del lavoro e la dignità della preghiera siano la vostra forza per rompere i muri della diffidenza e della paura.

Quanto ho appena detto mi pare evidenzi una vera e propria missione che avete nella Chiesa. Già Papa Benedetto XVI aveva sottolineato che «anche voi siete chiamati a partecipare attivamente alla missione evangelizzatrice della Chiesa». [7] E ancora più recentemente, Papa Francescoincontrandovi nel giugno 2019 a Blaj, in Romania, vi ha spronato: «Voi come popolo avete un ruolo da protagonista da assumere e non dovete avere paura di condividere e offrire quelle specifiche caratteristiche che vi costituiscono e che segnano il vostro cammino, e delle quali abbiamo tanto bisogno». [8]

Oggi, pertanto, faccio mio l’invito dei miei Predecessori: siate protagonisti del cambiamento d’epoca in corso, camminando insieme alle altre persone di buona volontà dei luoghi dove vi trovate, andando oltre la diffidenza reciproca, facendo conoscere la bellezza della vostra cultura, condividendo la fede, la preghiera e il pane frutto di lavoro onesto.

Infine, nel ringraziare il Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale e la Fondazione Migrantes per il grande sforzo messo in opera al fine di organizzare un Giubileo così bello, invito voi, operatori pastorali con i Rom, i Sinti e i Caminanti, a portare avanti con rinnovata energia gli obiettivi formulati dal V Congresso Mondiale della Pastorale per gli Zingari. [9] Faccio riferimento in modo particolare a quelli relativi all’educazione e alla formazione professionale, all’attenzione pastorale per la famiglia e la comunità, all’inculturazione della liturgia e della catechesi – inclusa la questione linguistica – e al dialogo ecumenico e interreligioso nel mondo dei Rom, Sinti e Caminanti. Auspico, da ultimo, che ogni Diocesi sviluppi adeguate attenzioni pastorali dedicate alle comunità Rom, Sinti e Camminanti, per una vera crescita umana integrale.

Care sorelle e cari fratelli, che il pellegrinaggio giubilare vi rafforzi nella fede e nella speranza e a camminare con coraggio nella via del Vangelo. La Vergine Maria vi protegga e vi accompagni la mia benedizione!

 

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Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, 18 ottobre 2025

 

 

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[1]  Cfr Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti,  Punti fondamentali per una pastorale degli Zingari: una prospettiva ecclesiale, «Alleanza con Dio e itineranza dei popoli», Budapest, 30 giugno – 7 luglio 2003.

[2]  Ivi, «La pastorale della Chiesa verso gli Zingari: un compito essenziale».

[3]  Benedetto XVI,  Incontro con i rappresentanti dei Rom di tutta Europa, 11 giugno 2011.

[4]  Francesco, Esortazione apostolica post sinodale  Querida Amazonia  (2 febbraio 2020), 36.

[5]  Cfr Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti,  Punti fondamentali per una pastorale degli Zingari: una prospettiva ecclesiale,  “La vita degli Zingari, paradigma di vita cristiana”, Budapest, 30 giugno – 7 luglio 2003.

[6]  Francesco,  Incontro di preghiera con i Rom e i Sinti, 9 maggio 2019.

[7]  Benedetto XVI,  Incontro con i rappresentanti dei Rom di tutta Europa, 11 giugno 2011.

[8]  Francisco,  Saluto alla comunità zingara, Blaj, 2 giugno 2019.

[9]  Documento finale del V Congresso mondiale sulla pastorale dei Rom , Budapest, 30 giugno – 7 luglio 2003

Exaudi Redazione

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