03 Settembre, 2026

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Il dono rubato che non si può vendere: l’urgente grido per l’acqua

L'intenzione di preghiera di Papa Leone XIV per questo mese di settembre mette in luce il paradosso di una risorsa sacra trasformata in merce e chiede la fine della disuguaglianza globale della sete

Il dono rubato che non si può vendere: l’urgente grido per l’acqua

Il dono divino che perde la sua anima:  l’acqua disseta, nutre la terra e purifica le ferite. Simbolo vivente dell’amore che ci rinnova attraverso il Battesimo, è la fonte indispensabile di freschezza, fecondità e speranza. Tuttavia, in un mondo segnato dal guadagno economico immediato, abbiamo dimenticato la sacralità di questa risorsa universale, riducendola a una merce di scambio.

Una merce che uccide di sete.  Papa Leone XIV si sofferma sulla tragedia umana e spirituale che circonda questa risorsa vitale. È doloroso assistere a milioni di persone che si ammalano per mancanza di igiene di base o che devono camminare per chilometri ogni giorno sotto il sole cocente solo per procurarsi una brocca d’acqua pulita. Trasformare in merce un dono concesso a tutti i figli della Terra costituisce una profonda ingiustizia che perpetua la povertà e la disuguaglianza.

Diventare “pellegrini dell’essenziale”  Prendersi cura della nostra casa comune non è solo uno slogan ambientalista, ma un vero e proprio imperativo morale e di fede. Per arrestare questa crisi, la proposta richiede da parte nostra impegni concreti e immediati:

 

 

  • Scegliere la sobrietà:  adottare uno stile di vita consapevole, rifiutando apertamente gli sprechi e l’inquinamento delle risorse della comunità.

  • Esigete giustizia sociale:  difendete l’accesso universale all’acqua potabile come diritto umano non negoziabile e senza confini.

  • Educare per il futuro:  formare le nuove generazioni alla gratitudine e alla responsabilità verso la natura.

Proteggere l’acqua è, in definitiva, un atto d’amore per il Creatore e una mano tesa verso i più vulnerabili. Prendersi cura di ogni goccia significa difendere la vita di coloro che soffrono di più.

L’acqua è un dono sacro che sostiene la vita. In essa riconosciamo un segno della generosità di Dio: disseta, rende fertile la terra e, nel Battesimo, diventa simbolo della sua grazia rinnovatrice. Prendersi cura dell’acqua significa anche proteggere la vita e riconoscere che questa risorsa appartiene a tutti, senza distinzione.

Papa Leone, nella sua intenzione di preghiera per il mese di settembre, ci invita a pregare per la cura dell’acqua, affinché impariamo a valorizzarla con gratitudine, giustizia e sobrietà, e affinché sappiamo difendere il diritto di ogni fratello e sorella a bere senza disuguaglianze.

Non sei solo: pregando ti unisci a milioni di persone nella Rete Mondiale di Preghiera del Papa che, da ogni angolo del mondo, pregano per le sfide dell’umanità e per la missione della Chiesa.

Prenditi un momento, prega con il Papa.

Preghiera:

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Signore della Vita,
ci hai donato l’acqua,
fonte di fecondità, freschezza e speranza.
Essa disseta, feconda la terra e cura le ferite.

Ti ringraziamo
perché l’acqua è anche simbolo della tua grazia e del tuo amore,
che ci rinnovano attraverso il Battesimo.
Oggi ti chiediamo di insegnarci a custodirla
con gratitudine, giustizia e responsabilità.

Perdonaci per averla trasformata in merce,
dimenticando che è un dono universale,
un diritto senza confini, destinato a tutti i tuoi figli.
Guardiamo con dolore tanti fratelli e sorelle
senza acqua potabile,
che percorrono chilometri per trovarla,
e si ammalano per la sua scarsità.

Fa’ che il tuo Spirito ci renda pellegrini dell’essenziale,
capaci di vivere con sobrietà,
di denunciare lo spreco e l’inquinamento,
di difendere il diritto di ogni persona
a bere senza paura, senza disuguaglianze.

Che la nostra cura per l’acqua
sia segno di amore per il Creatore
e impegno per la vita dei più poveri,
educando le nuove generazioni
a valorizzare e proteggere le risorse della Terra.

Amen.

Exaudi Redazione

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