15 Aprile, 2026

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Guerra e sanzioni, la Siria è allo stremo

L'appello dell'arcivescovo maronita di Damasco alla comunità internazionale

Guerra e sanzioni, la Siria è allo stremo
Code a Damasco per avere generi di prima necessità © ACN

Già lo scorso mese di marzo il nunzio apostolico cardinale Zenari aveva lanciato l’allarme povertà in Siria, descrivendo come la popolazione fosse allo stremo. Ora mons. Samir Nassar, arcivescovo maronita di Damasco, attraverso la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), rilancia un appello a intervenire in favore della popolazione stremata da dieci anni di guerra e da una crisi economica che ha condotto al caos totale.

File interminabili

“Giorno e notte le famiglie devono mettersi in coda in una serie di file interminabili” per procurarsi il cibo, spiega mons. Nassar. Che aggiunge: “Questa scena caotica è diventata la norma”. E secondo il presul, le sanzioni internazionali sono uno dei principali fattori che hanno determinato l’attuale crisi. “Le leggi estere che penalizzano gli Stati e le persone che osano inviare aiuti in Siria si aggiungono alle ingiuste sanzioni e moltiplicano la carenza di beni”.

Lo spaventoso aumento dei prezzi

Una combinazione di fattori, tra cui sanzioni internazionali e il crollo finanziario del Libano, principale partner commerciale, ha portato a un’impennata dei prezzi alimentari. Prima dell’inizio del conflitto nel 2011, una pagnotta da 2 kg costava circa 15 lire siriane; oggi una pagnotta da 1 kg costa tra le 100 e le 500 lire siriane. Nel febbraio 2020 il governo siriano ha introdotto le “smart card” che consentono alle famiglie l’accesso, a prezzi agevolati, a quantità razionate di beni di prima necessità, tra i quali pane, riso e tè. Per ottenere questi beni devono tuttavia aspettare in lunghe file, spesso per diverse ore. Per tutti questi motivi, prosegue il prelato, la comunità internazionale deve assumersi la sua parte di responsabilità per la situazione attuale.

L’inutilità delle sanzioni

Mons. Samir ha spiegato anche che l’attuale situazione non consente ai siriani di iniziare a superare la guerra civile, conflitto che l’Inviato delle Nazioni Unite e della Lega Araba ha stimato abbia ucciso 400.000 persone. I commenti dell’arcivescovo maronita fanno eco a quelli condivisi recentemente con ACS dall’arcivescovo cattolico greco-melchita di Aleppo mons. Jean-Clément Jeanbart: “Le sanzioni non hanno altro risultato che far soffrire le persone e renderle povere e miserabili. Non avranno alcun effetto sul governo e sulle sue politiche, perché il governo è lontano dagli effetti delle sanzioni”.

Dall’inizio del conflitto in Siria ACS ha assicurato aiuti di emergenza offrendo pacchi viveri, latte e medicine, e ha sostenuto costi di prima necessità, inclusi riscaldamento e illuminazione, dando la priorità ai più poveri, ai malati e agli anziani.

Andrea Acali

Andrea Acali es un periodista y comunicador italiano con una larga trayectoria en el ámbito de la información religiosa, social y deportiva. Durante casi treinta años trabajó en el diario Il Tempo como vaticanista y jefe de sección, especializándose en la cobertura de la actualidad del Vaticano y de la Iglesia católica. Desde 2016 colabora como periodista web en RomaSette y también escribe para el periódico Avvenire. Desde 2019 ejerce como comunicador en la Delegazione della Generalitat de Catalunya in Italia, con sede en Roma, donde combina su experiencia periodística con la comunicación institucional