14 Aprile, 2026

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Fa’ ciò che devi e sarà in ciò che fai

La santità come cammino semplice e profondo secondo lo spirito cristiano

Fa’ ciò che devi e sarà in ciò che fai

In un capitolo precedente di  Flexo,  abbiamo parlato dell’inizio del punto 815 del  Cammino, che inizia con una domanda diretta: “Vuoi davvero essere un santo?”. La risposta è chiara e breve: “Compi il piccolo dovere di ogni momento. Fai ciò che devi e sii fedele a ciò che fai”.

Questo capitolo approfondisce la seconda parte di questa frase. La santità non consiste nel compiere opere straordinarie, avere esperienze mistiche, accumulare formazione o raggiungere un’efficacia evangelizzatrice eccezionale. Si tratta semplicemente di compiere ciò che dobbiamo in ogni momento e di farlo con piena attenzione e amore. Può sembrare poco, ma è tutto.

Fai quello che devi

“Fare ciò che si deve” non significa vivere sotto una lista infinita di obblighi, ma piuttosto rispondere a ciò che Dio ci propone in ogni momento: facile o difficile, piacevole o doloroso. Questo è il cuore del discernimento cristiano: riconoscere la volontà di Dio in circostanze specifiche.

Il discernimento ha diversi livelli:

  • Momenti chiave della vita, come la scelta di una vocazione o di una carriera.

  • Decisioni importanti, ma non definitive, come accettare un lavoro o scegliere dove trascorrere le vacanze.

  • Discernimento quotidiano, che consiste nello scoprire la volontà di Dio nel corso della giornata, nelle piccole cose: il tempo, una contrattempo, una gioia o una difficoltà.

Lo stile di vita di Cristo si basava su questo atteggiamento: ascoltare il Padre e rispondere affermativamente. Il Vangelo lo illustra in numerose occasioni, come alle nozze di Cana, dove Egli agisce non secondo i propri piani, ma perché è giunto il momento secondo la volontà di Dio.

Il comandamento, ci ricorda il Deuteronomio, è vicino: nelle persone e nelle circostanze che ci circondano. Il discernimento cristiano consiste nel non “passare oltre” come il sacerdote e il levita nella parabola del Buon Samaritano, ma piuttosto nell’ascoltare ciò che Dio propone in ogni situazione.

È in quello che fai

Non basta semplicemente farlo: bisogna farlo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Non si tratta di farlo meccanicamente, ma di metterci tutta la persona. Come spiega lo scrittore norvegese Jon Fosse a proposito della letteratura, forma e contenuto devono coincidere; nella vita cristiana, azione e amore devono andare di pari passo.

San Josemaría Escrivá lo riassunse così: «Le persone dell’Opera non si sforzano di lavorare, ma di amare». La loro azione esteriore può sembrare la stessa di chiunque altro, ma la forza motrice interiore è diversa: è l’amore per Dio. E questo amore può essere sperimentato nel lavoro, nella conversazione, nella preghiera o nel riposo.

La santità, dunque, è un modo di camminare: fare ciò che dobbiamo ed essere in ciò che facciamo. In questo modo, illuminiamo il mondo, consoliamo Dio e irradiamo una gioia che attrae gli altri, come la luce delle lucciole nella notte.

L’esempio di Maria

La Vergine Maria incarna perfettamente questo insegnamento. Non ha compiuto opere che fossero evidenti al mondo. Se le chiedessimo come è diventata Madre di Dio, risponderebbe semplicemente: “Ho fatto quello che dovevo fare, e stavo facendo quello che ho fatto”.

Nei momenti difficili, Santa Teresa di Gesù diceva: “Questi sono tempi difficili, tempi di santi”. La risposta non è la paura o il lamento, ma l’impegno personale: essere luce in mezzo all’oscurità, cominciando dalle cose più semplici e costanti.

Luis Herrera Campo

Nací en Burgos, donde vivo. Soy sacerdote del Opus Dei.