Dire “Sì” alla speranza in mezzo al frastuono: l’appello del Papa ai giovani riuniti a Monterrey
Nel suo messaggio per la Terza Giornata Nazionale della Gioventù del Messico, il Pontefice esorta le nuove generazioni a cercare il silenzio e a testimoniare di fronte alla violenza e all'indifferenza
Questo fine settimana la città di Monterrey diventa l’epicentro di un incontro di fede e comunione. In occasione della Terza Giornata Nazionale della Gioventù, che si terrà il 15 e 16 agosto presso lo Stadio Banorte nell’Arcidiocesi di Monterrey, il Santo Padre si è rivolto agli organizzatori e ai partecipanti con parole di incoraggiamento per accompagnarli nel loro cammino spirituale.
Il Papa inizia il suo messaggio sottolineando la bellezza di questo incontro, concepito come spazio di convivenza non solo tra i giovani e i loro pastori, ma anche con la fonte stessa della loro motivazione: l’unione con Cristo. Il fine centrale di questo cammino, ci ricorda il Pontefice, è partecipare alla vita del Maestro per raggiungere la santità, obiettivo che si concretizza nel motto evangelico che guida le giornate: «Anche voi siete testimoni, perché siete con me» (cfr. Gv 15,27).
Fari di speranza di fronte alle ferite del mondo
Lungi dall’offrire una prospettiva astratta, il messaggio si rivolge direttamente alla realtà delle nuove generazioni. Il Santo Padre incoraggia i giovani ad accogliere queste parole del Vangelo con la propria vita, sottolineando che la fede acquista credibilità quando scaturisce da una relazione viva con Cristo, soprattutto in un contesto segnato da complesse problematiche sociali.
“Solo uniti a Cristo possiamo far sì che il mondo creda in Lui, anche in mezzo ai problemi che lo circondano a causa della violenza, dell’indifferenza e della mancanza di significato.”
Di fronte a questa situazione, il Santo Padre propone una pedagogia concreta: sapersi fermare. Invita i presenti a prendersi del tempo in silenzio per discernere, citando san Paolo, ciò che è veramente utile ed edificante. È da questo raccoglimento e da questa unione con il Maestro che si può fiorire come autentici testimoni e segni visibili di speranza per gli altri.
Il messaggio si conclude con un incoraggiamento a vivere questi giorni con “gioia gioiosa”, affidando i partecipanti alla protezione e al rifugio materno di Nostra Signora di Guadalupe e concedendo loro la Benedizione Apostolica del Vaticano.
Testo integrale:
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE LEONE XIV
AGLI ORGANIZZATORI E I PARTECIPANTI ALL’EVENTO
III GIORNATA NAZIONALE DELLA GIOVENTÙ
Monterrey (Messico), 15 e 16 agosto 2026
_________________
Cari giovani:
Ora che state celebrando la Giornata Nazionale della Gioventù in quella terra amata, il Messico, riuniti nell’Arcidiocesi di Monterrey, desidero condividere con voi alcune parole affinché possiamo camminare insieme su questo cammino di fede. È una bellissima opportunità per tutti voi, insieme ai vostri pastori, di riunirvi, un incontro che scaturisce dalla comunione con Cristo, per mostrare al mondo il nostro scopo nella vita: unirci a Lui e, così, partecipando alla Sua vita, raggiungere la santità alla quale siamo chiamati. Il titolo di questo incontro lo chiarisce, perché è Cristo stesso che ci dice: «Anche voi siete testimoni, perché siete con me» (cfr. Gv 15,27).
Cari giovani, fate vostre queste parole, perché solo uniti a Cristo possiamo far credere il mondo in Lui, anche in mezzo ai problemi che vedete intorno a voi, causati dalla violenza, dall’indifferenza e dalla mancanza di significato. Sappiate fermarvi e prendervi del tempo in silenzio per discernere ciò che è veramente utile ed edificante (cfr. 1 Cor 10,23). In questo modo, uniti al Maestro, potrete essere suoi testimoni, segni di speranza.
Mentre vi incoraggio a partecipare a questa giornata con gioioso entusiasmo, vi affido alla protezione materna di Santa Maria di Guadalupe e vi impartisco con tutto il cuore la Benedizione Apostolica.
Città del Vaticano, 1° agosto 2026
LEONE XIV
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