22 Aprile, 2026

Seguici su

“Dio salva”: non ha altre intenzioni, non ha altro nome

Nell'Epifania, Papa Leone XIV ci invita a offrire tutto a Gesù e a essere artigiani di speranza in un mondo diseguale

“Dio salva”: non ha altre intenzioni, non ha altro nome

Nella solennità dell’Epifania del Signore, Papa Leone XIV ha recitato la tradizionale preghiera dell’Angelus davanti a migliaia di fedeli riuniti in Piazza San Pietro. Nella sua riflessione, il Pontefice ha sottolineato che la manifestazione di Dio in Gesù rivela un’unica verità fondamentale: la salvezza divina, che dissipa le paure e apre vie di comunione e di pace.

“Dio salva”: non ha altre intenzioni, non ha altro nome”, ha affermato il Papa, ricordando che la parola “epifania” significa proprio “manifestazione”. Questa rivelazione, ha spiegato, genera speranza anche nei momenti difficili, perché la vita di Dio non è più nascosta: si è rivelata definitivamente nel Bambino di Betlemme. Inginocchiarsi davanti a Lui, come fecero i Magi, significa riconoscere in Gesù la vera umanità, aperta alla comunione e libera dall’egoismo.

Il Santo Padre ha collegato i doni dei Magi – oro, incenso e mirra – con un profondo invito alla generosità, soprattutto alla fine dell’Anno Giubilare. “Chi dona tutto dona molto”, ha detto, ricordando l’esempio della vedova del Vangelo che offrì le sue ultime monete. I Magi, rischiando il viaggio e offrendo i loro tesori, ci insegnano che tutto ciò che siamo e possediamo deve essere offerto a Cristo. Questa generosità, ha aggiunto, implica riorganizzare la vita sociale, ridistribuire le risorse e restituire ai sogni di Dio ciò che abbiamo e ciò che siamo.

La speranza cristiana, insisteva Leone XIV, “deve avere i piedi per terra”: viene dal cielo per trasformare la storia quaggiù. I doni dei Magi simboleggiano il contributo che ciascuno di noi può dare affinché Gesù cresca tra noi, promuovendo l’equità anziché la disuguaglianza e “l’arte della pace” di fronte all'”industria della guerra”. «Artigiani di speranza, camminiamo verso il futuro per un’altra via», ha concluso, citando il diverso viaggio di ritorno dei Magi.

Dopo la sua riflessione, il Papa ha rivolto un saluto speciale ai bambini e ai giovani partecipanti alla Giornata Missionaria, alle comunità cristiane d’Oriente che presto celebreranno il Natale e a diversi gruppi di pellegrini, augurando a tutti un nuovo anno illuminato dal Cristo Risorto.

Con questa meditazione, Leone XIV chiude il ciclo giubilare, invitando la Chiesa universale a vivere l’Epifania non solo come ricordo, ma come impegno concreto per una salvezza condivisa.

Testo completo dell’Angelus:

SOLENNITÀ DELL’EPIFANIA DEL SIGNORE

PAPA LEONE XIV

ANGELUS

Loggia Centrale della Basilica di San Pietro
Martedì, 6 gennaio 2026

 

___________________________________

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

In questo periodo abbiamo vissuto diversi giorni festivi e la solennità dell’Epifania, già nel suo nome, ci suggerisce che cosa rende possibile la gioia anche in tempi difficili. Come sapete, infatti, la parola “epifania” significa “manifestazione”, e la nostra gioia nasce da un Mistero che non è più nascosto. Si è svelata la vita di Dio: molte volte e in diversi modi, ma con definitiva chiarezza in Gesù, così che ora sappiamo, anche fra molte tribolazioni, di poter sperare. “Dio salva”: non ha altre intenzioni, non ha un altro nome. Viene da Dio ed è epifania di Dio solo ciò che libera e salva.

Inginocchiarsi come i Magi davanti al Bambino di Betlemme significa, anche per noi, confessare di avere trovato la vera umanità, in cui risplende la gloria di Dio. In Gesù è apparsa la vera vita, l’uomo vivente, ossia quel non esistere per sé stessi, ma aperti e in comunione, che ci fa dire: «come in cielo così in terra» (Mt 6,10). Sì, la vita divina è alla nostra portata, si è manifestata, per coinvolgerci nel suo dinamismo liberante che scioglie le paure e ci fa incontrare nella pace. È una possibilità, un invito: la comunione non può essere una costrizione, ma che cosa si può desiderare di più?

Nel racconto evangelico e nei nostri presepi, i Magi presentano al Bambino Gesù dei doni preziosi: oro, incenso e mirra (cfr Mt 2,11). Non sembrano cose utili a un bambino, ma esprimono una volontà che ci fa molto pensare, giunti al termine dell’Anno giubilare. Dona molto chi dona tutto. Ricordiamo quella povera vedova, notata da Gesù, che aveva gettato nel tesoro del Tempio le sue ultime monetine, tutto quello che aveva (cfr Lc 21,1-4). Non sappiamo che cosa possedessero i Magi, venuti dall’oriente, ma il loro partire, il loro rischiare, i loro stessi doni ci suggeriscono che tutto, davvero tutto ciò che siamo e possediamo, chiede di essere offerto a Gesù, tesoro inestimabile. E il Giubileo ci ha richiamato a questa giustizia fondata sulla gratuità: esso ha originariamente in sé stesso l’appello a riorganizzare la convivenza, a ridistribuire la terra e le risorse, a restituire “ciò che si ha” e “ciò che si è” ai sogni di Dio, più grandi dei nostri.

Carissimi, la speranza che annunciamo dev’essere coi piedi per terra: viene dal cielo, ma per generare, quaggiù, una storia nuova. Nei doni dei Magi, allora, vediamo ciò che ognuno di noi può mettere in comune, può non tenere più per sé ma condividere, perché Gesù cresca in mezzo a noi. Cresca il suo Regno, si realizzino in noi le sue parole, gli estranei e gli avversari diventino fratelli e sorelle, al posto delle diseguaglianze ci sia equità, invece dell’industria della guerra si affermi l’artigianato della pace. Tessitori di speranza, incamminiamoci verso il futuro per un’altra strada (cfr Mt 2,12).

___________________________

Dopo l’Angelus

Cari fratelli e sorelle!

Nella festa dell’Epifania, che è la Giornata Missionaria dei Ragazzi, voglio salutare e ringraziare tutti i bambini e i ragazzi che, in tante parti del mondo, pregano per i missionari e si impegnano ad aiutare i loro coetanei più svantaggiati. Grazie, cari amici!

Il mio pensiero va poi alle comunità ecclesiali dell’Oriente, che domani celebreranno il Santo Natale, secondo il calendario giuliano. Cari fratelli e sorelle, il Signore Gesù doni a voi e alle vostre famiglie serenità e pace!

Saluto con affetto tutti voi, fedeli di Roma e pellegrini venuti da diversi Paesi, in particolare i membri del Consiglio di Presidenza della International Rural Catholic Association, con i migliori auguri per il loro impegno.

Saluto i fedeli di Lampedusa con il Parroco, i giovani del Movimento “Tra Noi”, e i partecipanti al tradizionale Corteo storico-folcloristico sui valori dell’Epifania, che quest’anno ha come protagonista la Sicilia.

Saluto i pellegrini polacchi e anche i numerosi partecipanti al “Corteo dei Re Magi” che oggi si svolge a Varsavia e in tante città della Polonia, e anche a Roma!

A tutti auguro ogni bene per il nuovo anno nella luce di Cristo Risorto.

Auguri a tutti, buona festa!

Exaudi Redazione

Che cosa è Exaudi News? Exaudi News è un agenzia cattolica internazionale che informa, istruisce e trasforma quotidianamente in spagnolo, inglese e italiano. Attraverso notizie, articoli di analisi e trasmissioni in diretta degli eventi del Papa, Exaudi cerca di rafforzare l'unità dei cristiani e di contribuire all'evangelizzazione del mondo, sempre guidato dalla dottrina sociale della Chiesa. Lavoriamo per portare la verità e i valori cristiani in ogni angolo del pianeta. Aiutaci a trasformare il mondo con Exaudi! Noi di Exaudi crediamo che l'evangelizzazione e l'informazione di qualità possano cambiare la vita. Per continuare la nostra missione ed espandere la nostra portata, abbiamo bisogno del tuo aiuto. Stiamo anche cercando persone motivate che vogliano unirsi al nostro team. Grazie al vostro sostegno raggiungeremo più persone, diffonderemo il messaggio di Cristo e rafforzeremo l'unità dei cristiani. Vuoi unirti alla nostra missione? Per maggiori informazioni su come contribuire, visita Exaudi.org/it o contattaci direttamente: [email protected] Exaudi: informa, forma e trasforma.