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07 Novembre, 2025

7 min

Dio e l’educazione dei figli

La chiave di tutte le chiavi per crescere i figli

Dio e l’educazione dei figli

L’educazione dei figli si riduce in ultima analisi
all’uso di tutti i mezzi a nostra disposizione
affinché  possano percorrere liberamente  il cammino
che renderà ciascuno di loro
un interlocutore dell’amore di Dio
per tutta l’eternità.

Il ruolo di Dio nell’educazione dei figli

Il breve e rapsodico insieme di  suggerimenti sull’educazione dei figli  offerto negli undici articoli precedenti sarebbe ancora più incompleto se non registrasse un ultimo e fondamentale consiglio, che deve accompagnare e avvolgere ciascuno dei precedenti, per dare loro la loro vera portata e il loro vero significato:  ricorrere all’aiuto di  Dio.

Proprio perché si tratta di una questione di estrema importanza, che richiederebbe uno sviluppo impossibile da contenere nei limiti di un articolo del Blog, mi limiterò a segnalarne i punti essenziali.

La convinzione fondamentale, a cui la fede e la filosofia dell’essere giungono con diversi gradi di profondità, potrebbe essere espressa come segue:

♦ Dio si rende presente nell’educazione dei figli in mille modi inaspettati, che in ogni caso superano la nostra capacità di azione, di comprensione, di progettazione e di inventiva e che, in larga misura, ci passano inosservati.

A cui dovremmo aggiungere:

♦ Senza di Lui, cioè senza Dio: senza quella  Presenza  tremendamente efficace, seppur silenziosa, l’educazione dei bambini sarebbe praticamente impossibile.

Senza l’aiuto di Dio,
che è capace di intervenire in innumerevoli e diversissimi modi,
in molti casi a noi sconosciuti,
crescere i figli sarebbe praticamente impossibile.

I protagonisti dell’educazione dei bambini

I veri protagonisti: ogni bambino e Dio

Secondo una delle etimologie più attendibili, educar deriva da  e-ducereex-traerportare fuori, tirare fuori. 

Si tratta ovviamente di far emergere da    dove è in un certo modo pre-contenuta tutta la ricchezza finale che si otterrà al culmine dello sviluppo: cioè dalla  persona  dell’allievo (nel nostro caso, il figlio), che  cresce e si sviluppa come persona,  esclusivamente,  “a colpi di libertà”.

Perciò:

  • Il vero protagonista, quello principale e insostituibile, nell’educazione dei bambini è sempre il bambino stesso, poiché la libertà può essere esercitata solo  in prima persona  (e questo è un altro motivo per promuovere la libertà dei bambini, come abbiamo già visto).
  • Ancora più profondamente, Dio, nella sfera naturale o attraverso la sua grazia, interviene nell’essere più intimo  dei  nostri figli, rendendo possibile il loro sviluppo e il loro perfezionamento.

Nell’educazione dei figli,
i veri protagonisti
sono sempre ogni bambino e Dio,
non  i genitori, come vedremo tra poco.

Quelli che non dovrebbero essere protagonisti, anche se sembrano esserlo o “credono di esserlo”

Sappiamo, o dovremmo sapere, che – proprio per la sua natura di  persona – nessun bambino è  proprietà  dei suoi genitori; appartiene a se stesso e, in ultima analisi, a Dio.

Pertanto, e come ho suggerito negli articoli precedenti, nello sviluppo della loro educazione, nell’educazione dei figli,  non abbiamo alcun  diritto di renderli “a nostra immagine e somiglianza”, secondo i nostri capricci o i nostri capricci o i nostri piani presumibilmente meglio definiti.

Il nostro compito di genitori consiste piuttosto nello  scomparire  a beneficio della persona amata —di ciascuno dei figli—, mettendoci pienamente al loro servizio affinché possano raggiungere la pienezza che corrisponde a loro: la loro!,  unica e irripetibile.

Il nostro compito è quello di sparire
per il bene di ogni bambino,
mettendoci totalmente al suo servizio
affinché possa raggiungere
la realizzazione unica e irripetibile che gli compete.

I collaboratori di Dio

Chi

Di conseguenza, il padre o la madre, gli altri parenti, gli insegnanti e i professori, ogni altra persona coinvolta nell’educazione dei figli, possono essere considerati  collaboratori  di Dio nella crescita umana e spirituale del bambino; ​​ma è questo – ogni bambino! – il vero protagonista del suo miglioramento.

Gli altri, come ho appena sottolineato, non sono altro che collaboratori in questo dispiegamento personale.

Niente di più… e niente di meno!:

  • La sua funzione, pur essendo subordinata a quella di Dio, e proprio perché così strettamente connessa, è tuttavia impressionante, perché è intimamente legata allo sviluppo delle persone, create a loro volta a immagine e somiglianza di Dio e che hanno in Dio il loro destino eterno.
  • In particolare, ai genitori, in virtù del sacramento del matrimonio, è offerta una grazia speciale per assumersi il meraviglioso compito di educare i propri figli.

I veri protagonisti
dell’educazione dei figli
sono ciascuno di loro e Dio,
non  i genitori.

COME

Per tutti i motivi sopra esposti, è altamente consigliabile:

  • I genitori invochino l’aiuto e il consiglio di Dio, soprattutto nei momenti di particolare difficoltà, ma non solo in quei momenti:
    • La presenza silenziosa ma costante e tremendamente efficace  di Dio  nell’educazione dei figli dovrebbe essere  il clima in cui  si svolge  ogni  opera educativa.
  • E, cosa molto più difficile e costosa, che sappiano  abbandonarsi  a Lui quando sembra che i loro sforzi non stiano dando i risultati desiderati o che il ragazzo stia percorrendo sentieri che causano sofferenza:
    • Ad esempio, nell’adolescenza, una fase che oggi può durare quasi fino ha quarant’anni o più (lo dico molto seriamente).
  • Inoltre, non dobbiamo dimenticare il grande servizio gratuito dell’angelo custode, al quale Dio stesso ha affidato la cura dei nostri figli.
  • E, soprattutto, è importante tenere presente che la Vergine continua dal cielo a svolgere la sua azione materna, di guida e di intercessione: è la più autentica e la più cara Custode dell’educazione dei nostri figli.

Tre compiti per i genitori:
1) Usare tutti i mezzi a loro disposizione.
2) Cercare l’aiuto di Dio.
3) Abbandonarsi completamente a Lui.

Ma… quando?

Ciò che ora aggiungo mi sembra di particolare importanza in questo momento ed è dettato, più che da studi e riflessioni sull’argomento, dalla mia esperienza personale di padre.

Il fatto, a grandi linee

Ci sono momenti in cui noi genitori, e in particolar modo le madri, sappiamo e  sentiamo  che uno dei nostri figli sta perdendo  la strada giusta,  la via che lo porterebbe alla felicità; e  abbiamo la sensazione  che la stia abbandonando definitivamente.

Il processo di crescita dei figli, e di questo bambino in particolare, sta sfuggendo di mano.

I nostri interventi, la nostra preoccupazione e le nostre preghiere si moltiplicano… ma senza successo!, almeno apparentemente.

Lo scoraggiamento e la disperazione incombono, aggravando il dolore e rendendolo quasi insopportabile.

Nel profondo siamo convinti che quel figlio o quella figlia  ritornerà:

  • Ci fidiamo di lui/lei (dopotutto siamo i suoi genitori)
  • E confidiamo in Dio (non invano sappiamo che ha dato la sua vita per nostro figlio).

Autoinganno inconscio

Ciò che ci spinge e ci stimola è il passare del tempo.

Vorremmo vedere nostro figlio felice  adesso;  e, sebbene  ci abbandoniamo sinceramente  a Dio, non possiamo  smettere di compiere  i passi che riteniamo essenziali per il benessere di nostro figlio… impedendogli così di agire:

  • Abbandoniamo  sinceramente tutto  nelle Sue mani,
  • Ma siamo  noi  che continuiamo a lavorare per  salvare  nostro figlio:
    • E in questo modo  non permettiamo  a Dio di agire.

La risposta divina

E Dio  ci  costringe ad abbandonarlo: permette che i nostri sforzi falliscano perché  vuole veramente che Gli lasciamo compiere la Sua opera. 

Non  può  agire  se insistiamo nel farlo noi stessi, spinti dalle migliori intenzioni.

Perciò  ci costringe  ad abbandonarci veramente, lasciando che le nostre azioni falliscano (non possono avere successo senza il Suo aiuto).

E ci ricorda, attraverso i fatti, qualcosa che non dovremmo mai e poi mai dimenticare: che  i tempi di Dio sono perfetti.

  • Gli  costa  lo stesso risolvere il problema oggi, nei prossimi tre mesi o negli ultimi secondi di una vita umana.
  • Ci chiede di avere  assoluta fiducia  nella sua infinita potenza e nella sua altrettanto infinita misericordia.

E i bambini  tornano!

Posso dirlo anche per esperienza!

L’abbandono effettivo dell’educazione dei figli
è per noi così difficile e doloroso
che spesso Dio deve forzarlo.

Conclusione

  • Ampliare le prospettive dei bambini, includendo là, dimensione soprannaturale e tutto ciò che essa comporta;
    • per aprire le loro menti e i loro cuori al regno del divino;
    • per mostrare loro la vera natura di Dio come Padre amorevole;
    • per aiutarli a curarla, anche attraverso l’intercessione della Beata Vergine e dei santi…
  • Oppure, il che è lo stesso, insegnare loro a tener conto dell’azione  insostituibile  di Dio nelle loro, anime…

Tutto quanto sopra costituirà molto probabilmente l’ eredità  più duratura e preziosa  che, nell’ambito dell’istruzione, i genitori lasceranno ai propri figli.

Insegnare loro a tenere conto dell’azione insostituibile
di Dio può diventare l’eredità più preziosa che,
nell’insieme dell’educazione,
i genitori lasciano ai propri figli.

(Continua)

Tomás Melendo,
Presidente di Edufamilia
http://www.edufamilia.com
[email protected]

EduFamilia

Edufamilia es una asociación sin ánimo de lucro, nacida en el año 2005. Su fundador, Tomás Melendo, advirtió que una mejora en la calidad de las familias facilitaría la resolución de bastantes de los problemas que aquejan a la sociedad de hoy. Y, apoyado siempre por su mujer, decidió lanzarse a esta aventura que cuenta con casi veinte años de vida y con múltiples ediciones de los distintos cursos formativos: Másteres y Maestrías, Expertos, cursos más breves, conferencias, ciclos culturales, seminarios y otros programas educativos. Aunque las primeras ediciones tuvieron carácter presencial, actualmente se ha hecho un gran esfuerzo por promover la infraestructura virtual para adaptarse a los nuevos tiempos y que la formación en torno a la familia alcance al mundo entero.