L’educazione dei figli si riduce in ultima analisi all’uso di tutti i mezzi a nostra disposizione affinché possano percorrere liberamente il cammino che renderà ciascuno di loro un interlocutore dell’amore di Dio per tutta l’eternità.
Il ruolo di Dio nell’educazione dei figli
Il breve e rapsodico insieme di suggerimenti sull’educazione dei figli offerto negli undici articoli precedenti sarebbe ancora più incompleto se non registrasse un ultimo e fondamentale consiglio, che deve accompagnare e avvolgere ciascuno dei precedenti, per dare loro la loro vera portata e il loro vero significato: ricorrere all’aiuto di Dio.
Proprio perché si tratta di una questione di estrema importanza, che richiederebbe uno sviluppo impossibile da contenere nei limiti di un articolo del Blog, mi limiterò a segnalarne i punti essenziali.
La convinzione fondamentale, a cui la fede e la filosofia dell’essere giungono con diversi gradi di profondità, potrebbe essere espressa come segue:
♦ Dio si rende presente nell’educazione dei figli in mille modi inaspettati, che in ogni caso superano la nostra capacità di azione, di comprensione, di progettazione e di inventiva e che, in larga misura, ci passano inosservati.
Senza l’aiuto di Dio, che è capace di intervenire in innumerevoli e diversissimi modi, in molti casi a noi sconosciuti, crescere i figli sarebbe praticamente impossibile.
I protagonisti dell’educazione dei bambini
I veri protagonisti: ogni bambino e Dio
Secondo una delle etimologie più attendibili, educar deriva da e-ducere, ex-traer, portare fuori, tirare fuori.
Si tratta ovviamente di far emergere da lì dove è in un certo modo pre-contenuta tutta la ricchezza finale che si otterrà al culmine dello sviluppo: cioè dalla persona dell’allievo (nel nostro caso, il figlio), che cresce e si sviluppa come persona, esclusivamente, “a colpi di libertà”.
Perciò:
Il vero protagonista, quello principale e insostituibile, nell’educazione dei bambini è sempre il bambino stesso, poiché la libertà può essere esercitata solo in prima persona (e questo è un altro motivo per promuovere la libertà dei bambini, come abbiamo già visto).
Ancora più profondamente, Dio, nella sfera naturale o attraverso la sua grazia, interviene nell’essere più intimo dei nostri figli, rendendo possibile il loro sviluppo e il loro perfezionamento.
Nell’educazione dei figli, i veri protagonisti sono sempre ogni bambino e Dio, non i genitori, come vedremo tra poco.
Quelli che non dovrebbero essere protagonisti, anche se sembrano esserlo o “credono di esserlo”
Sappiamo, o dovremmo sapere, che – proprio per la sua natura di persona – nessun bambino è proprietà dei suoi genitori; appartiene a se stesso e, in ultima analisi, a Dio.
Pertanto, e come ho suggerito negli articoli precedenti, nello sviluppo della loro educazione, nell’educazione dei figli, non abbiamo alcun diritto di renderli “a nostra immagine e somiglianza”, secondo i nostri capricci o i nostri capricci o i nostri piani presumibilmente meglio definiti.
Il nostro compito di genitori consiste piuttosto nello scomparire a beneficio della persona amata —di ciascuno dei figli—, mettendoci pienamente al loro servizio affinché possano raggiungere la pienezza che corrisponde a loro: la loro!, unica e irripetibile.
Il nostro compito è quello di sparire per il bene di ogni bambino, mettendoci totalmente al suo servizio affinché possa raggiungere la realizzazione unica e irripetibile che gli compete.
I collaboratori di Dio
Chi
Di conseguenza, il padre o la madre, gli altri parenti, gli insegnanti e i professori, ogni altra persona coinvolta nell’educazione dei figli, possono essere considerati collaboratori di Dio nella crescita umana e spirituale del bambino; ma è questo – ogni bambino! – il vero protagonista del suo miglioramento.
Gli altri, come ho appena sottolineato, non sono altro che collaboratori in questo dispiegamento personale.
Niente di più… e niente di meno!:
La sua funzione, pur essendo subordinata a quella di Dio, e proprio perché così strettamente connessa, è tuttavia impressionante, perché è intimamente legata allo sviluppo delle persone, create a loro volta a immagine e somiglianza di Dio e che hanno in Dio il loro destino eterno.
In particolare, ai genitori, in virtù del sacramento del matrimonio, è offerta una grazia speciale per assumersi il meraviglioso compito di educare i propri figli.
I veri protagonisti dell’educazione dei figli sono ciascuno di loro e Dio, non i genitori.
COME
Per tutti i motivi sopra esposti, è altamente consigliabile:
I genitori invochino l’aiuto e il consiglio di Dio, soprattutto nei momenti di particolare difficoltà, ma non solo in quei momenti:
La presenza silenziosa ma costante e tremendamente efficace di Dio nell’educazione dei figli dovrebbe essere il clima in cui si svolge ogni opera educativa.
E, cosa molto più difficile e costosa, che sappiano abbandonarsi a Lui quando sembra che i loro sforzi non stiano dando i risultati desiderati o che il ragazzo stia percorrendo sentieri che causano sofferenza:
Ad esempio, nell’adolescenza, una fase che oggi può durare quasi fino ha quarant’anni o più (lo dico molto seriamente).
Inoltre, non dobbiamo dimenticare il grande servizio gratuito dell’angelo custode, al quale Dio stesso ha affidato la cura dei nostri figli.
E, soprattutto, è importante tenere presente che la Vergine continua dal cielo a svolgere la sua azione materna, di guida e di intercessione: è la più autentica e la più cara Custode dell’educazione dei nostri figli.
Tre compiti per i genitori: 1) Usare tutti i mezzi a loro disposizione. 2) Cercare l’aiuto di Dio. 3) Abbandonarsi completamente a Lui.
Ma… quando?
Ciò che ora aggiungo mi sembra di particolare importanza in questo momento ed è dettato, più che da studi e riflessioni sull’argomento, dalla mia esperienza personale di padre.
Il fatto, a grandi linee
Ci sono momenti in cui noi genitori, e in particolar modo le madri, sappiamo e sentiamo che uno dei nostri figli sta perdendo la strada giusta, la via che lo porterebbe alla felicità; e abbiamo la sensazione che la stia abbandonando definitivamente.
Il processo di crescita dei figli, e di questo bambino in particolare, sta sfuggendo di mano.
I nostri interventi, la nostra preoccupazione e le nostre preghiere si moltiplicano… ma senza successo!, almeno apparentemente.
Lo scoraggiamento e la disperazione incombono, aggravando il dolore e rendendolo quasi insopportabile.
Nel profondo siamo convinti che quel figlio o quella figlia ritornerà:
Ci fidiamo di lui/lei (dopotutto siamo i suoi genitori)
E confidiamo in Dio (non invano sappiamo che ha dato la sua vita per nostro figlio).
Autoinganno inconscio
Ciò che ci spinge e ci stimola è il passare del tempo.
Vorremmo vedere nostro figlio felice adesso; e, sebbene ci abbandoniamo sinceramente a Dio, non possiamo smettere di compiere i passi che riteniamo essenziali per il benessere di nostro figlio… impedendogli così di agire:
Abbandoniamo sinceramente tutto nelle Sue mani,
Ma siamo noi che continuiamo a lavorare per salvare nostro figlio:
E in questo modo non permettiamo a Dio di agire.
La risposta divina
E Dio ci costringe ad abbandonarlo: permette che i nostri sforzi falliscano perché vuole veramente che Gli lasciamo compiere la Sua opera.
Non può agire se insistiamo nel farlo noi stessi, spinti dalle migliori intenzioni.
Perciò ci costringe ad abbandonarci veramente, lasciando che le nostre azioni falliscano (non possono avere successo senza il Suo aiuto).
E ci ricorda, attraverso i fatti, qualcosa che non dovremmo mai e poi mai dimenticare: che i tempi di Dio sono perfetti.
Gli costa lo stesso risolvere il problema oggi, nei prossimi tre mesi o negli ultimi secondi di una vita umana.
Ci chiede di avere assoluta fiducia nella sua infinita potenza e nella sua altrettanto infinita misericordia.
E i bambini tornano!
Posso dirlo anche per esperienza!
L’abbandono effettivo dell’educazione dei figli è per noi così difficile e doloroso che spesso Dio deve forzarlo.
Conclusione
Ampliare le prospettive dei bambini, includendo là, dimensione soprannaturale e tutto ciò che essa comporta;
per aprire le loro menti e i loro cuori al regno del divino;
per mostrare loro la vera natura di Dio come Padre amorevole;
per aiutarli a curarla, anche attraverso l’intercessione della Beata Vergine e dei santi…
Oppure, il che è lo stesso, insegnare loro a tener conto dell’azione insostituibile di Dio nelle loro, anime…
Tutto quanto sopra costituirà molto probabilmente l’ eredità più duratura e preziosa che, nell’ambito dell’istruzione, i genitori lasceranno ai propri figli.
Insegnare loro a tenere conto dell’azione insostituibile di Dio può diventare l’eredità più preziosa che, nell’insieme dell’educazione, i genitori lasciano ai propri figli.
Edufamilia es una asociación sin ánimo de lucro, nacida en el año 2005. Su fundador, Tomás Melendo, advirtió que una mejora en la calidad de las familias facilitaría la resolución de bastantes de los problemas que aquejan a la sociedad de hoy. Y, apoyado siempre por su mujer, decidió lanzarse a esta aventura que cuenta con casi veinte años de vida y con múltiples ediciones de los distintos cursos formativos: Másteres y Maestrías, Expertos, cursos más breves, conferencias, ciclos culturales, seminarios y otros programas educativos.
Aunque las primeras ediciones tuvieron carácter presencial, actualmente se ha hecho un gran esfuerzo por promover la infraestructura virtual para adaptarse a los nuevos tiempos y que la formación en torno a la familia alcance al mundo entero.