10 Ottobre, 2026

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Dieci anni dopo Amoris Laetitia: ricostruire i legami, ricostruire le reti

Dieci anni dopo Amoris Laetitia, la Chiesa torna a concentrare la sua attenzione sulle famiglie. Leone XIV riprende l'eredità di Francesco e la applica alle sfide del nostro tempo: la persona al centro, i legami umani come insostituibili e una Chiesa chiamata ad ascoltare, accompagnare e contribuire a ricostruire le reti che sostengono la vita

Dieci anni dopo Amoris Laetitia: ricostruire i legami, ricostruire le reti

Arriva un’anziana signora in cerca di aiuto. Sta attraversando una situazione familiare molto delicata e si prende cura dei suoi nipoti.

Ha bisogno di risposte. Ma ha bisogno anche di qualcosa di più immediato: qualcuno che la ascolti.

La situazione richiede un intervento legale che vada oltre quanto un programma di sostegno familiare può affrontare. Occorre esplorare altre risorse, coordinarsi e individuare coloro che possono fornire aiuto. In definitiva, si potranno compiere progressi verso una soluzione che tuteli i minori e garantisca i loro diritti fondamentali.

La vicenda si è svolta presso il Centro di Consulenza Familiare della Diocesi di San Martín, in Argentina. Le persone coinvolte nella situazione sono giunte a una semplice conclusione: il Centro di Consulenza non esiste perché possa risolvere tutti i problemi, ma perché nessuno dovrebbe affrontare una situazione di grande difficoltà da solo.

Forse questa piccola storia aiuta a comprendere una questione ben più ampia che la Chiesa si sta ponendo di nuovo dieci anni dopo Amoris Laetitia.

Dieci anni dopo

Dal 7 al 14 ottobre, Leone XIV ha riunito in Vaticano i leader delle Chiese di tutto il mondo per commemorare il decimo anniversario di Amoris Laetitia e per riflettere su come annunciare il Vangelo alle famiglie e con le famiglie oggi.

L’incontro si propone di riascoltare ciò che accade nelle famiglie e di esaminare le esperienze di accompagnamento già esistenti nelle Chiese locali.

C’è una continuità che merita di essere esaminata. In Amoris Laetitia, Francesco proponeva di avvicinarsi alle famiglie reali, con le loro gioie, difficoltà, fragilità e speranze. Dieci anni dopo, Leone XIV riprese questo tema in un mondo in piena trasformazione.

In Magnifica Humanitas, egli pone ancora una volta la persona al centro. Di fronte alla crescita dell’intelligenza artificiale e di una tecnologia capace di svolgere un numero sempre maggiore di compiti, la questione cessa di essere semplicemente ciò che le macchine possono fare e ritorna a ciò che resta insostituibilmente umano: la capacità di amare, di stringere legami, di esercitare la libertà, di cercare la verità e di aprirsi agli altri e a Dio.

Ed è proprio all’interno della famiglia che molti di questi legami iniziano a essere appresi e consolidati.

La questione, quindi, non è solo cosa abbiamo da dire alle famiglie. Dobbiamo anche chiederci: sappiamo ascoltarle?

Famiglie che ascoltano altre famiglie

Nella diocesi di San Martín, situata nella provincia di Buenos Aires, Repubblica Argentina, esiste un’esperienza che da decenni cerca di dare una risposta concreta a questa sfida: la consulenza familiare.

Si tratta di un servizio gratuito offerto dalla Chiesa cattolica, aperto a tutti, in cui famiglie formate si sostengono e si ascoltano a vicenda. I consulenti ricevono una formazione continua mensile e, ogni due anni, partecipano a un seminario di formazione intensivo. Lavorano inoltre in team e si avvalgono di un supporto interdisciplinare professionale e pastorale.

Si potrebbe riassumere in una semplice espressione: famiglie che ascoltano altre famiglie.

Chi arriva non trova risposte preconfezionate o qualcuno che gli dica cosa fare. Trova un luogo dove fermarsi, parlare, essere ascoltato e iniziare a vedere la propria situazione sotto una luce diversa.

Perché ascoltare non significa solo sentire. Implica fare spazio all’altra persona, cercare di sospendere giudizi, pregiudizi e la necessità di trovare subito una soluzione.

E spesso il compito consiste in qualcosa di ancora più difficile: aiutare una famiglia a tornare ad ascoltarsi a vicenda.

I conflitti non nascono solo da opinioni divergenti. A volte la rabbia, il dolore o la paura ci impediscono di ascoltare chi ci sta intorno. In questi casi, offrire supporto può significare contribuire a ricostruire un ponte che sembrava spezzato.

Ricostruire i legami

Forse qui si possono trovare Amoris Laetitia e Magnifica Humanitas.

Se Francesco ci ha invitato ad avvicinarci alla realtà concreta delle famiglie, Leone XIV ci ricorda ancora una volta il valore insostituibile della persona e delle sue relazioni.

La tecnologia può facilitare la comunicazione, fornire informazioni e persino aiutarci a risolvere problemi. Ma da sola non può amare, perdonare, abbracciare o ricostruire un legame.

Anche i materiali pastorali elaborati a partire da Magnifica Humanitas insistono nell’evitare modelli astratti di “famiglia ideale” per concentrarsi sul gruppo umano concreto, con i suoi interrogativi, le sue circostanze e le sue difficoltà.

E da qui emerge una missione di profonda rilevanza per la Chiesa: contribuire a ristabilire i legami e a ricostruire le reti.

Non con la pretesa di avere tutte le soluzioni, ma con empatia. Ascoltare chi è stato lasciato solo. Aiutare due persone ad ascoltarsi di nuovo a vicenda. Collaborare con i professionisti quando il problema richiede competenze diverse. Riconnettere una persona con una comunità in grado di sostenerla.

Anche i servizi di consulenza riconoscono i propri limiti. Non sostituiscono la terapia, l’assistenza medica o psicologica, né l’intervento legale o sociale. Quando è necessaria una competenza specifica, fornire supporto significa anche sapere quando indirizzare il paziente a un altro tipo di intervento.

Riconoscere il proprio limite non significa abbandonare l’altra persona.

Per accompagnare la vita così come viene

Le famiglie continuano ad affrontare difficoltà di comunicazione e convivenza, ma anche separazioni conflittuali, violenza, dipendenze, lutti, problemi tra genitori e figli e una solitudine che può persistere anche in presenza di altre persone.

Non è cambiata solo la famiglia. È cambiato il mondo in cui le famiglie cercano di vivere.

Per questo motivo, un’espressione nata tra coloro che li accompagnano quotidianamente assume un significato particolare: “accompagnare la vita così come viene”.

La consulenza familiare lo spiega in modo diverso: non possiamo semplicemente sostenere la famiglia che immaginiamo o quella che pensiamo dovrebbe essere. Si tratta di accettare la realtà così com’è e di sostenerla con vicinanza, ascolto, misericordia e discernimento.

Ciò non significa rinunciare al Vangelo o smettere di proporre una via.

Significa riconoscere che prima di poter accompagnare qualcuno nella sua storia, dobbiamo comprenderla. Prima di rispondere, dobbiamo ascoltare. E prima di tentare di ricostruire una famiglia dall’esterno, dobbiamo aiutare i suoi membri a ritrovarsi.

A dieci anni da Amoris Laetitia, forse la domanda non è solo quanto sia cambiata la famiglia. Dovremmo anche chiederci quanto sia cambiato il nostro approccio ad essa.

Francesco ha aperto una via di avvicinamento alle singole famiglie. Leone XIV ha rimesso al centro ciò che nessun progresso può sostituire: la dignità di ogni persona e la sua capacità di relazionarsi, amare e costruire comunità.

In una società sempre più connessa e, paradossalmente, spesso più sola, la Chiesa ha una missione profondamente umana: ascoltare, accompagnare, ricostruire i legami e contribuire a ricostruire le reti che ci ricordano che nessuno è chiamato a camminare da solo.

Perché, ancora una volta, la risposta non risiede nelle macchine, ma nel cuore di ogni persona: nella sua capacità di ascoltare, di guardare l’altro con empatia e di ritrovarsi.

Ana Tina Colussi

Periodista, comunicadora y catequista. Diplomada en Comunicación Católica y Animadora Bíblica de la Pastoral. Desde hace más de siete años acompaña la comunicación de la Iglesia a través de distintos medios y proyectos de evangelización. Comparte diariamente "Un minuto con Jesús", una sencilla reflexión del Evangelio que puede seguirse en sus redes sociales y que busca acompañar la vida de fe con la fuerza de las pequeñas palabras. Cree en la simpleza de las palabras, en la fuerza del encuentro y en el poder de la comunicación para sembrar esperanza, tender puentes y acercar a las personas a Dios.