19 Agosto, 2026

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Analisi

19 Agosto, 2026

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Di cosa parlare con mio figlio durante le vacanze? Età: 10, 15, 20 e 25 anni

Conversazioni ricche di fede, gioia e significato per ogni fase della vita, sfruttando la pausa estiva per connettersi con ciò che conta davvero... e senza che nessuno corra a controllare il cellulare

Di cosa parlare con mio figlio durante le vacanze? Età: 10, 15, 20 e 25 anni

Le festività sono un dono: un tempo in cui il tempo si dilata, i cuori si aprono e Dio ci parla nel sussurro del paesaggio, nelle risate condivise e nella preghiera collettiva. I Papi hanno insegnato che questo tempo non è solo svago, ma un invito a riposare “con intelligenza e vigilanza”, a contemplare il creato, a rafforzare i nostri legami e a rigenerare corpo e spirito. Usiamo questo tempo per costruire ponti di virtù, dialogo e fede con i nostri figli… e se il ponte vacilla, può sempre essere rinforzato con un gelato.

Con un bambino di 10 anni: una fede semplice e curiosa

  • Parlate di virtù: concentratevi su una virtù specifica durante le vacanze: onestà, generosità o pazienza. E sì, ci vorrà anche un po’ di pazienza in più per spiegare per la quinta volta perché non si mangia il gelato a colazione.
  • Sfruttare giochi e curiosità: le conversazioni attraverso il gioco incoraggiano un dialogo efficace, rendendo il bambino il protagonista. Un gioco a quiz in famiglia sui santi può essere più avvincente del Parcheesi (e senza litigi sui pezzi).
  • Portare Gesù con sé in viaggio: assicuratevi di partecipare alla Messa domenicale, di recitare la preghiera di benedizione del viaggio in famiglia e di ringraziare per le persone che vi servono. Anche per quel cameriere che porta il dessert in anticipo.

Un approccio giocoso che semina i semi della fede e della gratitudine in un cuore attento… e che evita anche la frase “siamo quasi arrivati?” ogni dieci minuti.

Con un adolescente di 15 anni: identità e libertà responsabile

  • Cerca conversazioni che vengano dal cuore: concentrati su ciò che provano o sognano, non solo su ciò che fanno. Anche se la risposta è un “Non lo so” accompagnato da un’alzata di spalle, insisti con delicatezza.
  • Offri empatia, non sorveglianza: pratica l’empatia, smetti di essere né “amico” né “poliziotto”… anche se il radar genitoriale si attiva quando spariscono con il cellulare.
  • Coinvolgeteli nella pianificazione: lasciate che esprimano la loro opinione su attività o destinazioni. A volte questo significa negoziare che “guardare un’intera serie” non venga considerato un’uscita.
  • Santificate il riposo condiviso: recitate il Rosario in famiglia alcuni giorni, leggete un libro spirituale o condividete un momento di preghiera. Se riuscite a convincerli a mettere da parte i cellulari per pregare, sarà praticamente un miracolo documentato.

L’adolescenza fiorisce quando le diamo fiducia, voce e spazio, con fede… e un po’ di pizza non guasta mai.

Con un ventenne: autonomia e trascendenza

  • Avvia un dialogo tra adulti: poni domande aperte che incoraggino la riflessione: “Cosa hai imparato quest’estate?”, “Come ti stai avvicinando a Dio ora?”. E preparati al fatto che ti pongano la stessa domanda… inaspettatamente.
  • Mantieni la coerenza emotiva: le buone conversazioni non si improvvisano, proprio come non si può improvvisare una paella senza riso.
  • Evangelizzare nella vita di tutti i giorni: parla di attività di servizio o di volontariato. Potresti scoprire che preferiscono distribuire cibo piuttosto che aiutare con l’ombrellone in spiaggia.
  • Contemplare la natura e il suo significato: ci invita a scoprire il creato come un “libro di Dio”. Anche se il capitolo sulle “zanzare durante l’escursione” non è sempre il preferito.

Dialoghi che riaffermano il loro passaggio all’età adulta senza perdere la ricerca di significato in Cristo… e con la speranza che, lungo il cammino, un giorno laveranno anche i piatti.

Con un adulto di 25 anni: progetti e fede matura

  • Conversazioni su fede e scopo: parlate onestamente dei vostri obiettivi personali, spirituali e professionali. Anche se iniziate dicendo “Non ho piani precisi, mi lascio trasportare dagli eventi”… c’è sempre qualcosa di cui parlare.
  • Pianificazione congiunta con libertà e obiettivi comuni: se vivete distanti, condividete i programmi per le vacanze o i progetti. Un caffè in spiaggia può essere più efficace di una videochiamata (e senza problemi di Wi-Fi).
  • Servizio e testimonianza: invitateli a partecipare a un’attività religiosa o di volontariato. Potreste rimanere sorpresi nello scoprire che hanno più energie per aiutare in un ritiro spirituale che per alzarsi presto e andare in spiaggia.
  • Creare ricordi significativi: un viaggio spirituale, un ritiro o una passeggiata silenziosa possono essere tesori. Anche se il silenzio viene interrotto da un “Allora, dove andiamo a mangiare dopo?”

Intorno ai vent’anni, il dialogo può fluire liberamente e profondamente, generando progetti e lasciando un’eredità… e, se se ne presenta l’occasione, anche una piacevole conversazione dopo cena.

Le festività possono essere un’oasi spirituale, un momento per riscoprire l’essenziale: il creato, la comunità, il mistero di Dio… e la bellezza di ogni fase della vita di un bambino. Dai 10 ai 25 anni, ogni fase ci chiede di cambiare il nostro linguaggio, ma non la nostra prospettiva: una prospettiva gioiosa, costruttiva, piena di speranza e profondamente cristiana.

Un ultimo consiglio: qualunque sia l’età di vostro figlio, date priorità al dialogo sincero, all’empatia rispettosa e al nutrimento spirituale quotidiano: una preghiera condivisa, una passeggiata contemplativa, un libro semplice, un momento di risata autentica. In queste piccole cose risiede la pace che riconcilia, crea, rinnova e costruisce ponti solidi e duraturi… anche se a volte l’ora di andare a letto va negoziata.

Che queste festività siano un tempo di incontro, crescita e presenza di Dio per voi e i vostri figli, in ogni parola e in ogni silenzio condiviso!

Laetare

Laetare es una asociación fundada por Gabriel Núñez, nacida en Sevilla con el propósito de defender y promover el desarrollo integral de la familia cristiana. Su actividad se organiza en cuatro ejes fundamentales: sensibilizar, orar, formar y servir. La asociación trabaja en la preservación de la familia como pilar de la sociedad, ofreciendo formación especializada, retiros espirituales y apoyo integral a matrimonios en crisis, con un enfoque basado en la doctrina católica y la acción comunitaria.