23 Aprile, 2026

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Dal Cielo alla Terra

L'Incarnazione di Gesù Cristo: Vero Dio e Vero Uomo, Celebrata a Natale

Dal Cielo alla Terra

Il viaggio più grande della storia è quello compiuto da Gesù Cristo, che discende dal Cielo sulla Terra, realizzando il disegno di Dio di redimere tutta l’umanità. Per questo il Verbo si è fatto carne, ha abitato e abita in mezzo a noi: Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.

Questo è ciò che celebriamo e viviamo a Natale, una festa cristiana diffusa in tutto il mondo, anche tra i non cristiani che almeno partecipano alla celebrazione delle famiglie, alla gioia e alla speranza che ogni persona dia il meglio di sé.

Conosciamo Gesù Cristo attraverso i Vangeli e le Epistole del Nuovo Testamento, accolti nella grande tradizione della Chiesa, che unisce la vita dei primi cristiani con quella dei cattolici del nostro tempo. Non si tratta semplicemente di ricevere dottrine, ma di incontrare Gesù Cristo, che è lo stesso ieri, oggi e per sempre.

Questo Bambino che adoriamo nei presepi è lo stesso Gesù Cristo che verrà alla fine dei tempi per concludere la storia, una storia che ha senso come cammino verso l’eternità, il Cielo a cui tutti siamo chiamati. È responsabilità dei cristiani essere coerenti con la propria fede in Gesù Cristo, Salvatore del mondo, ed è anche responsabilità di ogni uomo e donna fare il bene, ascoltare la voce della propria coscienza e aprirsi a Dio.

Il Credo degli Apostoli riflette fedelmente la predicazione originaria della fede, superando errori e deviazioni dalle sue verità. In breve, i cattolici oggi professano la fede in Dio Padre, Creatore; nel Signore Gesù Cristo, Redentore; nello Spirito Santo, Santificatore; nella Chiesa e nel perdono dei peccati; e nella vita eterna.

Il Credo Niceno

Quest’anno 2025 segna millesettecento anni dal primo concilio ecumenico di Nicea, conclusosi nel 325, quando fu chiaramente definito chi è Gesù Cristo: non un messaggero del Padre, non un profeta, non un uomo esemplare, ma Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero, increato della stessa natura del Padre, e per mezzo del quale tutte le cose sono state fatte.

Per questo motivo, la Commissione Teologica Internazionale ha pubblicato quest’anno un documento che spiega in modo preciso e articolato la fede della Chiesa in Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo. Questo studio espone l’immensità della fede trinitaria, cristologica e soteriologica, con le sue implicazioni antropologiche ed ecclesiologiche. Cerca di mettere in luce le verità su Gesù Cristo a livello dogmatico, cioè in termini precisi: frutto di secoli di Magistero, della liturgia celebrata in Oriente e in Occidente e della fede vissuta nel corso dei secoli.

Lo scrittore Dostoevskij affermava fedelmente la sua fede in Gesù Cristo: “Ho forgiato dentro di me un simbolo, dove tutto mi appare chiaro e sacro. Questo simbolo è molto semplice; eccolo: credere che non c’è nulla di più bello, più profondo, più completo, più ragionevole, più forte e più perfetto di Cristo”. E questa non è una fede meramente soggettiva, poiché la sua fermezza deriva dall’adesione agli insegnamenti della Chiesa e dalla fede vissuta dai credenti.

Guarire gli errori su Gesù Cristo 

Potrebbe sembrare che un’esposizione ordinata e ragionevole, basata sulla fede, sia utile solo a teologi e studiosi, pur essendo lontana dalla vita e dalle preoccupazioni attuali dei cristiani. Ma non è così, perché se Gesù Cristo non è vero Dio e vero uomo, allora non potrebbe essere il Redentore di tutti gli uomini nel tempo e nello spazio.

La conoscenza viva ed ecclesiale di Gesù Cristo è una fede ragionata e soprannaturale che evita certi errori diffusi ieri e oggi, come quello di separare il Gesù storico dal Cristo della fede, di limitarsi al soggettivismo personale, a un misticismo distaccato, o di diluire la sua figura eterna in uno spiritualismo orientale privo di contorni chiari. In altre parole, si tratta di idee che non corrispondono alla realtà dell’incontro con Gesù Cristo vivo nella comunione del Popolo di Dio e nella sua presenza reale nell’Eucaristia.

La liturgia cattolica celebra ogni anno di grazia i misteri di Gesù Cristo, Salvatore del mondo. Dall’Incarnazione a marzo, alla sua nascita a dicembre, alla sua vita terrena, alla sua Passione e Morte redentrici, fino alla sua Ascensione per tornare al Padre, culminando nel suo viaggio dal Cielo alla terra. Egli ha già compiuto la sua missione salvifica e affida la Chiesa da lui fondata agli Apostoli, conservando per sempre la sua presenza nell’Eucaristia.

L’adorazione gioiosa del Bambino Gesù a Natale si estende all’adorazione che troviamo nell’Eucaristia, dove Lo incontriamo realmente presente con il Suo corpo, sangue, anima e divinità. E così, il Natale è tutto l’anno. Ecco perché, all’inizio della Preghiera Eucaristica di ogni Messa, Gesù Cristo Sacerdote ci invita: “In alto i nostri cuori”, e i fedeli rispondono: “Li eleviamo al Signore”.

Jesús Ortiz López

Jesús Ortiz López es sacerdote que ejerce su labor pastoral en Madrid. Doctor en Pedagogía, por la Universidad de Navarra, y también Doctor en Derecho Canónico. Durante varios años ha ejercido la docencia en esa misma Universidad, como Profesor del actual Instituto Superior de Ciencias Religiosas. Ha dirigido cursos de pedagogía religiosa para profesores de religión. Es autor de varias obras de sobre aspectos fundamentales de teología y catequética, tales como: Creo pero no practico; Conocer a Dios; Preguntas comprometidas; Tres pilares de la vida cristiana.