Cristo è la Luce: Commento di Padre Jorge Miró
Domenica 15 marzo 2026
Padre Jorge Miró condivide con i lettori di Exaudi il suo commento al Vangelo di domenica 15 marzo 2026, dal titolo “Cristo è la luce”.
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Oggi celebriamo la domenica chiamata Laetare, la domenica della gioia , perché nell’antifona d’ingresso cantiamo: Gioisci , Gerusalemme, riunisciti, voi tutti che la amate, gioite, voi che eravate tristi, per esultare; allatterete al suo seno e sazierete le sue consolazioni (cfr. Is 66,10).
Qual è la causa di tanta gioia? San Paolo ce l’ha detto nella seconda lettura: Un tempo eravate tenebre, ma ora siete luce per mezzo del Signore.
Nel Vangelo contempliamo il miracolo della guarigione del cieco nato . In lui è rappresentata tutta l’umanità : viviamo tutti nelle tenebre più profonde finché non incontriamo Gesù e gli permettiamo di illuminare i nostri cuori. Quando Gesù illumina i nostri cuori, le tenebre svaniscono e vediamo chiaramente , sebbene la minaccia delle tenebre sia sempre presente. Pertanto, la vita cristiana è una lotta costante tra luce e tenebre.
Come conseguenza del peccato originale , la natura umana non è totalmente corrotta: è ferita nelle sue facoltà naturali, soggetta all’ignoranza, alla sofferenza e al dominio della morte e incline al peccato (cfr. Catechismo 405) .
La dottrina del peccato originale è, per così dire, “l’opposto” della Buona Novella che Gesù è il Salvatore di tutti gli uomini, che tutti gli uomini hanno bisogno della salvezza e che la salvezza è offerta a tutti tramite Cristo (cfr. Catechismo 389) .
Gesù è la luce , e ci dona la luce che ci permette di vedere. Il miracolo è come una spiegazione del battesimo , che ci rende capaci di vedere: proprio come Adamo fu creato dalla polvere della terra, Cristo fece del fango con la sua saliva, lo spalmò sugli occhi del cieco e gli disse di lavarli con acqua, e il cieco riacquistò la vista… Nel battesimo, Cristo ci ricrea ; iniziamo una nuova vita.
Iniziamo un viaggio, un pellegrinaggio che culminerà con il raggiungimento della nostra meta: il cielo. È un cammino di crescita e di conversione . Il cieco intraprende un percorso, un viaggio, che inizia con la fede in Gesù come profeta, prosegue con il riconoscimento di lui come qualcuno che viene da Dio e infine lo consacra come il Messia, prostrandosi davanti a lui.
Oggi Gesù pone a te e a me la stessa domanda che fece all’uomo nato cieco: Credi nel Figlio dell’uomo?
In questo cammino quaresimale, la Parola ti invita a uscire dalle tenebre e a cercare la luce che è Cristo . Ti invita a esaminare la tua vita alla luce degli insegnamenti di Gesù Cristo e della Chiesa, e a verificare se la tua vita è in sintonia con la luce di Cristo, o se ci sono ancora aree oscure che necessitano di essere illuminate. Camminare nella luce significa non lasciarsi guidare dalla cecità dei propri istinti e delle proprie passioni, ma vivere guidati dalla Parola di Dio. Come ci ha detto san Paolo: vivete come figli della luce . Cercate ciò che è gradito al Signore, senza partecipare alle opere vane delle tenebre.
E così potrai vivere l’esperienza descritta da san Paolo: «Svegliati, o tu che dormi, risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà». Potrai vedere come, illuminato da Gesù Cristo, hai la vita, e la vita in abbondanza, e potrai vivere cantando il salmo: « Il Signore è il mio pastore: non mi mancherà nulla… Egli ristora l’anima mia… Non temo alcun male, perché tu sei con me… Tu ungi il mio capo con olio… Certo, bontà e misericordia mi accompagneranno tutti i giorni della mia vita».
Poiché la fede è l’atteggiamento che caratterizza un discepolo, essa instaura una relazione personale con Gesù . Una relazione che , attraverso il dono dello Spirito Santo, ti dona occhi nuovi, un cuore nuovo nei quali confidare e trovare riposo.
Vieni, Spirito Santo!
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