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Mario J. Paredes

Voci

10 Febbraio, 2026

8 min

Ci riconosceranno dai MALATI

La compassione del samaritano come cammino di amore e solidarietà nella Giornata Mondiale del Malato 2026

Ci riconosceranno dai MALATI

Ogni anno, l’11 febbraio, il mondo celebra la GIORNADA DEL MALATO. La Chiesa cattolica, in occasione di questa data e da 34 anni, celebra questa Giornata Mondiale con un messaggio del Papa che, nel 2026, sarà dedicato a riflettere su: “La compassione del samaritano: amare portando il dolore dell’altro”. Questa Giornata avrà come epicentro la città di Chiclayo in Perù, sede della diocesi dove monsignor Robert Prevost (oggi Leone XIV) ha esercitato il suo ministero episcopale dal 2015 al 2023.

La Giornata Mondiale del Malato fu istituita da San Giovanni Paolo II nel 1992, con lo scopo di dedicare uno spazio di tempo alla preghiera, alla solidarietà, all’accompagnamento e alla riflessione sulle carenze o difficoltà che, in ambito sanitario, vivono milioni di esseri umani.

Quest’anno, con la celebrazione solenne in Perù, il Papa convoca la Chiesa e il mondo intero a volgere lo sguardo verso l’America Latina. Come CEO di SOMOS Community Care, un’organizzazione al servizio della salute degli abitanti della città di New York che coordina una rete di oltre 2500 medici e delle loro cliniche private, destinata in particolare all’assistenza sanitaria delle popolazioni vulnerabili e immigrate, desidero condividere con voi alcune riflessioni sull’importanza di questa Giornata, sull’importanza della salute e del malato nella società, e su alcune lezioni che la figura del samaritano – tratta dalla parabola del Vangelo – offre ai credenti in Cristo e a ogni uomo e donna di buona volontà.

La celebrazione annuale della GIORNATA MONDIALE DEL MALATO ha una rilevanza speciale perché ci convoca tutti a una sensibilizzazione sul tema della salute, della malattia, dei malati, delle loro famiglie, del personale medico e di tutti coloro che si dedicano alla cura dei malati. Allo stesso modo, questa Giornata contiene un appello alla sensibilizzazione di tutte le istituzioni sociali sulla urgente necessità di assistere e accompagnare, in tutti i modi richiesti e possibili, i malati e i loro cari.

Ma questa data implica anche una riflessione sul sofferenza umana che ogni malattia comporta e sulla necessaria ricerca del senso trascendente della vita come compito di ogni essere umano, e in modo molto speciale di coloro che sperimentano la sofferenza essendo malati.

Il messaggio del Papa che accompagna annualmente questa Giornata costituisce un orientamento etico, morale e pastorale per la Chiesa e per tutta la società, con appelli alla preghiera e all’azione, a superare l’indifferenza e a promuovere la compassione e la solidarietà umana, tenendo conto del valore della vita, della dignità della persona umana, della necessità di relazioni fraterne che combattono la solitudine e l’isolamento, e della speranza come rifugio e baluardo di fronte alla tribolazione e all’angoscia. Tutto ciò in mezzo a una società dello “scarto”, dell’utilitarismo e del materialismo spietato.

LA SALUTE non può essere definita solamente, in modo semplice e negativo, come l’assenza di malattia. La salute è molto di più: è la base su cui costruiamo le nostre esistenze personali e familiari e le nostre vite in comunità. Per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la definisce come uno “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”.

La salute per ogni individuo costituisce il motore dell’esistenza e la risorsa e il tesoro più prezioso che possediamo, poiché senza di essa tutti gli altri obiettivi e aspirazioni umane diventano impossibili, chimere.

Grazie alla salute, gli esseri umani godono di autonomia, libertà, possono raggiungere uno sviluppo potenziale, qualità della vita, successo, longevità e la soddisfazione quotidiana che ci spinge alla ricerca della verità, del senso della vita e della felicità.

L’importanza della salute spiega perché essa sia uno dei diritti fondamentali della persona umana. Per queste stesse ragioni, la salute diventa anche il motore di progresso di ogni società. Grazie alla salute le comunità sviluppano produttività economica, sviluppo degli individui, coesione sociale, sostenibilità dei sistemi sanitari governativi. La salute, quindi, non dovrebbe essere – in nessuna società – un privilegio, ma una garanzia sociale che assicuri una vita dignitosa a ogni essere umano.

E perché parlare dell’IMPORTANZA DEI MALATI NELLA SOCIETÀ? Perché ogni essere umano malato ci riporta alla realtà e ci ricorda la verità della nostra condizione umana: umile, fragile, vulnerabile e bisognosa di solidarietà. Perché ogni malato ci convoca all’empatia, alla compassione e alla misericordia fraterna. E perché ogni fratello o sorella malato ci invita alla cura e al rispetto per la dignità inalienabile e inviolabile di ogni essere umano.

Allo stesso modo, ogni malato e ogni malattia costituiscono motori della ricerca scientifica medica e, grazie a ciò, si verifica lo sviluppo e il progresso dei servizi sanitari sociali. I malati, inoltre, contribuiscono all’unità e alla coesione familiare e sociale e alla valorizzazione, in tutti, della salute e di stili di vita più salutari per la prevenzione collettiva delle malattie. In definitiva, i malati misurano e mostrano la qualità etica e morale di una società.

Infine, LA FIGURA DEL SAMARITANO nella parabola di Gesù di Nazaret, motto di questa Giornata Mondiale del Malato 2026, ci invita sempre a vivere nell’amore che serve, specialmente ad amare il fratello caduto, bisognoso.

Ma cosa dobbiamo fare per ottenere la vita eterna? Cosa dobbiamo fare per essere felici? Dobbiamo praticare la misericordia. Ma come amare? Trattare gli altri come il buon samaritano, che:

  • Anche se era in viaggio, cioè occupato nei propri affari…
  • Giunse nel luogo dove si trovava il bisognoso: si chinò, si avvicinò, prese l’iniziativa,
  • Lo vide: perché quasi sempre passiamo oltre senza voler vedere l’altro e i suoi bisogni,
  • Provò compassione, pietà, misericordia. Cioè, un fremito interiore di tutto l’essere. Un fremito che spinge ad agire, a risolvere, a guarire, a salvare,
  • Si avvicinò a lui,
  • Gli fasciò le ferite,
  • Con olio e vino: prodotti di lusso all’epoca,
  • Lo caricò sulla propria cavalcatura: nella propria storia personale e nelle proprie condizioni di vita,
  • Lo portò in una locanda: il miglior alloggio dell’epoca,
  • Lo curò: si impegnò per la vita del fratello bisognoso,
  • Pagò in anticipo per le sue cure,
  • Chiese che si prendessero cura di lui,
  • Si impegnò a tornare per lui,
  • In sintesi: fece propri i problemi dell’altro.

Lettera del Santo Padre:

LETTERA DEL SANTO PADRE LEONE XIV
ALL’INVIATO SPECIALE IN OCCASIONE DELLA
XXXIV GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

[Santuario di Nuestra Señora de la Paz, Diocesi di Chiclayo (Perù), 11 febbraio 2026

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Al Venerato Fratello Nostro
MICHAEL S.R.E. Cardinale CZERNY, S.I.
Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale

Dal momento in cui il Dio della Pace ci ha convocato e costituito sulla Sede di san Pietro, spesso con tutto l’affetto del cuore e della mente volgiamo il Nostro animo alla diletta terra del Perù, i cui fedeli, guidati dalla pietà e dall’amore, cercano con fiducia rifugio sotto la protezione della Beata Vergine Maria. Noi stessi infatti, dodici anni or sono, nella Cattedrale dedicata alla Santa Maria Madre di Dio fummo elevati al sacro ordine dell’episcopato per la Diocesi di Chiclayo a Noi carissima e da allora abbiamo incessantemente raccomandato con sollecitudine alla Beatissima Vergine non solo la Nostra missione apostolica, ma anche il progresso nella fede cristiana del santo popolo di Dio e ora in modo particolare l’intera Chiesa. Per divina provvidenza è poi accaduto che sia stata volontà di Papa Francesco, di felice memoria, che la 34a Giornata Mondiale del Malato fosse celebrata proprio in questa terra del Perù, per esprimere con sempre maggiore intensità la materna sollecitudine della Beata Vergine Maria verso tutti coloro che sono afflitti da vari dolori e infermità; volontà che Noi stessi abbiamo raccolto con gratitudine e, con il parere favorevole della Conferenza dei Vescovi del Perù, volentieri confermiamo, disponendo che la suddetta Giornata Mondiale del 2026 abbia luogo e sia solennemente celebrata nel Santuario di Nostra Signora della Pace, nella Diocesi di Chiclayo, dove anche Noi in passato abbiamo più volte invocato nella preghiera l’aiuto di Dio.

Pertanto, in tale occasione, in speciale unione di preghiera con la Chiesa diffusa in tutto il mondo per tutti i fedeli malati affetti da infermità, patologia o dolore, chiediamo Noi stessi umilmente che costoro, sorretti da tale materna intercessione, vogliano benignamente offrire a Dio misericordioso per mezzo di Maria per la pace di questo mondo tutti i disagi della propria vita. Come infatti molto giustamente insegna sant’Agostino, inquieto è l’animo umano e solo nell’ineffabile carità di Dio e nella sua applicazione nella vita quotidiana e spirituale può trovare pace vera e duratura (cfr. s. Agostino, Confessioni, I, 1, 1).

Nel desiderio di adempiere dunque con vigilante animo l’ufficio di Pastore universale della Chiesa, abbiamo scelto te, Venerato Fratello Nostro, in rappresentanza del Successore di Pietro al fine di istruire con cura il popolo riunito nella sapienza del Vangelo e, in virtù di questa Lettera, dichiariamo te Nostro Inviato Straordinario al suddetto evento che si celebrerà solennemente l’11 del prossimo mese di febbraio, nella memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes. Presiederai i sacri riti a nome Nostro, portando ai fedeli cristiani lì riuniti, tra i quali in modo speciale tutti gli infermi, il conforto e l’incoraggiamento della consolazione del Vangelo proveniente dall’ineffabile comunione di Cristo, che promise di essere con noi in tutte le circostanze, tutti i giorni, sino alla fine del mondo (cfr. Mt 28, 20).

Ti preghiamo infine con sollecitudine, Venerato Fratello Nostro, di salutare affabilmente tutti i Fratelli nell’episcopato lì presenti, le Autorità civili, i presbiteri, i diaconi e i membri degli Istituti di vita consacrata, nonché i fedeli laici e soprattutto tutti gli infermi e chi li assiste, mostrando loro la Nostra benevolenza: li esortiamo tutti a rendere testimonianza delle virtù teologali – fede, speranza e carità – e di umana e cristiana vicinanza nei bisogni, portando l’uno i pesi dell’altro e adempiendo così la legge di Cristo (cfr. Gal 6, 2) dal profondo del cuore.

Nell’affidare la tua missione, Venerato Fratello Nostro, alla protezione della Beata Vergine Maria della Pace, impartiamo volentieri a te la Nostra Benedizione Apostolica, pegno delle grazie celesti, che vogliamo si estenda a tutti i partecipanti di questa Giornata Mondiale del Malato.

Dal Vaticano, il 21 gennaio 2026, anno primo del Nostro Pontificato.

LEONE PP. XIV

Mario J. Paredes

Presidente ejecutivo de SOMOS Community Care, una red de 2,600 médicos independientes -en su mayoría de atención primaria- que atienden a cerca de un millón de los pacientes más vulnerables del Medicaid de la Ciudad de Nueva York