Chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato: Commento di Padre Jorge Miró
Domenica 31 agosto 2025
Padre Jorge Miró condivide con i lettori di Exaudi il suo commento al Vangelo di questa domenica, 31 agosto 2025, intitolato “Chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato”.
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Il Vangelo ci invita a vivere nell’umiltà, come Gesù. Ce lo ricorda l’Alleluia: «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore».
Questo è ciò che ha fatto Gesù, il quale, da ricco che era, si è fatto povero (2 Cor 8,9), ha svuotato se stesso assumendo la condizione di schiavo ( Fil 2,6-7).
Cercare il primo posto non è una questione di moralismo, ma piuttosto il segno di un male più profondo: sperimentare un grande vuoto e una profonda solitudine nel proprio cuore. È cercare “sostituti” per cercare di riempire un cuore vuoto e insoddisfatto.
Il problema è che solo uno può riempire pienamente il cuore: Dio solo basta! Tu ci hai creati per te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te (Sant’Agostino).
Se vuoi incontrare Gesù, devi andare all’ultimo posto. Perché lì c’è Gesù. Nascosto nella mangiatoia di Betlemme… nascosto nell’umiliazione della Croce. E l’incontro con Gesù riempirà la tua vita.
D’altra parte, se cerchi posizioni d’onore, potresti trovare il “fascino” di questo mondo, il successo, il denaro… ma il Signore non è lì. Lì troverai la vanità delle vanità; tutto era vanità e un correre dietro al vento ( cfr Qo 2:11).
Ma cos’è l’umiltà? L’umiltà è la porta della fede. È l'”humus”, il terreno buono in cui il seme può essere accolto e portare frutto abbondante.
L’umiltà è lasciarsi plasmare dal Signore, che ti plasma ogni giorno con la sua Parola, con la tua storia, con la tua croce…
L’umiltà non è vivere nell’autosufficienza, ma vivere con gratitudine nella comunità ecclesiale che il Signore vi ha donato.
L’umiltà non è negare i doni ricevuti. È riconoscere che sono doni, che ti sono stati dati. E gratuitamente! Senza alcun merito da parte tua. E, quindi, vivere senza rubare la gloria di Dio.
L’umiltà è riconoscere che non sei tu a dare la vita a te stesso; che non sei tu a salvarti. Che l’unico che può rinnovare la terra – la terra del mondo, la terra del tuo cuore – è il Signore, con il dono del suo Spirito.
L’umiltà ti porta a uscire dall’autosufficienza narcisistica e autoreferenziale, dall’arroganza, dal selfie esistenziale , per riconoscere che tutto è dono; l’umiltà che ti porta ad accettare la tua povertà, la tua debolezza, e ad affidarle al Signore perché siano guarite; ti porta a entrare nella tua storia, nella storia della tua famiglia, del tuo sacerdozio, della tua consacrazione religiosa… e lì a incontrare Gesù Cristo Risorto, che fa nuove tutte le cose attraverso la potenza del suo Spirito.
L’umiltà ti porta a credere che gli standard e i piani del Signore siano migliori dei tuoi… Ti porta ad affidarti all’amore di Dio, un Amore che diventa la misura e il criterio della tua vita. Ti porta a essere grato.
La fede si vive nella gratuità e si esprime nella lode. La gratitudine è la memoria del cuore.
L’umiltà è il terreno buono in cui il seme della Parola di Dio può mettere radici e portare molto frutto. Com’è il tuo cuore? Quanto sei umile? Rivedi la tua vita e chiedi al Signore il dono dell’umiltà. Ne vale la pena!
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