24 Ottobre, 2026

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Una sola carne, un solo impegno: il Papa difende il matrimonio e la famiglia

Nella sua prima Udienza Generale dopo il ricovero in ospedale, il Pontefice ha ripreso il ciclo di interventi sul Concilio Vaticano II per riaffermare l'indissolubilità del matrimonio, la tutela della vita fin dal concepimento e il ruolo della famiglia come vero fondamento della società

Una sola carne, un solo impegno: il Papa difende il matrimonio e la famiglia

Con lo sguardo fisso sulla Costituzione Pastorale Gaudium et spes , il Papa ha incentrato la sua catechesi in Piazza San Pietro sulla profonda realtà del matrimonio e della famiglia. Rivolgendosi ai fedeli riuniti per questo incontro settimanale, il Pontefice ha iniziato esprimendo la sua gratitudine per le preghiere ricevute durante la sua recente convalescenza, invitandoli a rinnovare la loro fiducia nella bontà e nella misericordia divina.

Approfondendo le sfide contemporanee affrontate nel documento conciliare, il Papa ha sottolineato come il benessere dell’individuo e della società nel suo insieme sia strettamente legato alla prosperità della comunità coniugale. Ha quindi definito il matrimonio non semplicemente come un contratto giuridico, ma come un’«intima comunità coniugale di vita e di amore» che nasce dalla reciproca alleanza con cui i coniugi si donano e si accolgono a vicenda.

Questo reciproco dono di sé – in cui uomo e donna non sono più due, ma una sola carne – è alla base dell’esigenza di una fedeltà assoluta e di un’unità indissolubile. In questo senso, l’amore coniugale va oltre l’attrazione erotica per abbracciare la persona nella sua interezza e pari dignità, trovando la sua massima espressione e fecondità nella procreazione e nell’educazione dei figli, considerati il ​​dono più prezioso del matrimonio.

Allo stesso modo, il Santo Padre ha sottolineato che la vita umana, una volta concepita, deve essere salvaguardata con la massima cura, rigettando esplicitamente l’aborto e l’infanticidio, e mantenendo sempre il senso di reciproco dono di sé in un contesto di vero amore.

Ricordando che la famiglia è descritta dal Concilio come «la scuola del più ricco umanesimo» e «il fondamento della società», il Papa ha concluso avvertendo che questo impegno è oggi più urgente che mai, esortando coloro che hanno responsabilità sociali e culturali a promuovere concretamente l’istituzione familiare e affidando le famiglie del mondo alla protezione della Sacra Famiglia di Nazareth.

Testo integrale della catechesi:

LEONE XIV

UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro
Mercoledì, 21 ottobre 2026

 

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I Documenti del Concilio Vaticano II. IV. Costituzione Gaudium et spes. 6. L’impegno per la famiglia nella società di oggi (GS, 47-52)

 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

La prima cosa che vorrei dirvi è grazie! Grazie per il sostegno delle vostre preghiere. Grazie a Dio per la sua generosità. Rinnoviamo tutti la nostra fiducia nella bontà, nella misericordia di Dio.

La Costituzione pastorale Gaudium et spes(GS) del Concilio Vaticano II, dopo aver illustrato, nella prima parte, la dignità della persona e la sua vocazione nel mondo, nella seconda parte, «alla luce del Vangelo e dell’esperienza umana», considera alcuni problemi contemporanei più urgenti (cfr GS, 46). L’attenzione si concentra in primo luogo sul matrimonio e sulla famiglia, nella convinzione che «il bene della persona e della società umana e cristiana è strettamente connesso con una felice situazione della comunità coniugale e familiare» (GS, 47).

A tale scopo, non ne vengono semplicemente ribaditi i valori e i fini, ma si prospetta una rinnovata concezione del matrimonio quale «intima comunità di vita e d’amore coniugale» (GS, 48). Integrando la dimensione giuridica del matrimonio come contratto, il fondamento di tale unione viene riconosciuto nel «patto coniugale», inteso come «l’atto umano col quale i coniugi mutuamente si danno e si ricevono» (ibid.). La  reciproca donazione dell’uomo e della donna, tale per cui «non sono più due, ma una sola carne» (Mt 19,6), motiva l’esigenza della «piena fedeltà» e della «indissolubile unità» dei coniugi, trovando viva espressione nella procreazione e nell’educazione dei figli (cfr GS, 48). Riflesso della Trinità divina, l’amore coniugale e genitoriale, attraverso il Sacramento del matrimonio, viene «sostenuto e arricchito dalla forza redentiva del Cristo», affinché i coniugi possano amarsi l’un l’altra così «come egli stesso ha amato la Chiesa e si è dato per essa» (ibid.).

Dopo aver illuminato la realtà del matrimonio alla luce dell’amore di Cristo, che è verità dell’amore umano e divino, Gaudium et spes rivolge l’attenzione all’amore coniugale e alla fecondità matrimoniale. Non limitandosi all’attrattiva erotica, che pure integra in sé, l’amore coniugale coinvolge tutta la volontà degli sposi, ravvivandone gli affetti dell’animo ed esprimendosi mediante sentimenti e gesti di tenerezza(cfr GS, 49). Abbracciando il bene di tutta la persona dell’uomo e della donna, uguali nella dignità, quest’amore pervade tutta quanta la vita dei coniugi, trovando espressione negli atti esclusivamente propri del matrimonio (cfr ibid.). Mentre significa l’amore integrale da persona a persona, la singolare intimità degli sposi ne favorisce la mutua donazione e arricchisce la loro vicendevole gioia (cfr ibid.).

La fecondità dell’amore coniugale, inoltre, si esprime nella procreazione dei figli, «il dono più eccellente del matrimonio» (GS, 50). Trasmettendo ed educando la vita umana, che mai va scartata, gli sposi diventano «cooperatori dell’amore di Dio Creatore e quasi suoi interpreti» (ibid.). Chiamati a tale responsabilità umana e cristiana, essi sono tenuti a lasciarsi guidare da un retto giudizio circa il bene loro e dei loro figli, già nati o venturi. Un tale giudizio, che, in ultima analisi, gli sposi stessi devono formulare davanti a Dio, esige che la loro coscienza si conformi alla legge divina, interpretata dal Magistero ecclesiale alla luce del Vangelo (cfr ibid.).

La valorizzazione della comunione amorosa e della fecondità procreativa nel matrimonio porta il Concilio a escludere che possa esserci «vera contraddizione tra le leggi divine, che reggono la trasmissione della vita, e quelle che favoriscono l’autentico amore coniugale» (GS, 51) e ad affermare, invece, che «quando si tratta di mettere d’accordo l’amore coniugale con la trasmissione […] della vita» si deve «mantenere «in un contesto di vero amore, il significato totale  della mutua donazione e della procreazione umana» (ibid.). Da ciò consegue sia che «la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura», scongiurando «l’aborto e l’infanticidio»; sia che «gli atti specifici della vita coniugale, ordinati secondo la vera dignità umana, devono essere rispettati con grande stima» (ibid.).

L’insegnamento di Gaudium et spes sulla comunità coniugale e familiare giunge quindi a evidenziare la funzione sociale della famiglia, definita «una scuola di umanità più ricca» e «il fondamento della società» (GS, 52), richiamando tutti coloro che hanno responsabilità sociali, specialmente in ambito politico e culturale, al dovere di «collaborare efficacemente alla promozione del matrimonio e della famiglia» (ibid.).

Carissimi, quest’impegno è più che mai urgente. La Chiesa lo sa bene, come dimostra la sollecitudine pastorale dei Papi che si sono succeduti dopo l’ultimo Concilio, fino alla duplice Assemblea sinodale voluta da Papa Francesco, sulla quale sono ritornati, nei giorni scorsi, i Capi delle Chiese Orientali Cattoliche e i Presidenti delle Conferenze Episcopali. La Santa Famiglia di Nazaret ci illumini nel cammino e protegga le famiglie del mondo intero.

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Saluti

Sabato scorso, a Ibiza, Spagna, sono stati beatificati don Juan Torres Torres e 19 compagni, sacerdoti delle isole di Ibiza e Formentera, uccisi in odio alla fede nella persecuzione religiosa del secolo scorso. La loro testimonianza ci incoraggia a fare della vita un’offerta d’amore a Dio e ai fratelli.

Rivolgo il mio cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, come pure ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Esorto ciascuno a vivere con coerenza la fede per irradiare nel vostro ambiente il messaggio liberante del Vangelo.

A tutti la mia Benedizione.

Exaudi Redazione

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