20 Aprile, 2026

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Tre aneddoti di Avvento e Natale

La forza dell'istinto materno, la confessione prima di Betlemme e la tenerezza vittoriosa del Bambino Gesù

Tre aneddoti di Avvento e Natale

Una giovane donna voleva abortire. Alcune amiche, che erano con lei, cercarono di convincerla a non farlo, ma non riuscirono a farle cambiare idea. Proprio in quel momento squillò il telefono. Una di loro, per rispondere, le chiese di tenere in braccio il bambino che portava in grembo. Al termine della telefonata, la giovane disse: “Non abortirò!”. Rimasero tutte sbalordite. Prima sembrava irremovibile, e ora, senza che nulla fosse accaduto, aveva cambiato completamente idea. Com’era possibile? Era successo che, tenendo in braccio un bambino, il suo istinto materno si era risvegliato, ed era per questo che aveva deciso di non abortire. Allo stesso modo, è spesso accaduto che a una donna che desidera abortire sia bastato vedere un’ecografia del bambino che porta in grembo per decidere di non farlo. Tutto questo si spiega con il fatto che le donne hanno una naturale inclinazione verso il loro bambino non ancora nato. Può una donna non provare compassione per il bambino che porta in grembo? Proprio per questo, la nascita di un bambino porta gioia. Di conseguenza, l’aborto va contro una profondissima inclinazione naturale e costituisce quindi una profonda trasgressione, e quindi una violenza contro le donne. Pertanto, chi è a favore delle donne è contro l’aborto.

Ebbene, Maria è la donna dell’Avvento. È la donna più eccellente. È maestra e il modello femminile per eccellenza. Quando l’angelo la vede così bella, dice che non c’è fiore come lei in nessun giardino. L’Avvento ci parla della sua devozione e del suo amore per il figlio Gesù, in ogni momento, dal concepimento alla nascita. Il Natale ci mostra la sua gioia radiosa alla nascita del bambino. La sua maternità è la gloria più grande di Maria.

Nel 1980, in una parrocchia di Roma, si verificò il seguente aneddoto. Papa San Giovanni Paolo II era riunito con duemila bambini – un numero non da poco! Il Sommo Pontefice iniziò la sua catechesi così: “Come vi preparate al Natale?”. “Ci prepariamo pregando”, risposero i bambini a voce alta. “Bene”, disse loro il Vicario di Cristo, “ma dovete prepararvi anche con il sacramento della confessione. Dovete confessarvi prima di ricevere la Santa Comunione. Lo farete?”. E le migliaia di giovani, a voce ancora più alta, risposero: “Lo faremo!”. “Sì, dovete”, disse loro il Santo Padre. E, a voce più bassa, disse: “Anche il Papa si confesserà per ricevere degnamente Gesù Bambino!”. Splendidi maestri in questo impressionante aneddoto sono il Romano Pontefice e quelle migliaia di bambini: la Santa Comunione a Natale preceduta dalla confessione dei peccati!

Il Natale è la festa della nascita di Gesù, Dio-Uomo, il Salvatore del mondo. Naturalmente, Gesù nasce solo come uomo, perché la sua divinità è eterna. Si dice che San Francesco d’Assisi abbia creato il primo presepe vivente, mettendo così in risalto l’umanità di Gesù. In questo modo, ha sottolineato che il Natale non è solo una celebrazione profondamente religiosa, ma anche una festa profondamente umana, umanissima, di squisita tenerezza. Ha così dimostrato che Dio ha fatto questo per l’umanità: ci ha donato un bambino. Mentre un calciatore, dopo aver vinto una partita, fa il segno della vittoria dopo uno sforzo eroico ed estenuante, Dio ha fatto il segno della vittoria donandoci un bambino. La bontà, l’amore e la tenerezza di Dio hanno trionfato! Il Natale, quindi, ci parla anche della grandezza degli altri bambini, che sono immagine del Bambino Gesù, il Bambino-Dio. Tutto ciò contribuisce a rendere il Natale una delle feste più belle dell’anno. Ma la gioia genera bellezza. E il Natale, festa della gioia, è una celebrazione bellissima. Non importa quanti cataclismi ci siano nel mondo, accade che, davanti al bambino, e soprattutto davanti al Bambino Gesù, si possa sempre esclamare: “Tu sei poesia!”. E subito, un mare di bellissima poesia si riversa su tutta l’umanità, emanando una musica dolce come il miele. Grazie, Signore, per essere stato così buono con l’umanità!

José María Montiu de Nuix

Nacido en Cervera, Lérida, España, en 1960 y bautizado ese mismo año. Ordenado sacerdote en 1992. Doctor en Filosofía. Licenciado en Filosofía y Ciencias de la Educación por la Universidad de Barcelona (UB). Licenciado (especialidad: Matemática Fundamental), cursos de doctorado y suficiencia investigadora en Ciencias Exactas por la UB. Licenciado en Filosofía por la Universidad de Navarra. Licenciado en Estudios Eclesiásticos por la Facultad de Teología San Vicente Ferrer, Valencia. Docente e investigador con más de medio millar de publicaciones. Académico de la Academia Hispanoamericana de Doctores.