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Andrea Acali

Vaticano

04 Giugno, 2025

3 min

Rafforzati i legami tra l’Azerbaigian e la S. Sede

Un incontro di cultura e dialogo per rafforzare l’amicizia tra Baku e il Vaticano

Rafforzati i legami tra l’Azerbaigian e la S. Sede

L’ambasciata dell’Azerbaigian presso la Santa Sede in occasione della festa nazionale per il Giorno dell’Indipendenza ha organizzato a Roma una serata in cui si sono mescolate cultura, diplomazia e ospitalità. All’evento hanno partecipato autorità vaticane, tra cui il prefetto del Dicastero per il dialogo interreligioso, cardinale George Jacob Koovakad, rappresentanti del corpo diplomatico, personalità del mondo culturale, religioso e dei media. Un’occasione per ribadire come per l’Azerbaigian la pacifica convivenza tra fedi diverse sia un modello irrinunciabile.

A dare il benvenuto è stato l’ambasciatore azerbaigiano presso la Santa Sede, Ilgar Mukhtarov, che ha ricordato l’importanza storica del 28 maggio 1918, quando “in Azerbaigian fu istituita la prima repubblica democratica laica del mondo musulmano, con la Dichiarazione di Indipendenza”. L’Azerbaigian divenne così il primo paese del mondo musulmano a concedere alle donne il diritto di voto e di essere elette, “persino prima di molti paesi europei”, ha sottolineato l’Ambasciatore, che ha poi evidenziato i tratti peculiari del Paese, “crocevia di civiltà” e “modello di pacifica convivenza in cui i valori orientali e occidentali si armonizzano, e una lunga tradizione di multiculturalismo, tolleranza e unità continua a sostenere la forza e il successo della nazione”. L’ambasciatore ha ricordato le visite nel Paese di San Giovanni Paolo II, nel 2002, e di Papa Francesco nel 2016; i costanti rapporti tra la S. Sede e l’Azerbaigian, che hanno visto la visita a Roma del leader nazionale azero Heydar Aliyev nel 1997 e, nell’ultimo anno, del Segretario di Stato cardinale Parolin, del segretario per i Rapporti con gli Stati, arcivescovo Gallagher, e del Prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali cardinale Gugerotti, incontri che hanno dato nuovo impulso allo sviluppo delle relazioni bilaterali. Relazioni che anche grazie al sostegno della Fondazione Heydar Aliyev, con la presidente della Fondazione e primo vicepresidente della Repubblica, Mehriban Aliyeva, hanno promosso iniziative umanitarie e di conservazione del patrimonio culturale cristiano. Proprio per questo impegno Mehriban Aliyeva è stata insignita da Papa Francesco della Gran Croce dell’Ordine Piano. Mukhtarov ha infine sottolineato la nuova pace raggiunta nella regione del Caucaso. “In linea con questi valori, dopo un conflitto trentennale, l’Azerbaigian ha teso una mano di pace all’Armenia, proponendo una bozza di accordo di pace.”

Il cardinale Koovakad ha portato gli auguri di prosperità, progresso e pace al popolo azerbaigiano da parte della S. Sede, sottolineando la solida amicizia con l’Azerbaigian. Dopo aver lodato le caratteristiche della Repubblica Democratica del 1918, di cui ha ricordato iniziative di grande modernità come la creazione di scuole per ragazze, ospedali, biblioteche e l’Università Statale di Baku, prima università moderna del Paese, il porporato ha auspicato ponti di pace, mutua accettazione e amore.

Una serata espressione di amicizia ed apertura, nella cornice unica del dialogo interculturale  che caratterizza i rapporti tra Baku e Vaticano, come dimostra anche la recente aggiunta, dallo scorso 2 aprile, della lingua azera al notiziario di Vatican News. Secondo il prefetto apostolico dell’Azerbaigian, monsignor Fekete, infatti, è un’iniziativa che serve a rafforzare la fede e divulgare la verità, favorendo la conoscenza delle notizie sul Papa e sulla Chiesa in maniera diretta nella sola lingua conosciuta da molti fedeli della piccola comunità cattolica azera.

Andrea Acali

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