29 Giugno, 2026

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«Perché l’amore porti frutto, richiede almeno tre cose: distacco, perdita e ospitalità»

Parole del Papa all'Angelus

«Perché l’amore porti frutto, richiede almeno tre cose: distacco, perdita e ospitalità»

Oggi a mezzogiorno, tredicesima domenica del Tempo Ordinario, il Santo Padre Leone XIV si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli e i pellegrini riuniti in Piazza San Pietro.

Il Papa ha delineato tre atteggiamenti necessari affinché l’amore porti frutto: distacco, accettazione della perdita e ospitalità. In un mondo “ossessionato dall’avere e dal possedere”, il Pontefice ci ha esortato a vivere secondo la “logica del dare”, per far nascere nuova vita nelle nostre relazioni.

Di seguito, pubblichiamo le parole pronunciate dal Papa introducendo la preghiera mariana:

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Parole del Papa

PAPA LEONE XIV

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 28 giugno 2026

 

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Fratelli e sorelle, buona domenica!

Anche nel Vangelo di oggi (Mt 10,37-42), ascoltiamo alcune esortazioni di Gesù per vivere la sequela ed essere testimoni del suo Regno. Non si tratta di qualche atto esteriore, ma di impegnare tutto noi stessi in una relazione d’amore con Lui. E per portare frutto, l’amore richiede almeno tre cose: il distacco, la perdita e l’accoglienza.

Anzitutto il distacco. Gesù dice: «Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me» (v. 37). Nel momento in cui inizia a inviare in missione i suoi apostoli, il Signore li vuole liberi da qualsiasi legame. Ma per tutti vale il fatto che anche gli affetti più importanti trovano la loro pienezza  grazie all’amore che Cristo ci dona. Pensiamo, ad esempio, alla vita matrimoniale: si può viverla pienamente solo “lasciando” la casa dei genitori (cfr Mt 19,6) per impegnarsi nella relazione coniugale. Pensiamo anche alla crescita dei figli: li si aiuta a realizzarsi e ad essere felici educandoli a “camminare con le loro gambe” e a compiere le loro scelte. Dice Sant’Agostino: «È doloroso il distacco da ciò che ami. Ma anche l’agricoltore perde temporaneamente ciò che semina» (Discorso 330, 2). Solo “perdendo” quel seme, gettato nel terreno, potrà vederlo fiorire.

In questo senso, l’amore è anche perdita. Ci riesce difficile comprenderlo, specialmente in un mondo in cui perdere sembra essere una debolezza e si è ossessionati dall’avere e dal possedere. L’amore, però, porta frutto solo nel donarsi: quando siamo disposti a perdere un po’ del nostro io per fare spazio all’altro, a perdere un po’ di tempo per ascoltare un amico, a perdere un po’ di comodità per condividere una situazione di disagio. Chi trattiene la vita solo per sé stesso – dice il Vangelo – in realtà la perde (cfr v. 39), perché essa non si apre alla gioia dell’amore e diventa sterile. Per questo Gesù ci invita ad abbracciare la Croce: Egli si è offerto, ha perduto sé stesso e, proprio così, noi abbiamo potuto ricevere la sua vita in abbondanza. Allo stesso modo, se viviamo nella logica del dono, anche noi saremo capaci di generare vita nuova nelle nostre relazioni.

Infine, l’accoglienza. L’amore, infatti, si esprime in scelte e azioni concrete, in un impegno fatto di piccoli gesti quotidiani, come quello di offrire un bicchiere d’acqua a chi ha sete (cfr v. 42). Gesù, inviando i suoi discepoli davanti a sé, chiede loro di andare senza provviste, cioè di essere bisognosi, perché in questo modo potranno suscitare accoglienza in coloro che incontreranno. E così, accogliendo chi viene nel nome di Gesù, si accoglie Lui e il Padre celeste che lo ha mandato. L’amore per il Signore passa sempre attraverso l’accoglienza dei fratelli.

Carissimi, preghiamo la Vergine Maria, che ha amato il suo Figlio sapendolo anche perdere: ci aiuti lei ad essere testimoni umili e gioiosi dell’amore di Cristo.

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Dopo l’Angelus

Cari fratelli e sorelle,

deseo expresar mi cercanía a las hermanas y hermanos venezolanos afectados por los recientes terremotos que provocaron numerosas víctimas y heridos, así como ingentes daños materiales. Mientras ruego al Señor por el eterno descanso de los fallecidos, renuevo mi cercanía espiritual a sus familiares, a los lesionados y a quienes han sido golpeados por esta tragedia. Así mismo, manifiesto mi gratitud y aliento a cuantos trabajan con generosidad en las labores de búsqueda y de asistencia.

Ed ora do il benvenuto a tutti voi, romani e pellegrini: vi ringrazio,  perché siete venuti con questo caldo!

Saluto i fedeli della Diocesi di Kumba in Camerun e quelli di vari altri Paesi.

Saluto i giovani religiosi Camilliani; i gruppi parrocchiali di Priolo Gargallo, Avola, Regalbuto e Bari; gli scout di Rovereto e i ragazzi di Mestrino, diocesi di Padova, che hanno ricevuto la Comunione e la Cresima.

A tutti auguro una buona domenica! Arrivederci a domani per la solennità dei Santi Pietro e Paolo.

Exaudi Redazione

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