02 Maggio, 2026

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Pensare con la propria testa quando non ci si sente a proprio agio

Persepolis

Pensare con la propria testa quando non ci si sente a proprio agio

Ci sono momenti in cui pensare diversamente non è solo un’opinione.
È una decisione che ha delle conseguenze.

Persepoli,  non assistiamo solo alla crescita di una ragazza. Assistiamo alla formazione di una coscienza in un ambiente in cui la libertà non è sempre garantita.

E questo lo rende un film profondamente attuale.

Non è una storia di politica. È una storia di giudizio.

Marjane cresce in un paese in piena rivoluzione. Quello che inizia come un sogno collettivo si trasforma gradualmente in un sistema che detta cosa si può dire, indossare, ascoltare o pensare.

Ma il film non si sofferma sulla geopolitica. Si concentra su qualcosa di più delicato:

👉 Come sviluppi il tuo modo di pensare quando l’ambiente cerca di definire chi dovresti essere?

Non si tratta solo di obbedire o disobbedire.
Si tratta di capire.

Tradizione, autorità e coscienza

Dopo  The Secret of Kells , in cui la tradizione era un’eredità vivente, e  Wolfwalkers , in cui l’obbedienza si scontrava con la coscienza,  Persepolis  fa un ulteriore passo avanti:

Cosa succede quando la tradizione diventa imposizione?

Il film non è una caricatura. Non semplifica. Mostra una tensione reale: tra famiglia e sistema, tra appartenenza e libertà, tra identità culturale e giudizio personale.

E pone domande scomode:

  • Pensiamo quello che pensiamo perché ci crediamo… o perché lo abbiamo ereditato?

  • Siamo cittadini attivi o spettatori passivi?

  • Cosa facciamo quando la norma entra in conflitto con la nostra coscienza?

Per i giovani: la libertà non è solo scegliere, è assumersi la responsabilità

In una fase in cui molte decisioni sembrano di poco conto (come vestirsi, cosa ascoltare, cosa dire),  Persepolis  ci ricorda qualcosa di importante:

La libertà non consiste solo nel poter scegliere.
Si tratta di capire perché si sceglie.

Marjane commette errori, dubita, si ribella, scappa, torna.
Non è un modello perfetto. È umana.

Ed è questo il valore: pensare con la propria testa non è comodo.
Ma non è nemmeno automatico.

👉 Ti sei mai chiesto da dove provengono le tue idee?

Per le famiglie: educare non significa fare repliche

Il film mostra qualcosa di molto potente: la famiglia può essere un rifugio dal sistema.

In mezzo alla pressione sociale, sono gli adulti a seminare pensiero critico, memoria e dignità.

Ciò solleva una domanda fondamentale per ogni famiglia:

Li stiamo educando a ripetere…
o a capire?

Trasmettere valori non significa imporre risposte.
Si tratta di insegnare alle persone a porre domande.

Per gli educatori: la cittadinanza si impara

Persepolis  è uno strumento straordinario per lavorare:

  • pensiero critico
  • libertà di espressione
  • memoria storica
  • identità culturale
  • responsabilità individuale

Ma soprattutto, ci permette di affrontare un aspetto essenziale:
la cittadinanza non si limita a regole o diritti.
Si costruisce a partire dalla consapevolezza.

Educare alla cittadinanza non significa politicizzare.
Significa sviluppare capacità di pensiero critico.

Libertà con conseguenze

Il film non idealizza la ribellione.
Non trasforma il dissenso in facili epiche.

Mostra qualcosa di più onesto:
pensare in modo diverso può avere un costo.

Ed è qui che risiede il vero fulcro del film.

Perché la libertà senza rischi non è libertà.
È comodità.

Una riflessione per il nostro tempo

Nelle società in cui le informazioni sono costanti e le opinioni si moltiplicano,  Persepolis  solleva un problema essenziale:

Non basta avere un’opinione.
Bisogna sapere perché la si ha.

Reagire non basta.
Dobbiamo capire.

Non basta sentirsi parte di qualcosa.
Bisogna decidere come sentirsi parte di qualcosa.

La domanda che rimane

Quando è l’ambiente a definire cosa è giusto,
chi decide per cosa sei disposto a batterti?

José María Sánchez Villa

Marketing y Servicios

Ideas para mejorar el mundo . Director: José Miguel Ponce . Profesor universitario e investigador en Marketing y Gestión de Servicios, con experiencia en cinco universidades públicas y privadas. Sevillano de origen, ha vivido en varias ciudades de España y actualmente reside en Sevilla. Apasionado por la educación, la comunicación y las relaciones humanas, considera la amistad y la empatía clave en su vida y enseñanza. Ha publicado investigaciones sobre Marketing, Calidad de Servicio y organizaciones sin ánimo de lucro. Humanista y optimista, promueve el agradecimiento y la coherencia como valores fundamentales.